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LA
DEA FERITA documentario
sull'India
Incontro mediatico
con Vandana Shiva http://192.197.196.1/pcdf/1996/shiva.htm
Ci siamo trovate
ieri 13 marzo al Circolo della Rosa di Milano a vedere il documentario
sulla grande pensatrice e leader ambientalista Vandana Shiva.
Il filmato era all'interno delle rassegne curate dall'Associazione
Lucrezia Marinelli e promosso come sempre dalla grande passione
di Nilde Vinci.
Eravamo veramente
tante donne ma anche qualche uomo a discutere e vedere questo
documentario. Presentato da Angela Alioli studiosa e attiva
nella politica delle donne e nell'impegno sulla scienza e l'ambiente.
Accompagnato da un lungo e partecipato dibattito introdotto
da Paola Leonardi. Un'amica del Circolo che da ventanni conduce
con il marito una fattoria agrobiologica in Toscana.
Erano presenti donne
che lavorano in fattorie agrobiologiche create da loro e altre
interessate alla politica ambientale.
Al centro del discorso
di Vandana c'è il cibo. L'effetto straordinario delle sue denunce
contro le multinazionali si legano al luogo da cui parla.
Nella realtà indiana
il 70% della popolazione vive di agricoltura. In questo scenario
la politica costruita anno per anno dalla Monsanto ( ma secolo
per secolo dal capitalismo) e multinazionali varie acquista
a suo sfavore insensatezza e aggressività. A favore di questa
politica non si vede quasi niente se non gli interessi miliardari
che maturano.
Le multinazionali
impongono monoculture distruggendo la varietà delle piante indiane
utilizzate per mangiare, costruire manufatti, preparare cure
e cosmesi ayurvediche. Le popolazioni indiane si sono viste
portare via con il sistema dei brevetti addirittura i semi della
curcuma e del basmati, da secoli patrimonio dell'alimentazione
e della farmacopea tradizionale. Infatti i semi in molte situazioni
vengono distribuiti attraverso la monopolizzazione consentita
dai brevetti.
Il matrimonio fra
scienza e imprenditorialità delle multinazionali è arrivato
perfino a mettere in vendita e obbligare all'uso di semi che
germogliano una volta sola e devono essere riacquistati ogni
anno. La risposta della popolazione indiana organizzata dai
gruppi legati a Vandana sta nel raccogliere i semi di anno in
anno per sottrarsi il più possibile al monopolio della globalizzazione.
Alla limpida denuncia
e alla battaglia politica Vandana Shiva aggiunge la grande fiducia
nella presenza femminile nel mondo. Interpretata da lei come
soggettività creativa e protettiva dell'ordine naturale. Questa
filosofia della diversità visibile fra i due sessi, rivolge
l'accusa alla monocultura della mente.
E' questo modo di
pensare che inquina e produce le storture di una mentalità ispirata
all'idea della perfezione coincidente con l'essere di razza
bianca, pelle chiara, capelli biondi e occhi azzurri. Nella
natura invece esiste la diversità. Non è la perfezione ma è
un tendere alla compresenza di differenze che hanno una ragione
di esistere attraverso la relazione con il tutto. Così nella
natura come tra umane e umani.
D.M.
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