Donne e conoscenza storica

 

 

Marirì Martinengo scrive:
Cara Donatella,
vorrei entrare nel dibattito post convegno "Cambia il mondo cambia la storia", per esporre le origini e il percorso, cioè la storia, che hanno portato a questo incontro, che è per me un punto di arrivo.
La politica delle donne mi ha fatto diventare un'appassionata ricercatrice di un passato ricostruito dal mio punto di avvistamento, cioè quello di una donna libera che vive e pensa oggi, confrondandosi con altre.
Da molti anni creo contesti relazionali, cioè intrecci di rapporti soprattutto tra donne: in un primo tempo questi erano finalizzati alla ricerca di una pedagogia che tenesse conto delle bambine edelle giovani e poi da qui ho spostato l'attenzione su uno studio del passato teso a scoprire e valorizzare la presenza femminile. La pratica del creare contesti e del lavorarvi all'interno mi ha portato a un guadagno teorico in campo storiografico: si può costruire il panorama di un momento storico ponendo in primo piano una grande figura femminile con i suoi legami e scambi con donne e uomini contemporanei, legami e scambi che nascono e si sviluppano in un tempo e in uno spazio dati; per esempio, si può studiare il XII secolo, nell'Europa occidentale, a partire dalle reti di relazioni, di Ildegarda di Bingen, testimoniate dalla sua vastissima corrispondenza epistolare.
Ma ciò che soprattutto ho voluto raccontare al convegno, nella mia introduzione "Creare contesti fare storia", è la mia esperienza del passaggio dalla pratica politica alla teoria: la pratica, opportunamente interrogata, porta a guadagni teorici. E' questo che voglio che sia chiaro.
Aggiungo due osservazioni che non riguardano più il convegno: non mi piace lo spontaneismo sregolato che caratterizza certa posta elettronica; io sono per il rigore, per una scrittura sorvegliata, per l'assunzione di responsabilità, specialmente da parte di chi apre un dibattito, e per il richiamo costante ad una relazione vincolante. Marirì

 

Donatella Massara scrive:

Cara Marirì,

Ho occasione per ricordare che il tuo articolo Alcuni spunti sul Convegno di storia permette a chi legge di approfondire i motivi che hanno portato a organizzare questo Convegno. (E' linkato a Incontri).

Il tuo intervento al Convegno dove racconti il tuo percorso e spieghi le tue convinzioni potremmo pubblicarlo sul sito. E dopo questa pubblicazione potresti riesaminare la possibilità di rispondere alle domande che in questo dibattito in rete ti sono state rivolte. (vedi intervento di Titti e la risposta di Gabriella)

Come hai visto in Rete c'è una comunità attiva e ti posso garantire per niente spontanea come la tua impressione ha colto. Stiamo scambiandoci messaggi con molta attenzione al linguaggio e con la preoccupazione di non dire cose scontate e poco chiare. Quindi la tua osservazione è per lo meno ingiusta, e mi dispiace.

Quindi saluto con amore il tuo interesse per il sito e la scrittura in rete, non fa piacere che ti abbia dato questa impressione, un po' gratuita, invece che vedere in questa interattività affetti e passioni in movimento, nascita di idee, circolazione di interessi, esperienza di relazioni: un preziosissimo contributo, quindi, a evitare i dogmatismi e a ripensare le comuni acquisizioni. Per me questa della Rete è la relazione vincolante, in rete, in essa ho imparato e ho trovato apporto notevole allo scambio e alla verifica QUOTIDIANA.

Quanto a assunzioni di responsabilità, quindi il mio articolo lo rivendico pienamente. E' stato letto in Rete e discusso, successivamente insieme a tutti messaggi raccolti messo in Donne e conoscenza storica, quindi richiesto dal Paese delle Donne e ha sollevato anche i consensi della Società delle Storiche che mi ha scritto invitando(ci)al Convegno di Firenze dell'altro venerdì. Tutto ciò come pratica politica mi soddisfa.

Donatella