Donne e conoscenza storica
       

Bibliografia di
Tiziana Plebani


Tiziana Plebani, Il <<genere> dei libri, F.Angeli, 2001

Trasmettere attraverso le pratiche
(intervista biografica a Tiziana Plebani)

di Donatella Massara

 

Tiziana Plebani è nata a Schio, nota città industriale del vicentino, il 12-11-1954. Gli studi superiori li ha condotti all'Università di Padova. Si è laureata in psicologia con una tesi antropologica su Edipo e antiEdipo; L'antiedipo di Deleuze e Guattari era uscito infatti l'anno prima della sua laurea, nel 1976. Questo indirizzo di studi l'ha poi abbandonato. Dopo avere insegnato, ha fatto il concorso e ha a vuto il posto di bibliotecaria alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia. Ha inziato così a occuparsi di conservazione dei beni librari antichi. Lei dice:<<In biblioteca mi sono occupata di fondi antichi a stampa, di informazioni bibliografiche, dal 1989 sono stata
nominata responsabile del settore di conservazione e restauro. Ho conseguito
nel 1987 il diploma di specializzazione alla Scuola Speciale per Bibliotecari
dell'Università di Padova con una tesi sugli almanacchi veneti della fine del
'700.
Il mio piacere è legato al consumo popolare. Anche dopo la specializzazione ho continuato i miei interessi sui materiali umili e dimenticati, a notare cose che a molti sfuggono, anche le tracce delle persone, come rintracciare lettori e lettrici. E' questo che mi attira: l'incrocio fra oralità e scrittura, mi piace indagare questi intrecci, scoprendo la ricaduta di questa cultura nei saperi alti>>

La formazione classica e specialistica di Tiziana Plebani è proseguita in vari stages e sono dodici anni che occupa la posizione di responsabile della Conservazione e del Restauro alla Marciana. Questa responsabilità non è rivolta solamente alla conservazione dei libri ma include l'organizzazione di mostre e soprattutto la sistemazione dei depositi con le loro attrezzature come gli impianti di luci. E' un lavoro che impegna a decidere cosa conservare e a progettare nuove entrate. ma include l'organizzazione e l'allestimento di mostre e soprattutto la
cura dei depositi librari, la schermatura dalla luce,
la progettazione e la realizzazione di sussidi alla lettura e alla studio,
fibre ottiche, leggii particolari. E' un lavoro
che impegna a riflettere e a chiedersi il senso
della conservazione dei beni culturali, lo sforzo per la crezione, attarverso
la didattica, di una sensibilità per i materiali concreti, la loro cura,
l'attenzione alle pratiche di lettura e manipolazione.
Lei ama anche fare personalmente alcuni lavori di
restauro e di conservazione, consolidamento dei materiali, realizzazione di
cartelline, contenitori di protezione, perchè sono attività creative e
stimolanti: è necessario per ciascun tipo di materiale, nel rispetto delle
differenti tipologie e usi, pensare, talvolta "inventarsi" soluzioni ad hoc,
originali, e "belle".
Sono sette anni che insegna nella Facoltà di Lettere e
Filosofia
dell'Università di Venezia nel corso di laurea
Conservazione dei beni culturali. Il suo
insegnamento è Conservazione dei beni librari e
documentari, in cui affianca a una parte storica, riflessione sulle ragioni
della conservazione o della perdita dei materili nel corso del tempo, una parte
più specificamente preparatorio a un pratico lavoro di conservazione "reale" in
biblioteca o in archivio.


E' nell'insegnamento universitario come nella direzione alla Marciana che Tiziana Plebani dice di guardare al linguaggio delle cose, tutt'altro che scontato, quest'ordine e questa cura, nella realtà, costruisce mediazioni molto più forti delle parole. E' un linguaggio della cura della realtà rivolto alle donne e agli uomini, i quali spesso ne subiscono un fascino negativo, perchè nella cultura accademica c'è ancora l'idea che le grandi scommesse si giocano solo con il pensiero e le parole.
Invece c'è di che trasmettere alle altre e agli altri attraverso le pratiche.

E' ovvio che gli interessi di Tiziana Plebani sono strettamente incrociati con una storia politica collocata nel 1971-72. E' il Comitato del salario al lavoro domestico che insieme ai gruppi misti e ai gruppi di autocoscienza accolgono a Padova il suo ingresso nella politica. Trasferitasi poi a Venezia nel 1978 ha formato lei stessa i gruppi sul consultorio e sul cinema. E' particolarmente stimolante questo gruppo chiamato Chiaroscuro che indagava sul "cinema delle cattive" andando a vedere film e discutendone in particolare le figure di dark lady. Era stato fatto anche un convegno svoltosi nel 1985 con la presenza di note esperte come Lina Mangiacapra. Nell'anno successivo sotto l'influenza di Chernobyl queste donne confluiscono in Futura per riflettere sull'ambiente; quindi c'è l'ingresso di Tiziana con altre nelle Donne in nero di Mestre-Venezia. E' il periodo della guerra nella ex-Jugoslavia e come è noto in questa zona di confine le donne organizzarono assemblee e incontri con le donne reduci dalla guerra e ne promossero l'incontro con la cittadinanza.
Nel 1995 il gruppo si scioglie e lei con altre continua la riflessione in Rete di donne per la pace.
Tiziana oggi continua anzitutto la sua ricerca di storica fedele alle sue scelte e sostenuta da una grande onestà intellettuale e chiarezza di intenti. Tiziana ama rifarsi alla storia della sua famiglia, piccolo-borghese, eppure dove molto forte è stata, anzitutto per lei, la presenza della nonna, operaia di filanda a Schio; un rapporto fonte di insegnamento e di attrazione oltre che di valorizzazione per il mondo delle cose trattate con maestria, per la cultura del quotidiano e per la parola femminile messaggera di sapere e di coscienza della realtà.

Ha un compagno e un figlio. L'interesse politico si è così rivolto a alcuni che in occasione degli incontri per l'11 settembre avevano parzialmente accolto un documento scritto dalle donne, fra le quali c'era Tiziana. E' politica verso la differenza maschile e riavvicinamento a piccoli passi, come la definisce lei, sporadica non sempre positiva anche con risultati.

Questo interesse per la differenza maschile lei lo concretizza in alcune affermazioni. Si interroga sul linguaggio, su dove le parole fanno resistenzae dice <<La differenza se non la sai comunicare anche a un uomo, non c'è; le parole vanno usate con la ricerca e non vanno consumate, ci vuole un linguaggio non autoreferenziale>>. E' un interesse per le giovani donne attratte dalla politica e che - secondo lei - rifiutano di accettare il femminismo della differenza per come viene comunicato.

Anche il libro nasce all'interno di questa tensione verso il mondo maschile, rispecchiamento dell'ambiente nel quale è impegnata professionalmente. Il <<genere>> dei libri, (F.Angeli, 2001) il libro pubblicato nel 2001 le è stato sollecitato dal prof. Mario Infelise, il docente con il quale si è specializzata, oggi direttore del dipartimento del suo corso di laurea; è stato lui che apprezzata la ricerca di Tiziana dopo vari saggi le ha chiesto e "in fretta" di mettere insieme le ricerche e di pubblicarle in quello che è risultato l'interessantissimo volume pubblicato con Franco Angeli con il contributo del Dipartimento di Studi storici della Ca' Foscari di Venezia.