Donne e conoscenza storica

 

Più notizie su Seni Camara le trovate in questi siti: Ca' di Fra', galleria d'arte presentazione della mostra di Paola Mattioli

Jean Pigozzi Collection presentazione di Seni Camara
e immagini (in inglese)

Presentazione di Seni Camara in Rurart e immagini (in francese)

Fotografia di Paola Mattioli in Regine d'Africa


Libreria delle donne- Circolo della Rosa
Via Pietro Calvi 29 - Milano - tel. 02/70006265

Serata sul Senegal con Nicole Poutrel
20 giugno 2006

di Donatella Massara

Le riunioni del Circolo della Rosa bisognerebbe seguirle tutte, come si fa con i festival.
Una panoramica del cinema in effetti più è ricca e più consente di confrontare, misurare, decidere e giudicare. La quantità non è un di più, mentre la singolarità è sicuramente un di meno.
Non sono una grandissima frequentatrice del Circolo benché ne sia socia, quindi certamente rischio una valutazione sulla serata di ieri non consona del tutto alle possibilità del Circolo, magari Laura Minguzzi che è la presidente del Circolo potrebbe fare meglio di me nel dare considerazioni sulle nostre attività, ma ieri era in veste di organizzatrice e presentatrice dell'incontro e non può certo farsi in due. Le rilancio però l'idea e comincio, in proprio, a fare qualche considerazione sulle attività del Circolo.
Dunque ieri abbiamo incontrato Nicole Poutrel, fondatrice di una scuola di danza in Senegal. Il programma recitava: <<ci parlerà della sua esperienza e delle motivazioni che l'hanno spinta a lasciare la Francia per trasferirsi in Africa.>> Brunella Pisani, amica di Laura Minguzzi e amante di viaggi e scambi come modalità della conoscenza, presenziava l'incontro insieme a Laura.

Purtroppo eravamo poche e perché non lo so, molte forse hanno pensato che non valesse la pena di spostarsi. Oppure fa già troppo caldo. Le vacanze sono cominciate. La mia serata precedente, ce ne sono state in realtà molte altre, con Luisa Muraro che presentava la filosofia di Iris Murdoch, autrice della quale ha di recente curato la pubblicazione di alcuni saggi in traduzione italiana, mi ha portato come sempre a ammirare la lezione magistrale della grande filosofa, parlo di Luisa Muraro perché di Iris Murdoch conosco solo l'opera letteraria. Per non negare niente, però in un'ora e mezza mi sono anche - come dire? - annoiata, non riuscendo a sintonizzarmi con quello che dicevano le presenti. Poi ho visto il bandolo. Bisogna dire che le nostre serate essendo sempre molto politiche hanno questa finalità: cogliere il bandolo o pensare che almeno per sé quello può essere il punto del filo utile per dipanare e continuare a ricamare la propria tela con un colore che prima magari non c'era o non si sapeva come utilizzare. Anche ieri mi sono all'inizio annoiata, poi ho visto il bandolo, ho avuto anche la possibilità di godere un homevideo sul Senegal, ho comprato la collana, uno di quei bellissimi bijoux che Nicole ha insegnato alle donne del Senegal a fare, rispettando quei criteri occidentali che le rendono un prodotto internazionale e vendibile. Certo che Laura Modini si è lamentata che così si distrugge la loro peculiare creatività che è anche indifferente alla simmetria e alla saldezza delle chiusure. Io però ho la mia bella collana al collo, e l'ho comprata proprio perché non ha un'aria troppo etnica che mi evocherebbe i documentari di Folco Quilici sull'Africa nera negli anni '60 e sono sicura della solidità di un vero gioiello.

Di Nicole ho apprezzato le parole anche ricordandole a distanza in un contesto più ampio. Lei ci ha raccontato la sua storia, una storia di una donna, che spiega la sfida femminile del nostro tempo. Nicole che non ci ha parlato di esperienze femministe ed è della mia generazione ha raccontato che faceva l'insegnante di economia in Francia, ha sempre visto la difficoltà di lavorare con gli uomini che alle donne pongono molti ostacoli per vedere se riescono a superarli. Quando le è stato proposto un lavoro all'estero e suo marito si è rifiutato di lasciare la Francia, ha aspettato che i figli diventassero grandi per realizzare questo trasferimento e divorziare. E' andata in Senegal e ha cominciato a adocchiare l'attività artistica e bellissima di questo paese. Ha insegnato alle ragazze a fare collane, le ha vendute in Francia e non ha mai usato una lira di quei guadagni, sempre riinvestiti nell'attività e neppure ci si è pagata i viaggi fra l'Europa e l'Africai, ha invece aperto una scuola di danza dove insegnano le ballerine e i ballerini che lei vedeva sulla spiaggia esercitarsi anche per sei ore al giorno. Adesso Nicole vive fra la Francia e il Senegal insegna, perché questo è quello che le piace più fare, ai bambini e organizza viaggi culturali in Senegal e in Mali. Ha portato filmati girati durante le escursioni in Senegal, abbiamo visto le danze e la gente, le donne bellissime, che avevamo già ammirato su Via Dogana.

Nicole ha messo a frutto lo spirito internazionalista e anche colonialista del suo paese, così come hanno fatto le inglesi che sono state grandi viaggiatrici. Rimando su questo discorso all'ipertesto di questo sito Le viaggiatrici che recupera attraverso la ricerca di una mostra esposta a Londra nel 2004 le donne di origine inglese che viaggiarono nei secoli passati. Nicole ha colto soprattutto l'attitudine artistica delle donne del Senegal e l'ha messa a frutto, non alterando il suo stile originario. Paola Mattioli in Regine d'Africa ha pubblicato le foto sia di queste donne famose fino nell'antichità per la loro bellezza sia le statue straordinarie di Seni Camara, l'artista senegalese che forgia con la terracotta terrificanti statue delle dee madri.
E' stata una bella e inaspettata serata che ci ha fatto conoscere le tante facce della rivoluzione femminista. Qualcosa che a volte è avvicinabile anche solo con un racconto di vita, con considerazioni che restano apertamente personali.