Donne e conoscenza storica
       

Alzare il cielo, video di Gianna Mazzini su Carla Lonzi, 2002

di Donatella Massara

In rete:

ipertesto su Carla Lonzi

Il mio ricordo di Carla Lonzi

La 'mia' Carla Lonzi

 

Chi fa parte del club delle fan di Rossella O'Hara in Via col vento ricorda certamente la scena in cui Mamie commenta l'ascesa sociale di Red Butler e Rossella esclamando: che per quanto avessero fatto sarebbero sempre rimasti due muli.
Lo splendido documentario dedicato a Carla Lonzi presenta il progetto di una personalità opposta a quella di Rossella: per quanto si faccia Carla Lonzi rimane una signora bellissima in ogni foto e quasi imperdonabile nella ricerca intellettuale e politica semplice ed ultimativa, frutto di una intelligenza "feroce"come l'ha definita Laura Lepetit. C'era anche l'editrice di La Tartaruga, negli anni '70 frequentatrice di Rivolta Femminile, alla proiezione - al Circolo della Rosa di Milano - di Alzare il cielo di Gianna Mazzini.

Ha svolto la presentazione cinematografica Nilde Vinci dell'Associazione Lucrezia Marinelli che ancora una volta ha portato il discorso sul segno della regia femminile e della differenza, che le autrici - ideatrice e regista del video - sono felici di riconoscere. Loredana per la direzione artistica, i contenuti, Daniela Ughetto coordinatrice e quindi Gianna per la ricerca di segni femminili che immediatamente - ci si accorge - colorano la scena. Non è un caso che Gianna Mazzini abbia diretto - fra gli altri video - Mia madre aveva una madre e i Imago mater dove, andando dritta al segno, senza percorsi laterali, fa parlare madre-figlia, la relazione più difficile e essenziale per la differenza femminile.

Il video che è fatto dalla RAI, si espone alla comunicazione con utenti che non hanno mai sentito parlare di Carla Lonzi, così ci ha raccontato Loredana Rotondo, la dirigente RAI che ha in cura l'intera rassegna di ritratti del novecento italiano - Vuoti di memoria. Donne e uomini da non dimenticare. Infatti è stata lei a contrattare i tre ritratti di donna dei quali se per Amalia Rosselli, figlia di Carlo, erano tutti consenzienti e partecipi, per Carla Lonzi, notissima al femminismo internazionale, si trattava invece di superare il livello minimo e di informare su chi essa era ed era stata, anche per chi decide i programmi RAI. Così è stato pure per Goliarda Sapienza, il terzo ritratto femminile. Loredana, invece, voleva esattamente tagliare la notorietà con personaggi trasversali che mostrassero percorsi urgenti, determinanti e allo stesso tempo rimasti sospesi nel mondo multiverso che andiamo conoscendo.

Carla Lonzi ha quindi bisogno di presentazione e questo documentario ci riesce benissimo costruito su ventidue ore di registrazioni distillato dunque in mezzora di intense testimonianze, fotografie, filmati, voce diretta di Carla Lonzi e una bellissima ricerca della sonorità musicale che accompagna dissolvenze, comunicazione delle immagini. Fotogrammi scelti per parlare di una donna che ha fondato il femminismo italiano, un pensiero e una pratica, unica, a quel tempo, inusitata, tanto che non poco scalpore e ostilità suscitarono i suoi lavori nella sinistra radicale italiana. Solo più tardi l'autrice è stata riconosciuta nella sua grandezza. Abbiamo ascoltato Maria Luisa Boccia autrice di un austero saggio sulla pensatrice.

L'effetto che fa questo bellissimo lavoro è quindi una sollecitazione a leggere o rileggere la scrittura di Carla Lonzi e questo è il suo grandissimo merito. Questo valore di testimonianza lo ha riconosciuto Luisa Muraro, testimone nel documentario e conduttrice della serata al Circolo della Rosa.

Il femminismo è congenitamente senza ideologie, perché ognuna di noi entra nello spazio della politica e del pensiero femminile con quello che è. Non si perdono per strada i desideri dell'infanzia, quindi, le delusioni e i sogni irrealizzati, si trova solo il modo di viverli meglio, di essere quelle che si è. Ecco la parola autenticità ha preso corpo nel dibattito, ce l'ha menzionata Marta Lonzi, la sorella più giovane di Carla, sottolineando che era questa la finalità nella ricerca di sua sorella e del gruppo a cui anche lei partecipava, Rivolta Femminile. E così su sollecitazione di Luisa Muraro è apparsa la Carla di Marta. Una donna che ha permesso a tutte noi di riconoscersi in lei, che non ha tenuto per sé e ha esteso alle altre l'essenziale che per lei era la verità, dando a tutte la possibilità di sapere che sta seguendo una via giusta e condivisibile.