Donne e conoscenza storica
       
vai avanti
 

Ministero della Pubblica Istruzione-Ufficio Scolastico di Milano- Ufficio scolastico di Milano
Ufficio Studi e programmazione per le attività didattiche

LA STORIA PRIMA DELLE COSE ULTIME
Milano- Bicocca-Università degli Studi
Donne e Conoscenza storica: un insegnamento di storia in cui l'irrompere della soggettività femminile modifica il canone storiografico.

Intervento di Luciana Tavernini
Venerdì 22 marzo 2002-aula 4

Sono Luciana Tavernini e dal 1973 (quasi trent'anni) insegno lettere nella scuola media inferiore a adolescenti e per un certo periodo anche nei corsi 150 ore. Sono qui perché dal '91 faccio parte della Comunità di pratica e riflessione pedagogica e di ricerca storica, fondata da Marirì Martinengo, come prosecuzione dell'esperienza del Seminario di Pedagogia della Differenza .(1)

Danni della storia "neutra"

A partire proprio dal senso di estraneità e di orfanità che provavamo nello studiare e insegnare storia, ci siamo domandate: che cosa significa essere una donna che insegna storia? E abbiamo cominciato a dare delle risposte che guidano e sono guidate dalla nostra pratica pedagogica. Innanzi tutto significa accorgersi di avere di fronte a sé allieve e allievi e vedere ad esempio che a un bisogno simile di storia vengono date risposte diverse.
I ragazzi possono trovare conferme al loro collocarsi nella scena pubblica, le ragazze lo possono fare, solo se dimenticano di essere donne. La lunga schiera degli antenati rafforza la progettualità nel futuro, l'assenza di antenate schiaccia nel presente.
Non mi soffermo a lungo sui danni che una storia cosiddetta neutra e obiettiva, in realtà sessuata al maschile può produrre perché ne ho ampiamente trattato nel saggio Storia di una storia (2) e se vi interesserà ne potremo parlare nel dibattito.