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Foto di Anna e Paola
(Francesca Martino)
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Ho incontrato Paola De Ferrari in veste di nonna, ad Arenzano,
lo scorso aprile. Mi ha dato in braccio la piccola Anna, figlia di Francesca,
e si è subito connessa ad Internet per farmi vedere il sito di
Lilarca.
Non so se fosse più soddisfatta della nipotina, o del nuovo progetto
andato in porto, il web della base dati archivistica Lilarca,
in rete dal 20 aprile 2002, ma credo di capire che c'è uno stretto
rapporto tra la giovane Anna, che vivrà nel nuovo millennio,
e gli archivi delle donne. La storia, la conservazione e la trasmissione
della memoria delle donne sono temi su cui la Rete Lilith
e Paola sono impegnate da molti anni, e Anna impersona le tante giovani
donne a cui questo notevole lavoro è idealmente e concretamente
dedicato.
La
storia della Rete Lilith comincia verso la metà
degli anni '80, e chi fosse interessata a conoscere le diverse tappe
che hanno poi portato alla creazione di un sito di grande interesse
per la storia delle donne e accessibile a tutte, può vedere questa
pagina web: http://www.retelilith.it/ee/01def2.htm
Comunicazione scritta per il Convegno della Rete Athena, Università
Europea, Fiesole, 2001 di Paola De Ferrari
Il Catalogo Collettivo Lilith attualmente ha oltre 33.400
records che costituiscono una parte del materiale informativo posseduto
dai Centri della Rete: monografie, relazioni a seminari e incontri,
pubblicazioni a circolazione limitata, spogli di articoli da varie riviste.
I Centri di donne autogestiti associati alla Rete sono circa quaranta.
Hanno sottoscritto l'abbonamento alla base dati quasi altrettante strutture
pubbliche fra le quali il Ministero delle Pari Opportunità e
diverse Commissioni (regionali e provinciali), alcune strutture universitarie
che si occupano di Women's studies, diverse Biblioteche pubbliche come
la Biblioteca Nazionale di Napoli, etc.
Un gruppo, a partire dal Coordinamento donne lavoro cultura della Rete
Lilith, ha avviato una ricerca sulle fonti documentarie per una storia
delle donne e sulle metodologie per il loro trattamento archivistico,
con attenzione particolare ai fondi personali. La prima fase della ricerca
è stata pubblicata nel '96. Nel '97 è stato realizzato
l'archivio automatizzato Lilarca per il trattamento del
materiale archivistico, con Guida all'uso; ora, come si diceva,
Lilarca è sul web.
"Lilarca contiene la descrizione archivistica di alcuni fondi documentari
del femminismo degli anni '70 del Novecento, prodotti da donne singole
e organizzazioni, e conservati da Archivi della Rete Lilith. Si può
sfogliare la descrizione di ogni singolo fondo, oppure fare ricerca
trasversalmente in tutta la base dati e, attraverso nomi di persone
ed enti e parole chiave sul contenuto dei documenti, rintracciare affinità,
collegamenti, insistenze che attraversano questa memoria documentaria.
Lilarca consente itinerari e ipotesi di ricerca, da verificare
sul campo."
Questa è la presentazione "ufficiale" di Lilarca,
ma per capire quanto pensiero e quanta passione ci sia dietro questo
sito, non potendo farvelo raccontare direttamente da Paola De Ferrari,
vi consigliamo di leggere il testo della presentazione del progetto
a un convegno all'Università Europea di Fiesole.
Citiamo: "Anzitutto, gli archivi del femminismo, già al
momento della formazione e sedimentazione delle carte, sono il prodotto
di complesse relazioni tra singole donne e gruppi e collettivi, tra
carte private e documenti pubblici, tra tematiche generali e rielaborazioni
politico-pratiche locali, tra scrittura e altri media, visivi e oggettuali;
tra ciò che si è scritto e ciò che si è
detto o comunicato in altre forme, gestuali, musicali. E naturalmente
tra ciò che è rimasto e ciò che è perduto,
o ancora non riconosciuto come fonte di memoria."
"Per rendere conto, per trattare adeguatamente, anche in una cornice
disciplinare rigorosa, le carte del femminismo è necessario il
lavoro e la passione delle donne che le custodiscono e le rendono consultabili,
che sono ancora spesso le testimoni di memoria di quelle carte, le rendono
capaci di comunicare, rendono intelleggibili i contesti della loro produzione,
i percorsi biografici e storici, gli scarti, le distruzioni, le accumulazioni
imprevedibili. "
Lilarca
on line rende per ora accessibili:
l'Archivio del Coordinamento donne lavoro cultura, che contiene
i fondi dell'Ente e fondi personali di donne, attive nel femminismo
genovese dagli
anni '70 del Novecento:
- Fondo Coordinamento Donne Lavoro Cultura (1983-), 18 buste.
- Fondo Marisa Corsino (1972-1986); 3 buste
- Fondo Silvana Merello (1952-1995), 5 buste più una serie
di manifesti (copie e originali su lucido)
- Fondo Mara Tommei (1975-); 5 buste, parzialmente riordinato e consultabile
Archivio storico
Zumaglino, costituito principalmente dal Fondo Zumaglino,
che abbraccia un arco cronologico che va dagli anni Sessanta agli
inizi degli anni Novanta e contiene, oltre a documenti del femminismo
e del movimento delle donne di Torino, le carte private di Piera
Zumaglino. Ha una consistenza di 17 metri lineari dei quali 7
circa di riviste. L'opera di riordino, schedatura e l'inventariazione
del fondo Zumaglino è stata compiuta di recente, grazie anche
ad un finanziamento dall'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte.
Ulteriori informazioni sull'Associazione Piera Zumaglino sono
disponibili sul sito
A questo punto non
resta che consultare Lilarca:
http://www.retelilith.it/
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