Donne e conoscenza storica

 


sta in Il Manifesto 24, 12, 2002


POLITICA O QUASI
Le migliori dell'anno. Per caso

di
IDA DOMINIJANNI
Quando si dice che uno tira la pietra e nasconde la mano. Il Time, nel suo consueto gioco di Natale sull'uomo dell'anno, per il 2002 premia tre donne, le whistleblowers Cynthia Cooper, Coleen Rowley e Sherron Watkins, ne fa delle eroine pari ai pompieri delle Twin Towers, e poi rassicura i lettori: che siano tre donne, scrive, non è nulla più che una coincidenza. Ora, su quanto le coincidenze siano casuali o no si potrebbe aprire una lunga parentesi. Ma andiamo con ordine. Le tre donne in questione guadagnano la copertina del settimanale per avere tutte e tre denunciato (da cui il nome, che loro peraltro detestano, di wistleblowers) i giochi sporchi del potere economico e politico americano. Cynthia Cooper, manager di massimo livello della Worldcom, ha scoperto prima davanti al consiglio d'amministrazione e poi davanti agli investigatori l'altarino del falso in bilancio della corporation. Sherron Watkins, vice presidente della Enron, ha denunciato l'imbroglio prima al consiglio d'amministrazione e poi in un'audizione della commissione d'inchiesta del parlamento. Coleen Rowley, avvocata nell'ufficio legale dell'Fbi, non aveva falsi in bilancio da denunciare ma qualcosa di peggio, cioè la sottovalutazione che i suoi capi avevano fatto del rapporto su Zacharias Moussaoui, il kamikaze rimasto fuori dal gruppo degli attentatori dell'11 settembre e in seguito arrestato e processato. Tutte e tre hanno poco più o poco meno di 40 anni, tutte e tre vengono dalla provincia americana, sono sposate, hanno i soliti problemi di compatibilità fra famiglia e lavoro. Nessuna delle tre, sottolinea ancora il settimanale, aspirava alle luci della ribalta, né si era distinta per essere particolarmente ribelle alle regole; tutte e tre hanno messo a rischio lavoro, salute, privacy, e l'hanno pagata cara in termini di carriera, stipendio, ostilità dell'ambiente di lavoro; ciascuna delle tre si è fatta forza sapendo che un'altra donna, in un altro posto, stava facendo lo stesso strappo alla regola dell'acquiescenza che stava facendo lei. Ma che siano tre donne, scrive il Time, è solo un caso, perché studi recenti dimostrano che le donne sono meno disponibili degli uomini a denunciare imbrogli e misfatti e ad aprirci dei conflitti.

L'autorevole settimanale è in difficoltà: fra la tentazione di idealizzare l'ex secondo sesso trasformandolo da angelo della casa in angelo della società e quella di neutralizzarlo non sa bene che fare, e sceglie la strada di minor rischio dell'etica della cittadinanza cara alla retorica americana: come i pompieri di Ground Zero, le tre eroine del 2002 non hanno fatto altro che fare bene il loro lavoro, e prendere in mano il timone della barca quando rischiava di affondare. Ma come il Time stesso osserva, per comportarsi così bisogna sapere da sé quello che bisogna fare, senza aspettare indicazioni e ordini dai superiori. Ci vuole, in altri termini, un certo grado di indipendenza dal potere. Una delle tre cover women, intervistata dal settimanale, dice che a lei questa indipendenza l'ha data sua madre; e tutte e tre se la sono data in corso d'opera a vicenda da lontano. Sarà pure una coincidenza, ma non del tutto casuale se questa indipendenza viene dal sesso tradizionalmente escluso dal potere, che tutti i media del mondo ci rappresentano ogni giorno come se non facesse altro che rincorrere il potere e che invece, dicono studi recenti diversi da quelli citati dal Time, sta costruendo tutt'altro: amore per quello che fa, responsabilità per come lo fa, disponibilità a mettersi in gioco senza risparmio, opposizione strenua al cinismo che sguazza nei crolli economici sociali e politici e via dicendo. Funziona così non solo alla Enron o alla Worldcom ma in qualunque posto, si chiama femminilizzazione del lavoro e riserva sempre delle sorprese.