Donne e conoscenza storica
    



Indice dei testi



Università delle donne di Brescia

In ricordo di Giuliana Rambaldini

Invito Per ricordare Giuliana

Giuliana Rambaldini

Introduzione - Iniziativa Per ricordare Giuliana -
di Milena Bianco

Intervento Per ricordare Giuliana
di Oriella Savoldi

Intervento Per la commemorazione di Giuliana Rambaldini
di Pamela Marelli

Intervento Per ricordare Giuliana di Oriella Savoldi
Manerbio, 30 settembre 2006

Mi unisco al ringraziamento di Milena.
Pensare a Giuliana mi riporta indietro nel tempo, quando, giovane sindacalista della Cgil l'ho incontrata e ho condiviso con lei passione politica.
Quella passione che porta a scommettere per modificare le cose, quelle che urtano, che fanno problema, che arrivano come insensate o cariche di ingiustizia, in fabbrica come altrove.
Giuliana, lo diceva Milena, era sbrigativa, non facile, ti obbligava, andava dritta al cuore delle cose e non ti permetteva di girarci intorno.
Pensare a lei mi richiama molti episodi, però mi tiene anche molto radicata nel presente.
Mi sono chiesta, ad alta voce, parlandone con altre: cosa si può fare per tener vivo il ricordo di Giuliana, e con esso tenere viva, far parlare la storia che lei ha vissuto, che è storia anche di molte operaie, è storia di Manerbio, del nostro Paese, e, nel suo caso, è storia della Cgil?
Come si può far parlare una realtà come quella operaia, di operaie, che rischia di sparire con la chiusura delle fabbriche, che rischia di non avere parte nella storia che viene trasmessa.
Le vite non si chiudono, attraverso i rapporti, quello che hanno costruito, lasciano qualcosa di sé, mai cancellabile. Lo stesso paese di Manerbio deve molto a Giuliana, a donne come lei, operaie nella vasta realtà produttiva che l'ha caratterizzato, ma anche impegnate nel farsi carico di molto lavoro sociale.
Basta pensare al lavoro nelle famiglie, al farsi carico della crescita di bambini, bambine o della cura di anziani e anziane.
Sento che c'è un fondo di ingiustizia nel dimenticare, nel cancellare i molti volti che ogni mattina entrano in fabbrica e si facevano, come si fanno, carico di produrre le cose che servono a tutti, a tutte, per vivere. In fabbrica come nelle case.
Con Giuliana ci abbiamo provato a combattere la molta ingiustizia con cui la vita fa i conti.
E pensando a come si poteva ricordarla è venuta l'idea di far parlare le esperienze di donne che nella loro vita hanno incontrato la fabbrica. Semplicemente.
Un lavoro di ricerca e di raccolta, di ascolto che a Giuliana, - abbiamo pensato - sarebbe piaciuto.
Alcune interviste sono già state fatte a operaie che lavorano ancora o ad altre che sono già in pensione.
Molto materiale è stato raccolto, grazie allo SPI CGIL, - è qui presente Grazia Meazzi, segretaria dello SPI che si è fatta carico, come Coordinamento delle donne, di un contributo in denaro che ne ha permesso l'avvio.
E grazie al lavoro di Pamela Marelli, giovane storica bresciana che si è resa disponibile a dedicare il suo tempo e la sua passione nella ricerca. Che dopo ci dirà, cosa ha colto, sentito e visto nelle parole di Giuliana. Una donna che lei non ha conosciuto.
Ci aiuta ad orientarci nel lavoro Delfina Lusiardi, filosofa della comunità di Diotima, del movimento politico delle donne bresciano, che per altri impegni non ha potuto essere qui oggi.
A lei dobbiamo le interviste alle donne del Consiglio di fabbrica delle Manerbiesi nei primi anni novanta, dalle quali è stato possibile estrapolare la parte di una intervista a Giuliana che vi proponiamo attraverso la lettura che ne faranno Nerina Carlotti e Virginia Cominelli.

Il libro che ne risulterà lo dedicheremo a Giuliana, e - diciamo - alle donne che come lei hanno combattuto per se stesse, per darsi possibilità, ma in fondo perché la realtà tutta, la civiltà, ne potesse guadagnare e migliorare.
Ci vorrà ancora tempo perché vada a compimento, ma questo, insieme, con l'impegno a ritrovarci ancora, è il nostro modo di ricordarla e di fare in modo che le cose vadano in un senso più giusto.
Grazie Giuliana.