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Donne
e conoscenza storica
di
Donatella Massara
sta in 'Cambia il mondo cambia la storia', atti
del convegno alla Casa della Cultura, 29-9-2001
supplemento a Via Dogana - Libreria delle Donne
di Milano, 2002
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Questo sito
è rivolto alle donne e agli uomini che vogliono fare
qualcosa per costruire una storia dove la soggettività
emerga nella sua ricchezza e originalità sia dalle donne
del passato che del presente.
Io vengo
da una formazione storica ripulita dagli studi filosofici. Dopo
avere compulsato i grandi testi della filosofia, non solo maschile,
mi sono ritrovata ad avere un debito con la storia.
La filosofia della differenza alla quale faccio riferimento,
soprattutto attraverso la filosofa Luisa Muraro, mi ha insegnato
a interrogare il pensiero, guardando anzitutto a come si origina.
E' una lettura che coglie lo svolgimento di tipo storico e temporale
come si dà nei soggetti, quindi in me stessa, prospettiva
convergente, per me, in filosofia e storia.
Inoltre la filosofia femminile di Hannah Arendt e poi di Simone
Weil, alla quale mi sono rivolta come a una lontana maestra,
insegna a guardare la storia per collocare, nella nascita, il
nostro esserci. Non siamo quindi soggetti umani astratti, in
queste filosofie, ma parliamo dell'essere nel mondo in una circostanza
temporale. Simone Weil che pure parla da un luogo soggettivo
sempre più disincarnato, apparentemente, e oltre la volontà,
tuttavia il debito verso la storia, lo mantiene aperto, anche
nei suoi scritti finali, attraverso la partecipazione attiva.
La storia per queste filosofe non ha mai avuto una particolare
tensione verso le altre donne. E' vero. Però sono filosofe
strettamente ancorate al proprio sentire. Sono donne che non
sono mai state al servizio di un ideale o una ideologia e, invece,
alla ricerca di idee e di verità. Queste filosofe, dunque,
a me sembrano appartenere all'ordine simbolico della madre,
per usare la filosofia di un noto libro di Luisa Muraro.
Vorrei che
si pensasse che la conoscenza storica è un regalo dell'ordine
simbolico della madre, un'esperienza che nutre, accogliendo
i materiali necessari a vedere il tempo nelle prospettive e
tracce presenti e passate.
Donne e conoscenza storica è quindi una casa tendenzialmente
accogliente tutto quanto riguarda la storia delle donne, soprattutto
dove la storia non è conclusa, né rappacificata.
Il sito
nasce come un debito per la genealogia femminile, ovvero l'essere
io, figlia di una madre, nipote di nonne, progenitrici reali.
Esse sono quelle prima di me alle quali guardo per imparare
e capire, non per sentirmi: più fortunata di loro.
Mia madre
è stata una straordinaria narratrice di storia. Avevo
cinque anni quando ho imparato, attraverso i suoi racconti,
a collocarmi nella storia che mi ha preceduto. Da bambina ho
empatizzato mentre di racconto in racconto la vedevo che coraggiosamente
affrontava la minaccia dell'occupazione tedesca, si divertiva
con le sue amiche di collegio, votava al referendum e alle votazioni
dell'Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946.
Ma c'è
stato anche il debito verso le donne della Comunità.
Il regalo e pagamento di un debito - e che penso di avere coperto
- l'avevo contratto con queste compagne perchè hanno
tenuto aperto lo spazio politico e di ricerca, ormai da più
di dieci anni, elaborando una pratica e una posizione storiografica.
E' grazie a loro se ho trovato un ambiente che mi ha permesso
di ri-aprire il discorso con la storia, senza fare la libera
pensatrice ho avuto 'carta bianca', su cui creare la mia ricerca
storica e applicare la mia idea di divulgazione.
Volevo offrire un luogo utile a accogliere i lavori 'storici',
a spiegarli e diffonderli.
A giugno quando ho presentato il sito ho spiegato la scelta
come appartenente all'ordine della necessità, il debito
simbolico ne era una componente, insieme ad altre; le potete
leggere nella pagina pubblicata sul sito (sta in Incontri Archivio
La Civetta 2001).
E' proprio
perché sono una donna e discendo da una genealogia di
donne che il mio interesse non è rivolto alla storia
umanamente e universalmente intesa. Capire non è sufficiente;
ci vuole una direzione tracciata dove camminare e incontrare
la storia femminile. Bisogna darle un appuntamento, insomma
e rispettarlo perché non è affatto a nostra disposizione
nella tradizione del pensiero maschile.
Guardando
alla storia tradizionale non credo che le donne siano l'altra
metà speculare o complementare a una maschile altra parte;
l'essere umano è in toto maschio e femmina. Inoltre l'interesse
della conoscenza non si riesce a sviluppare su una metà
ristretta o cancellata, oltre la quale ci sta qualcos'altro:
se qualcosa è inesistente rimane così, la conoscenza
storica, invece, si rivolge all'esistente; sollevare all'esistenza
le tracce di un passato lo fa diventare totalità e soggetto
di storia. E questo è compito della ricercatrice e del
suo desiderare.
Questo sito
è infatti il luogo dove mi misuro con la mia passione
per la storia. E in questo scambio mi domando: perché
Internet?
Le potenzialità inventive di Internet non ho mai esitato
ad affermarle; però quello che vorrei sottolineare qui
è la parola 'ordine' e il concetto che traduce.
Internet è considerato un luogo di crescita frammentaria
e caotica dove tutti i materiali circolerebbero 'sabbamente',
in una danza sfrenata e disordinata, come mi piace dire. In
realtà non è così; se questo non avviene
non è per merito delle minacciate leggi sulla regolamentazione
di Internet.
In Donne e conoscenza storica l'ordine è stabilito dalla
cura; nel dare questo 'nutrimento' c'è quindi attenzione
perché non sia un assemblaggio di informazioni copiate
da un sito e incollate in un altro. La cura è approfondire,
fare ricerca. Prestare attenzione è un mettersi in gioco
per chi scrive, chiamata/o a dare giudizi motivati, con i quali
può, chi vuole, interloquire. Questo è possibile
perché a fianco del lavoro come lo vedete in rete ci
sono le relazioni, anche informali, non disposte in una organizzata
redazione. Anch'esse fanno ordine.
I giudizi e le indicazioni circolano all'interno della Comunità,
poi della Libreria delle Donne di Milano, come delle donne che
si occupano della regia femminile. C'è poi il dibattito
della Rete Civica Milanese che si svolge fra tre, quattro conferenze
di donne
(DonnaPensieroScrittura, Ass Lucrezia Marinelli, Donne dell'altro
mondo e Cultura Donna, le prime nell'area di Arte e Sapere e
le seconde di Società e Politica, le prime moderate da
me e altre amiche e le seconde da altre donne, in vario modo
collegate alla Libreria e ambiti politici femminili).
Le pubblicazioni del sito vengono regolarmente segnalate, le
recensioni e gli articoli girano in RCM: un ambiente piccolo
e però calibrato equamente per il dibattito con la scrittura
on line.
Inoltre c'è Sonar TiConUno, l'impresa che mi ha permesso
la messa in rete e questo grazie all'amicizia con Attilia Cozzaglio,
socia di questa interessante agenzia di creazione informatica,
dove ho fatto la conoscenza di una nuova amica Elena Rossi.
Attilia è un'avanguardia di informatica e autrice di
una indagine rivolta alle donne che lavorano con i computer.
C'è una condivisione di desideri, anche se loro svolgono
una professione remunerata dal denaro e io dalla gratificazione
e dal riconoscimento. Grazie al lavoro di Attilia ho avuto un'occasione
che non mi sono lasciata sfuggire. Il risultato è stata
l'ospitalità nell'ambiente di url, e anche il supporto
tecnico iniziale, per questo l'http del sito non è diretto
bensì compreso nell'http di url. (www.url.it/donnestoria/)
Le amiche di url mi danno un costante scambio che mi agevola
a stare in sintonia con Internet e mi stimola. Fra chi è
arrivata prima e chi è arrivata dopo si scambiano segni
non traducibili sempre in chiari concetti. Però una lingua
della rete c'è, fra le donne. Non è puramente
identificabile nei siti esistenti. Questo scambio lo giudico
ancora al livello della necessità, come ho già
detto.
All'origine, per alcune di noi, c'è stata una rete di
incontri per creare il sito della Libreria delle Donne; allora
mi destreggiavo nei primi tentativi per il sito di storia che
ancora si chiamava Storia e storiche. L'idea di Francesca De
Vecchi era di un sito per la Libreria nel quale diverse stanze
avrebbero contenuto vari argomenti. Pensavo che il sito di storia
sarebbe diventato una stanza nel sito della Libreria.
Poi c'è stata una crescita separata anche temporalmente
di tre siti: quello dell'Ass. Lucrezia Marinelli, che già
esisteva, poi quello della Comunità e quindi, dopo quasi
un anno di distanza, quello della Libreria. Nel frattempo si
è presentata l'opportunità chiesta da me a Attilia
di stare, invece, nell'ambiente di url e averne insegnamento
e sostegno tecnico, consiglio e partecipazione.
Adesso ci ritroviamo per il sito della Libreria e anche, ogni
tanto, c'è occasione di incontro con le donne di Sonar.
Le relazioni che sono personali e inestricabilmente legate alla
politica, per la storia in cui sono nate, depositano al proprio
interno una lingua della rete che fa circolare le conoscenze.
E' importante quello che avviene fra le donne della rete e che
sostiene il simbolico femminile: la comunicazione - non lasciando
separate la politica dalla cultura, i saperi dalle pratiche
- toglie le cose, prodotte dalla separatezza statica, per metterle
in un colloquio armonico con quello che siamo.
Questo sito che va avanti è un dispendio di energie e
di denaro che fa possibile e concreto qualcosa in cui confido;
diffonde la storia delle donne, gratifica il mio piacere di
scrivere e di accogliere l'informazione. E mi convince, in quello
che faccio, il riconoscimento che mi arriva dalle donne che
lo frequentano e incontrano, anche occasionalmente.
Il sito
ha seguito una metodologia. Ho iniziato la prima raccolta di
materiale nella sezione nominata Ricerche bibliografiche.
Ero intenzionata a ricercare i titoli e le autrici che avevano
condotto la ricerca di storia delle donne di questi anni in
lingua italiana. Ho fissato una data d'inizio: il 1995, perché
il penultimo Catalogo della Libreria delle Donne è di
quell'anno; quindi era un proseguimento.
E' risultato un patrimonio di scrittura storica che non mi aspettavo.
Ci sono molti libri, riconoscibili - per il rigore accademico
- di buon livello e che hanno scarsissima circolazione nelle
scuole, nelle università.
La mia ricerca ha intercettato 712 studiose che hanno lavorato
sulla storia delle donne in lingua italiana, comprendendo in
questa composita disciplina - come insegna la 'nuova storia'
- l'antropologia, la sociologia e l'economia oltre che le dottrine
politiche. La storia delle scritture femminili è in costruzione
ma è ampiamente documentata in altri siti linkati.
Alle autrici individuate in Donne e conoscenza storica, comprese
in un elenco chiuso l'anno scorso, ho aggiunto 198 autrici straniere
tradotte o presenti nel dibattito scambiato con l'Italia. Una
stima, questa, ridicola se solo si raggiungessero tutte le autrici
delle università straniere, presenti in rete.
Donne e
conoscenza storica dal 1995 a oggi - marzo 2002 - ha individuati
555 titoli dei quali:13 romanzi storici, 30 studi di storia
della filosofia, 59 di autocoscienza letteraria (diari, lettere
e autobiografie - una stima questa che va confrontata con una
precedente mia ricerca di testi in commercio e bibliografie
già esistenti, a metà del 1989 di 469 titoli -).
I restanti titoli della ricerca bibliografica dal 1995 sono
monografie saggistiche o raccolte di storia pluriperiodizzata..
A questi titoli aggiungerei i 300 titoli raccolti sull'arco
di dieci anni da Oltreluna. Queste artiste avevano infatti domandato
di fare parte dello spazio di Donne e conoscenza storica con
un proprio sito Storia di donne nell'arte raggiungibile dall'homepage.
Abbiamo in comune una similarità di approccio che, nel
caso della ricerca bibliografica, è evidente. Nella sede
di Oltreluna è possibile, su appuntamento, consultare
le monografie sulle artiste e cataloghi di mostre.
La mia ricerca ha raccolto i titoli dei data base, accessibili
attraverso la rete (SBN - Lilith), di una bibliografia di Sara
Cabibbo, della newsletter del maggio 2001 della Società
delle Storiche, del magazzino della Libreria delle Donne di
Milano successivo al 1995, della rivista della Libreria Claudiana
dedicata ai libri ebraici (è omessa la casa editrice).
E' una bibliografia imperfetta e lacunosa. Anzitutto perché
non sono rubricate le ricerche pubblicate sulle riviste. Anche
i numeri riguardanti i libri sono sicuramente in difetto e sarebbe
auspicabile un progresso. Però offre un accesso alla
storia delle donne e un contesto specializzato e collegato,
attraverso i vari fili di intersezione del sito e della comunità.
La suddivisione della bibliografia non è completa né
per i periodi storici né per la soggettazione; non sempre
il libro era sottomano e perciò è stato impossibile
catalogare i titoli in tematiche, deducendole dai titoli.
La molto generica Bibliografia saggistica è accessibile
a una ricerca mirata se si immette la parola chiave nella voce
TROVA in bottone Modifica (MS). Per esempio le parole 'proprietarie
o ricchezze', se si desidera avere titoli sulla economia femminile,
conducono a due titoli inerenti a questa ricerca storica.
I titoli sono costantemente aggiornati e aperti alle segnalazioni.
Dopo questa
raccolta bibliografica sono confluiti nel sito i primi testi.
La sezione Testi raccoglie questa produzione e orienta verso
altre raccolte di scritti, relative alle recensioni di libri,
di film a regia femminile sulla storia, agli articoli di cronaca
sulla politica e le attività delle donne.
A loro volta questi scritti si ritrovano in altre sezioni che
orientano dentro al pensiero e alla ricerca storica femminile.
Alcuni sono stati scritti per il sito, o comunque mai pubblicati,
pochi altri sono scritti, già stati pubblicati in libro
e copiati con l'autorizzazione dell'autrice.
La sezione
Libri segnala i titoli dei volumi di storia delle donne. Non
esiste solamente la ricerca storica. Per altre vie le autrici
si accostano e testimoniano la storia; per esempio il romanzo,
il saggio giornalistico. Questi titoli sono poi collocati nelle
bibliografie. Sono frequenti le recensioni.
Il lavoro di recensire i libri è stata un'attività
alla quale mi sono dedicata negli anni passati: ho pubblicato
su riviste come Leggere Donna, Il Paese delle Donne; oppure
mi sono dedicata a recensire per scopo personale, per memorizzare
e fare l'analisi di testi che servivano alle mie ricerche. Oggi
domando la recensione di libri a tutte e tutti quelli che leggono;
questo avviene per estendere l'interesse al sito e perché
la giudico molto valorizzante il pensiero femminile, un'attività
preziosa per costruire metodologia, per rafforzare la politica
femminile con giudizi misurati.
Incontrarsi con i libri e mettere insieme, con la scrittura,
le scoperte che contengono mi dà un gusto speciale, insieme
a quello della lettura contribuisce a rafforzare la storia 'con
il taglio della differenza', perché mostra, decostruendo,
le posizioni diverse all'interno della storiografia femminile.
Passare dalla raccolta di titoli alla lettura e alla recensione,
analizzarne e divulgarne i contenuti, è stato il secondo
passo della metodologia seguita per Donne e conoscenza storica.
A questa sezione di Recensioni dei libri usciti se ne affiancano
altre due: quella che ambisce a recensire o raccogliere scritti
su I Classici (Firmare la storia) della storiografia femminile
e quella che si chiama Libri scoperti e riscoperti dove confluiscono
recensioni a libri degli anni scorsi. Nella pagina della sezione
Libri confluiscono anche notizie sulla storia delle donne, raccolte
da riviste in contatto con il sito, come Leggere Donna o Via
Dogana e altre che estemporaneamente troviamo in rete. E' presente
una rassegna stampa occasionale che segnala articoli incontrati
e interessanti. E' segnalato un servizio: la ricerca libraria,
alla quale si sono rivolte finora una ventina fra studentesse
in procinto di tesi e di insegnanti perché gli mandassi
libri che non trovavano e dessi indicazioni bibliografiche.
Invece la stima di download delle pagine del sito è abbastanza
alta. Gli indicatori danno una media di 500 ingressi alla settimana.
La terza
tappa della metodologia di ricerca sono stati i Film. In L'Occhio
delle registe sulla storia ci sono raccolte sinossi e notizie
sulle videocassette che riguardavano film e documentari di storia
a regia femminile. Approfittando della mia amicizia 'politica'
con Laura Modini e Nilde Vinci ho sfruttato l'enorme archivio
di ritagli di giornali, riviste e altro materiale dell'Associazione
Lucrezia Marinelli di Sesto San Giovanni e che Nilde cura e
raccoglie. Abbiamo allargato l'orizzonte a tutti i film visti
a regia femminile, sia quando trattano un tema di ricostruzione
che di finzione storica. I documentari sono aggiornati e segnalati
soprattutto su videocassetta. Quelle citate sono anche archiviate
nella videoteca della Associazione e adesso catalogate nel sito
dell'Associazione Lucrezia Marinelli (http://web.tiscali.it/LucreziaMarinelli/index.htm)
. La scelta di Donne e conoscenza storica di rivolgersi alla
regia delle donne, soprattutto, è quindi un'attenzione
all'autorialità femminile che se vale per la scrittura
non scade parlando delle immagini. Anzi come le donne "rappresentano",
usando se stesse in una professione 'nuova', è stimolante
per chi intende parlare della storia e mettere in rapporto sinergico
i tanti tasselli che intrecciano storia e politica delle donne.
Il cinema
non è solamente una passione personale. Sono stata immersa
nel cinema documentaristico per comprendere la storia quando
mi è risultata estranea. Non riuscivo a vedere quale
vantaggio avevo nello studio della storia dei manuali. Neppure
le monografie mi sono servite: piene di notizie e giudizi che
sentivo come uno scorcio, fine a se stesso, di una realtà
complessa. Ammiravo la perfezione astratta della storia della
filosofia che, per ogni tempo, definisce nozioni inesauribili,
risultati che non scadono, verità inconfutabili.
Anche la storia delle donne, in questa situazione personale,
risultava estranea e appartata da una totalità inutile.
Solamente la storia del presente si prestava a darmi sintonia
e informazione concreta. E nello stesso tempo, perché
avulsa dal contesto del tempo passato, di essa vedevo la pochezza.
Mi sono data la possibilità di verificarmi in una ricerca
di film di storia, di documentari d'epoca e di film 'storici'per
l'insegnamento alle scuole secondarie.
Attraverso le immagini d'epoca la storia è diventata,
anche per me, qualcosa di vivo che mi coinvolgeva con passione
ed emozione. I documenti vivi dell'assedio di Leningrado, del
Blitzkreig, la ricostruzione storica del risorgimento mi hanno
fatto sentire vicina a emozioni, a passioni umane che dai libri
di testo non percepivo e che forse nel De Bello Gallico non
avevo capito. Ho risentito, invece, la coerenza dei racconti
di mio nonno, convinta recluta di Libia, soldato della 1°
guerra mondiale e instancabile narratore, ho riudito le letture
politiche di mio padre, con cui sono sempre stata in contrasto,
fotografo perfetto di immagini della civiltà contadina,
nonché ironico soldato della seconda guerra mondiale.
Queste testimonianze hanno agito su di me fino a che ho riavuto
in ciò che ho visto e conosciuto la fonte della interpretazione
storica che, senza passione umana e politica, non produceva
in me alcuna attrazione, anzi la sensazione di perdere tempo
più che comprenderlo.
Nella storia delle donne colloco il luogo principe della conservazione
di memoria. Riconosco però il debito verso la storia
'ufficiale' perché senza questo sfondo mi sarebbe intollerabile
ritagliare una storia femminile pretenziosa di prendere il posto
di una storia maschile. E' antipatico pensare che la storia
delle donne, di conseguenza, sia un nuovo oggetto di studio.
Come se la terra non fosse esistita prima che Galileo la mettesse
dove sta. Forse la terra tolemaica non era un oggetto di conoscenza
identico a quella della concezione copernicana eppure il pianeta
era pur sempre lo stesso soggetto di realtà. Il soggetto
femminile di studio c'è sempre stato ma collocato al
posto sbagliato in rapporto all'altro soggetto.
La quarta
tappa metodologica sono stati gli Ipertesti - che cosa sono?
-. Penso che tutte/i sappiano definire un ipertesto. Per me
è un testo associato a immagini raggiungibile in tutte
le sue parti anche contemporaneamente, aspetto che del cinema,
in un certo senso, sollecita la mobilità. Per approfondire
porto una citazione di J.L.Borges, Il libro di sabbia, suggeritami
da Marina Santini
<<Con la mano sinistra sopra il frontespizio, cercai la
prima pagina con il pollice quasi incollato all'indice. Tutto
fu inutile: tra il frontespizio e la mano si interponevano sempre
nuovi fogli. Era come se sorgessero dal libro. "Adesso
cerchi la fine" Fallii di nuovo, riuscii appena a balbettare
con una voce che non era la mia: "Non è possibile"
Sempre sottovoce, il venditore di bibbie mi disse: Non è
possibile, ma è.>>
Gli ipertesti presenti nel sito sono stati costruiti appositamente.
Sono ricavati da fonti accreditate di storia e di storia delle
donne e permettono un'agile fruizione attraverso la sintesi
e una documentazione pittorica e fotografica introdotta da chi
li ha scritti.
La raccolta di links di Ipertesti in rete affianca questa sezione;
sono segnalazioni di cui non siamo responsabili; si trovano
in Esperienze dalla scuola.
I testi di questa sezione e presumibilmente altri documentano
esperienze della scuola.
Il lavoro di linkaggio è una delle anime di Internet;
al sito sono collegati quindi altri siti: dalle riviste delle
donne ai siti di storia americana, agli archivi italiani, ai
siti politici della Libreria delle Donne (http://www.libreriadelledonne.it/)
e della Libera Università delle Donne (Linda). Questa
organizzata materia di presenza femminile in rete si trova a
Links, pagina reperibile nella sezione di Ricerche bibliografiche
e nella sezione di Storia in rete. Questa sezione raccoglie
e commenta i più interessanti documenti attinenti alla
storia e alla politica delle donne via via presenti in rete.
A volte questa raccolta avviene in sintonia con il momento politico,
per esempio ci sono alcuni siti americani femministi linkati
durante la crisi dell'11 settembre, perché avevano mandato
in rete rassegne stampa, posizioni originali contro la guerra
in Afghanistan.
Il presente
è la quinta scelta metodologica del sito; nella sezione
Incontri esiste una rubrica che si chiama La Civetta, raccoglie
la cronaca della politica attuale, articoli che raccontano incontri,
riunioni, convegni e anche mostre, convegni, spettacoli teatrali.
Sulla Lavagna sono segnalate le attività universitarie
seminariali o culturali. Incontri promossi dalle università,
dai centri interdipartimentali delegati agli studi di genere
o dalle biblioteche e in compartecipazione con aggregazioni
di donne, come la Società delle Letterate, Diotima, comunità
filosofica di Verona, la Società delle Storiche.
La sesta
scelta metodologica del sito è Donne in movimento, un
notiziario e una raccolta di documenti, testimonianze di donne
in situazioni lontane dove però esistono donne che si
muovono: le Madres de la Plaza de Majo, le curde e le turche.
Sono contatti non virtuali ma concreti, raccolti da donne che
li hanno messi in cantiere: grazie per adesso a Gabriella Grasso
e a chi comunica esperienze di viaggi nel mondo vasto della
relazionalità femminile.
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