Donne e conoscenza storica
       

Tiziana Plebani Trasmettere attraverso le pratiche
intervista biografica

Bibliografia

Alessandro Milesi, Al caffè, fine XIX secolo

Dosso Dossi, Circe o Melissa (1531), Galleria Borghese, Roma


Sofonisba Anguissola,
La bambina insegna alla
donna anziana a leggere
seguendo con il dito la riga scritta,
1555 ca

 

Artemisia Gentileschi (?),
Una strega, Collezione privata

 

 

 

 

Tiziana Plebani, Il <<genere>> dei libri. Storie e rappresentazioni della lettura al femminile e al maschile tra Medioevo e età moderna., Franco Angeli, Milano, 2001

di Donatella Massara

Il libro racconta una ricerca durata anni attraverso le immagini, e non solo, a testimoniare il rapporto delle donne (e degli uomini) con i libri. E' una storia che attraversa il Medioevo e arriva fino all'Illuminismo, quando le donne entreranno gradualmente, nell'arco di un secolo fra metà e fine Ottocento, nelle scuole e nelle Università.
Le immagini raccolte nel libro sono una testimonianza estesissima. Qui vediamo le donne che leggono, Maria ha passato il Bambino a Giuseppe per potere leggere, scrivono, Cristine de Pizan raffigurata, nei suoi libri, in miniatura a testimoniare la professione di scrittrice. Le donne sono però anche erudite, copiste e calligrafe, Proba, attorniata dai leggii, rilegatrici, tipografe e illustratrici di libri, come attesta, celebre esempio non unico, l'Hortus deliciarum miniato nel convento femminile della badessa Herrada.

Il libro analizza la famigliarità delle donne con il sapere librario e le narrazioni che racchiude. <<Una cultura che viveva, e avrebbe continuato a vivere sino alla frattura tridentina, senza contraddizioni, la mescolanza fra motivi profani e devoti>> (Il <<genere>> dei libri., op cit., pag.35)
E' la presenza femminile, soggetto distribuito in un mondo articolato di saperi 'alti' e 'bassi', a riflettere più precisamente la formazione della nostra tradizione culturale, della cultura medesima, nonchè della scrittura.
La cultura occidentale post-classica e medioevale nasce nel confine di oralità e scrittura, fra testo scritto, dettato o creato, ascoltato e raccolto, oltre che costruito dai saperi 'alti'. Le donne che occupano questo spazio ibrido, trasmettitrici attive e fruitrici creative, spostano lo sguardo di una storia monosessuata, di alto valore simbolico ed educativo ma inesorabilmente costretta ad autoplasmarsi e dove
restano ignorate mescolanza delle fonti e donne soggetti di cultura .
E' una modalità di trasmissione che ci riporta alla tradizione pre-classica dei 'tanti e probabili' poemi epici, dei quali a noi è arrivato il testo omerico; un metissage di oralità e scrittura, memoria e invenzione che ritroviamo in altre tradizioni letterarie, per esempio quella balcanica. Le donne sono soggetti centrali di questa formazione dei saperi, attestata, come spiega Tiziana Plebani, nelle vite di sante e donne illustri, 'autori' uomini che riassumono storie vissute, raccontate oppure raccolte dalle donne; nella compresenza di donne e uomini in luoghi di elaborazione culturale e di trasmissione della scrittura, come monasteri misti e alcune scuole. Ma ancora le donne sono committenti e conservatrici, collezioniste e finanziatrici di libri e raccolte librarie, alleate così, nella storia del libro, dentro una tradizione perseverante.

Con l'inizio dell'età moderna la separazione fra i sessi nella cultura si fa più marcata, e paradossalmente l'impresa scientifica e la sua scoperta e conferma di un mondo regolato da leggi di natura nasce mentre relega le donne fuori dalle pratiche dei saperi. Le discipline, prima ancora della scienza divulgata e diffusa, si fanno potenti e le 'streghe' sono condannate per la pratica delle erbe mediche, la ginecologia e le ostetriche sottoposte a licenze severe e esami maschili, sempre più rese subalterne al sapere medico; le accademie reali, nate in Francia, Inghilterra, Germania per lo studio della scienza e le comunità degli scienziati, non ammettono le donne. Tuttavia, poi, le donne con l'Illuminismo diventano giornaliste ed intellettuali, preparandosi a prendere un posto dottorale. Il legame delle donne con il sapere librario e la scrittura è resistente e determinante, capace di orientare le scelte di chi scrive e dell'editoria, e più di quanto non si pensi.

Il secolo della rivoluzione scientifica è nel testo di Tiziana Plebani il secolo <<dei libri come nature morte>>. Scrive l'autrice:

L'orgoglio intellettuale che trapelava dai ritratti con il libro del primo Cinquecento si era infranto contro i processi europei, non solo scaturiti dalla Riforma e dalla reazione cattolica, bensì da una più complessiva ridefinizione del potere e della sua relazione con il singolo individuo, il cittadino, il suddito che aveva ristretto gli spazi d'intervento dell'intellettuale, ripiegato nell'intimità: la sua possibilità d'indagine, sospinto verso il mascheramento>>. Per la rappresentazione delle donne è aperta la <<strada estatica in cui l'arte si soffermava, particolarmente per le figure femminili, del resto esprimendo anche la direzione in cui erano sospinte, smessi i panni, difficilmente ora praticabili, di colte letterate o di "honeste cortigiane". (id. pag.147)

Il libro, fra le mani di queste figure visionarie e mistiche, tese oltre la realtà angusta e verso il divino, dice poco d'una concreta pratica di lettura. Tuttavia in queste ieratiche rappresentazioni della realtà che vorrebbe collocare le donne sotto il potere patriarcale riesce a emergere l'imprevisto, quello che le donne mettono in scena 'realmente' e che l' edificazione del pensiero ufficiale preferisce ignorare.

E il campo artistico si dimostrava un terreno fertile e, venute a cadere, prive di significanza e pertinenza nella realtà, le immagini di studioli, di intellettuali colti in serena meditazione, di ritratti che ostentavano il libro come emblema, accostamenti inediti di libri a figure tradiscono ben più di quanto la realizzazione, il gioco dei colori e dei chiari-scuri ammettano. Artemisia Gentileschi, nel quadro Una maga, dipingeva una giovane donna assai bella e nient'affatto volgare nè discinta che guarda le pagine aperte di un libro di grande formato [...] Un'immagine per nulla fosca e inquietante in cui la bella giovane emerge in levità facendo del variegato bestiario che la circonda un buffo compagno. (id. pag.147)

Quindi quello che da una parte era additato con orrore era nella realtà compresente a indagini più acquietanti e nello stesso tempo guardate con sospetto. E' noto che Newton si dedicava a studi sull'alchimia, e - di quasi un secolo prima - sono state rilette le speculazioni sulla geometria e gli esperimenti del mago matematico John Dee, autorevole contemporaneo e maestro consigliere di Elisabetta d'Inghilterra. Spicca nel quadro, non ancora attribuito alla pittrice, il libro di astrologia. Una maga, dunque, in primo piano lo studio e la cultura della magia, appartiene a un mondo femminile che prende sul serio la conoscenza della natura; diversamente altri quadri dello stesso periodo presentano particolari più disturbanti, estranei ai saperi, foschi e lascivi e dove le donne appaiono come oggetto simbolico fra i tanti.
La magia è una tematica presente nel XVII secolo fra i pittori 'maledetti' e contestatori, caravaggeschi; è famosissima, precedente a questi la maga Circe di Dosso Dossi: con una mano accende il fuoco, con l'altra tiene lo specchio ustorio. La strega di Artemisia Gentileschi è attorniata dagli animali e il diavolo antropomorfo sostiene il tavolo da lavoro, su di esso poggiano gli strumenti scientifici, si individua la sfera armillare, il compasso, un alambicco; questa donna studia una magia naturalis, disciplina razionale, per poterla praticare; sperimenta, controllando il trattato di astrologia ai suoi piedi: sensazione di forza e padronanza. La magia è già, nel Seicento, la parte oscura dei saperi, e una donna che ne occupa la scena, è probabilmente simbolo della disciplina; la pittrice, Artemisia Gentileschi o un'altra, evoca, in questa 'donna energica', la pacata costruzione della conoscenza, le 'sensate esperienze' - di cui parlava Galileo Galilei attraversando il cielo con il suo cannocchiale. Questa donna è immersa in una solitudine che esprime libertà e passioni della mente, fedele amico il grosso libro, squadernato davanti a sè.

Nella cultura le donne hanno abitato, territori negati e presenti, che l'arte riesce a mettere in evidenza. La scrittura sicura, la capacità interpretativa fanno scorrere la testimonianza, non solo iconografica, sul testo, affascinante e coinvolgente di Tiziana Plebani, preziosissimo di documentazione e rigoroso, per questo molto attraente e capace di riannodare la storia delle donne (e degli uomini) fuori dalle aspettative rassegnate di una storiografia che vede le donne come soggetto statico, prive degli stessi diritti degli uomini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

XV secolo Maria legge mentre Giuseppe cura il Bambino

 

 

 

 

 

 

 

Cristine de Pizan nel suo studiolo, XV secolo

 

 

 

 

 

 

 

Proba al suo tavolo di studio, XV secolo G.Boccaccio Des cleres et nobles femmes