Donne e conoscenza storica

Archivio La Civetta

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Le giovani donne e le loro
'madri simboliche'

di Nilde Vinci

Le donne c'erano anche questo è avvenuto a Genova
di Laura Modini

Donne e g8
di Paola Vagliani

 

In Rete:

Il Paese delle Donne

Libreria delle Donne di Milano (v. anche Rassegna Stampa)

Marea ( vai a Donne contro G8)

DonnaPensieroScrittura (vai al folder Testi e dibattito: Genova2001)


Informazione e testimonianza femminile

di Donatella Massara

Genova per me: io e mia madre davanti alla televisione

A Genova non ci sono andata all'inizio con un'ombra di rimpianto e poi decisa a non esserci. Ho seguito nonostante non abbia figli nè in piazza nè in altre parti del mondo minuto per minuto scontri e notizie, su Primo canale. Con la faccia corrucciata e preoccupata, all'ora di andare a dormire ho spedito in rete tutto quello che avevo sul computer. Mia madre ha sprangato bene tutte le porte finestre e io ho condiviso con lei l'impressione di non essere almeno quella sera in un paese amico. E l'invasione della scuola Diaz non c'era ancora stata.
Dopo di che ho cominciato a raccogliere e leggere attentamente le testimonianze soprattutto quelle in rete che adesso sono pubblicate in Paese delle donne e nel folder di DonnaPensieroScrittura
Ringrazio tutte le donne che hanno scritto perchè ne ho ricavato senso della realtà e politica. E vorrei che si andasse avanti così usando il dono prezioso della scrittura. Da lì viene - ripeto -un senso di realtà che non trovo nelle posizioni maschili.
E' poco quello che sto dicendo ma non ho in mente nient'altro e per una che ha fatto dal 1977 un'altra pratica (quotidiana) credo sia sufficiente.

I mass media 'vedono' le donne senza consapevolezza

Nonostante i massmedia (televisioni e giornali) diano una raffigurazione al maschile del movimento antiglobalizzazione, le donne sono presenti in questo movimento e in maniera anche contradditoria. Sono presenti fra chi milita nei movimenti e chi svolge controinformazione e fra chi ha elaborato una critica e una teoria che soddisfi il bisogno di comprensione politica.
COSTATARE CHE LE DONNE SONO POCO RAFFIGURATE IN QUESTO MOVIMENTO come è visto dai mass media NON SIGNIFICA CHE NON CI SIANO.
Soprattutto non significa che le donne non abbiano visibilità. Vandana Shiva, Naomi Klein per citare le più note e rappresentative sono conosciute e hanno diffuso migliaia dei loro libri.
Il problema è che questo movimento - come altri - utilizza strutture antiquate di comunicazione. Le donne anche se ci sono e si presentano come donne arrivano a noi trasmesse da mezzi di comunicazione che più hanno potere comunicativo e meno hanno interesse a cambiare.
Questa esperienza diventa preziosa perché ci fa vedere che le donne possono scomparire dal piano che chiamo ‘simbolico’ anche se sono presenti con i loro corpi e le loro parole.
Per spiegarmi meglio cito un massimo di potere e un minimo: Bush e una donna qualsiasi.
Il primo non ha nessun vantaggio a spostarsi dal piano di rappresentazione che gli ha garantito e consegnato il potere. Quindi non può neanche scegliere fra diverse possibilità , opzioni o convenzioni, altrimenti metterebbe in pericolo la sua identità.
La seconda è nella posizione di potere scegliere, invece.
E' in questa posizione che una donna parla della differenza femminile
A dispetto di altre situazioni nel movimento antiglobalizzazione vediamo che le donne scelgono di rappresentarsi come donne o di non ignorare che ci sono altre donne. Questa posizione femminile acquista valore simbolico se c'è consapevolezza
Il piano 'simbolico' è infatti quello della consapevolezza, quindi affermazioni, idee, fatti raccontati nei quali c'è la consapevolezza della differenza femminile.
E' questa consapevolezza che manca alla visibilità delle donne nei movimenti politici. Infatti il piano simbolico dal quale apprendiamo le informazioni che riguardano la nostra vita e quello che succede nel mondo è muto dal punto di vista delle donne. Nonostante che le donne siano riconoscibili presenti e abbiano visibilità.
Scrive Milagros Rivera Garretas in Nominare il mondo al femminile. Pensiero delle donne e teoria femminista (a cura di Emma Scaramuzza, Editori Riuniti, 1998)
<<Un contributo fondamentale della teoria della differenza è stato dimostrare che la differenza femminile è assente dalla realtà così come è stata ed è nominata dalla conoscenza dominante. Non segna il limite dell'eterosessualità, come diceva il pensiero lesbico dell'omosessualità: è semplicemente un non pensato e - diciamo oggi - un non praticato o, per meglio dire, una pratica da cui la politica dell'emancipazione ci ha sradicato>>

Assumersi la differenza femminile non è una cosa leggera. Il potere politico maschile non ci riesce
Vale la pena vedere come ci riescono le donne.

Il Manifesto vede le donne attraverso Ida Dominijanni (vai a Rassegna Stampa) e spazi aperti a alcune posizioni (id.Oriella Salvoldi) femminili. Però le parti del giornale ritagliate attorno a questi articoli rimangono invariate e mute di saperi femminili, esattamente come altri mass media.
Altri luoghi precisi e femminili hanno dedicato spazio alla testimonianza e al pensiero delle donne nel movimento antiglobalizzazione. C'è la consapevolezza, in queste testimonianze, tutta protesa a fare contesto e a inserirsi in esso; tesa a denunciare ingiustizia, repressione, malessere.