Donne e conoscenza storica

 

 

La storia di Ruth e Noemi ovvero chiamatemi Naomi

di Donatella Massara

Al Circolo della Rosa di Milano, sabato 10 novembre è stata rappresentata la piece del titolo dalla Galleria delle donne di Torino, con Milli Toja e Silvana Strocco e con Rosaria Capasso, Barbara Giannini, Federica Negri e Ferdinanda Salino.

Noemi rimasta vedova deve abbandonare la terra di Moab per tornare a Betlemme, Ruth e Ofra, le nuore, anch'esse diventate vedove, invitate dalla suocera a tornare in famiglia, la implorano di tenerle con sè. Mentre Ofra acconsente, Ruth le dice di non insistere << dove andrai tu andrò anch'io; dove ti fermerai mi fermerò>>.
Noemi così accetta di stare con lei e si recano nella terra di Betlemme dove inizia la loro convivenza, fino a che Ruth, scoperta a spigolare nella terra di Booz e trattata con ogni riguardo da questi - che è pure parente di Noemi - su sollecitazione della suocera si prepara a sposarlo. Ruth su consiglio della suocera si farà trovare ai piedi del letto di Booz profumata e avvolta nel mantello. Così avviene: Booz, ricco e vecchio, è felice della scoperta però decide di dare Ruth in sposa a un altro e, se questi si rifiuta, promette di prenderla in sposa. Sarà l'uomo che acquisterà il campo<< dalla mano di Noemi>> a prendere anche Ruth, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità. L'acquirente però decide di non riscattare il campo insieme a Ruth perchè danneggerebbe la sua eredità; invita quindi Booz a prendere il suo posto. Finalmente Booz si prende il campo di Noemi che non ha eredi e per assicurare una discendenza sposa Ruth dal quale avrà un figlio.

Questa è la trama del racconto biblico del Libro di Ruth ma la Sofonisba Anguissola non si è fatta fermare dalla lettera. Milly Toja, Silvana Strocco e le altre ragazze di Torino, nelle parti di Elimelech, Ruth, Booz, la prima, di Noemi la seconda e del coro di blubellgirls le altre, hanno rappresentato una storia pungente con una messa in scena, come sempre naif, dissacrando tenacemente quel tanto che ancora rimane dell'immaginario romantico eterosessuale. Ricca di battute ironiche oltre che politiche la satira del libro di Ruth diventa una vicenda semierotica di sfrenata passione di questa per la suocera.
Dio nella Bibbia protegge sempre e solo il 'suo diletto' e alla fine lo chiama a lui lasciando sulla terra le povere e esecrate femmine.
Allora Ruth già ballerina di fila convince Noemi a portarla con sè con la promessa di insegnarle a ballare. Infatti le due donne arrivate a Betlemme, riparata la casa di Noemi, danzano sotto la luna fino alle tre di notte. Tutto andrebbe per il meglio, Ruth cucina mentre Noemi prende il sole, avendone diritto dopo tanto lavorare; se non che Noemi per non ingrassare esprime il desiderio di una dieta a base di pasta fatta a mano e manda la nuora a spigolare nel campo di Booz, suo parente vecchio, ricco, mezzo orbo e scemo con un'unica passione: per il suo campo di orzo. Quella accentratrice e astuta di Noemi vuole anche una bambina e lo comunica a Ruth che ricevuto in scatoletta babilonese il seme di Booz viene fecondata in un sollazzo di risate della stessa a testa in giù per garantire la riuscita dell'innesto. Nasce la bambina che Noemi monopolizza e finisce lo spettacolo con l'ennesima prova del corpo di ballo, nonchè anche coro e dell'accompagnamento musicale; smessi gli abiti delle baiadere le ragazze rivelano, in giubbotto di pelle semiaperto e occhiali neri, più che appartenere al mondo di Noemi, di essere figlie della ormai più nota Naomi, autrice di No Logo, probabilmente; le bluebell girls sono diventate le blues sisters.
'Il diletto' è sparito dalla scena; l'egocentrismo di Noemi e l'astuzia seduttrice di Ruth, sono le fondamenta di un mondo che non si ferma alle gags gustosissime, musica e alle, solo apparentemente, improvvisazioni scenografiche, il gruppo teatrale di Torino riinventa ogni volta un mondo femminile nel testo pieno di idee e di precisi disancoraggi dalla cultura che fra alti e bassi abbiamo ricevuto.
Le torinesi sono certamente le più note, intraprendenti e politiche rappresentanti del teatro lesbico femminile che conosco. Sono così intelligenti che si può vederle anche senza 'ammazzarsi' dalle risate, anzi, basta un sorriso, e tanti applausi.

Per notizie sul teatro lesbico femminile in Italia e sulle rappresentazioni della Galleria delle Donne vai nel sito della Sofonisba Anguissola alla pagine del teatro
http://www.women.it/galleriadelledonne/IL%20teatro(2001).htm

(L'articolo nasce dalle mie osservazioni confrontate nel dibattito con le amiche Nilde e Laura)