Donne e conoscenza storica
       

torna a STORIA IN RETE
indice

Dei nostri anni chi scriverà la storia?

di Donatella Massara


Ringrazio Luisa Rizzo e l'interessantissimo lavoro che svolge con passione su Didaweb per avermi segnalato il caso e le pagine dedicate a Graziella Campagna

Nel sito di Terre Libere tutti i documenti dell'assassinio nel 1985 di Graziella Campagna di 17 anni, vittima innocente della mafia.

Terre Libere:
Graziella Campagna, una ragazza semplice di Saponara, una famiglia numerosa la sua, dove i genitori insegnano ai figli i principi della vita civile, i valori dell’onestà. “Era una ragazza buona” dicono i familiari e tutti coloro che l’hanno conosciuta. “Una ragazza posata, riservata in società, una ragazza sincera, che parlava di tutto con la sua famiglia”.

 


Questa storia è storia di donne e storia del presente; eppure per un difetto di taglio le donne non si vedono.

Questa è la storia di Graziella Campagna uccisa dalla mafia nel 1985 in Sicilia. Aveva 17 anni. Questa è ancora una storia di donne uccise;
La ragazza aveva trovato lavoro presso una lavanderia e un giorno nella tasca di un tale - che frequentava con un altro la lavanderia - trova dei foglietti. Il 12 dicembre è stata uccisa. Il proprietario della camicia, giacca o quello che era, è un - allora latitante nascosto sotto falso nome e residente 'lussuoso' in un paese siciliano - pericoloso mafioso insieme a lui c'era un altro, idem latitante, idem sotto falso nome. Pare che entrambi facessero il filo, un po' strano però, alla ragazzina e alla sua collega. Dopo l'omicidio i due sono scappati poi sono stati arrestati quindi scarcerati per mancanza di prove adesso sono agli arresti. Sono stati a piede libero per anni e il processo è stato riaperto dopo 14 anni. E' risultato un insabbiamento gravissimo, il coinvolgimento dei carabinieri e addirittura un sedicente maresciallo dei carabinieri in pensione che avrebbe condotto le indagini subito dopo l'assassinio. Questo dice Nichi Vendola che ha portato il caso in parlamento denunciando l'insabbiamento della giustizia. Il fratello della ragazza anche lui carabiniere ha continuato per suo conto le indagini e la famiglia si è costituita parte civile. E quindi il caso ha fatto il suo corso.

Lei perchè suscita tanta apprensione? Non viene in mente che lei avesse un modo di fare che spaventava? E che non fosse una semplice questione di 'avere visto' appunti pericolosi e compromettenti? Che lei avesse invece una soggettività che metteva in agitazione, turbava e che non si piegasse a altri modi di pensare e di interpretare la vita? Comunque come descrivere la sua soggettività perchè ancora una volta una donna non sparisca insieme al desiderio di libertà che la guidava?