Donne e conoscenza storica

 

 

Tante donne, persino una neonata

di Marcella Busacca
Sabato 1 dicembre 2001 si è svolta nella Biblioteca Gallaratese via Quarenghi 21 Zona 8 una performance in occasione dell'inaugurazione della mostra "Librandosi"

Testi poetici di Gabriella Lazzerini
Opere visive di Antonella Prota Giurleo

Tante donne, persino una neonata, nel pubblico per ascoltare e festeggiare le due artiste, per ascoltare le loro parole così simili e così diverse mentre si presentavano stimolate dalle domande di Mimma Pasqua. Sia Gabriella che Antonella hanno insegnato per anni e hanno messo al centro del loro lavoro pedagogico la relazione; la relazione tra donne è oggi al centro del loro lavoro, più evidente in Gabriella nella poesia in cui saluta tutte le sue madri simboliche:filosofe, poete, scrittrici; ma anche negli strappi, nelle ricuciture, nelle sovrapposizioni di carte di Antonella c'è tanto del lavoro delle donne. Entrambe non amano la solitudine, non si crogiolano in essa, non si spaventano di voler comunicare con altre donne e altri uomini in barba alla incomunicabilità di tanta arte del '900 che spesso é assenza di rispetto per l'altro/a, è mancanza di capacità di ascolto, è incapacità a volersi relazionare con le/gli altri. Gabriella gioca con le parole: "Librandosi" non è soltanto il gesto di sollevarsi con leggerezza sopra le cose, ma anche stare tra libri liberamente e leggermente, libri che si leggono, ma che si possono anche dimenticare o trasformare in strisce e fogli da attaccare gli uni agli altri come code di giganteschi aquiloni che hanno perduto non solo i bambini afghani, ma anche i nostri perché disabituati ai giochi poveri e fantasiosi. Bella l'installazione di Antonella in cui le pagine di tanti libri diversi si sovrappongono e si incollano come se un vento birichino avesse disordinato per sempre le proprie carte e non si riuscisse a ritrovarne l'ordine vecchio. Emozioni in libertà, leggere e pesanti al tempo stesso, che diventano una riflessione fatta di "mente, cuore, pancia e viscere" in cui le parole scritte o i colori usati per distinguere le strisce incollate le une sulle altre sono i segni di un nuovo alfabeto che è facile decifrare, con cui si può giocare e con cui si può, soprattutto, comunicare.
La lettura delle poesie di Gabriella fatta dalla stessa autrice e da tre giovani lettrici dalle voci diverse e intense, si é alternata a quella del testamento della pittrice Maria Helena Vieria da Silva. Abbiamo subito capito il senso di questa lettura: il pubblico è stato invitato ad alzarsi e a prendere una copia dello stesso, chiuso in una busta con un lavoro originale dell'Antonella ispirato a un passo delle ultime volontà dell'artista portoghese.
A me è toccato "….un violetto di cobalto per la fantasticheria ….un indaco per poter accordare lo spirito al temporale….una terra d'ombra naturale per accettare la nera melancolia…." Una pioggia di coriandoli ha accompagnato la conclusione della performance e ha colorato la stanza dei giochi della biblioteca dove per quasi due ore abbiamo goduto tra persone care e abbiamo ricevuto in dono parole e strisce colorate.