Donne e conoscenza storica
       

Essere donna e essere uomo nella politica

di Donatella Massara

Archivio della Civetta 2001
Archivo della Civetta 2002
Archivio Incontri 2003
Archivio Incontri 2004

Indice dei testi del dibattito su Le donne e la storia
dicembre 2003, marzo-aprile - maggio 2004


In queste strane elezioni amministrative risultati consolidati si sono ribaltati. Alle elezioni vorrei dare il mio voto alle donne. Chiamata al ballottaggio delle provinciali di Milano sono stata indecisa se cedere su Ombretta Colli, appartenente a uno schieramento politico in cui non mi riconosco a favore di una poltrona maschile di uno schieramento politico decisamente più convincente. Ho letto i due programmi elettorali e di fronte alla femminilizzazione della politica di Ombretta Colli ho preferito la stentata propaganda di Penati che vuole "le donne non più nell'angolo". Aiuto, rientrare spiritualmente nello spirito della mia maestra delle elementari è un invito straniante. Comunque Penati propone alla Zapatero la metà dei posti in Giunta Provinciale per le donne. Sta scritto <<inoltre la nuova amministrazione provinciale, nei suoi ruoli di governo, sarà composta per almeno metà da donne>>. L'ho votato.

Colli in questi cinque anni non è stata a guardare le sue simili e ripropone alle donne il Job caffè. Qui le donne - dice - trovano esperti per affrontare il riinserimento e il recupero dell'autostima. In realtà, vado a vedere sul sito del Job Caffè e c'è scritto che è uno spazio per i giovani. Sono sparite le donne che non compaiono neanche a sforzare il motore di ricerca. Alla voce posti di lavoro non salta fuori alcunché. Per le curiose il luogo è in cs. di Porta Vittoria. Stando al programma la Colli propone alle donne che andranno al Job caffè lavori di bed and breakfeast e asili domestici, piuttosto che la mai tramontata libera impresa femminile. Mi sono domandata con tutte le imprese che occupano Milano se non ci siano dei posti di lavoro già pronti per le donne come me che vogliano a più di 50 anni rintrodursi senza buttarsi in imprese che il mercato non mi pare poi così convinto di accogliere. L'alternativa è l'asilo in casa: insomma vuol dire che una che vuole lavorare - tipo balia di una volta - si prende in casa la figlia o il figlio di qualcuna perchè con le dimensioni medie di una casa milanese più di un minore di tre anni non ci sta; prima passa però al Job caffè e se va bene - come non si sa - potrebbe trovare un'altra che magari sta all'altro capo di Milano e ha bisogno della tata e magari chissà anche un appartamento costosissimo dove alloggiarsi con quattro o cinque bimbette.
Tutto il progetto - di cui non ci sono dati che se positivi sarebbero stati abilmente sventolati -non penso abbia futuro, è però misericordiosamente protetto, sotto alcuni principi del programma elettorale di Ombretta Colli che nel sito di Forza Italia mette al primo punto in La società e i nuovi bisogni sociali prima la famiglia, il sostegno ai nuovi nati etc e poi Essere madre: il lavoro, le crisi, definita una ricchezza da tutelare che non è debolezza; per cui promette l'attenzione contro la discriminazione; mentre dichiara sostegno quando la madre lavora, non dimentica le donne nelle crisi aziendali.

Ombretta Colli non ha vinto. Non ha vinto non solo in ambito elettorale, anche nei commenti che hanno accompagnato la sua sconfitta. Non mi ha fatto piacere che fra i suoi stessi rappresentanti di partito - in diretta lunedì mattina a radio Popolare - non ci sia stata una nota di rammarico perché dopo cinque anni va a casa una che per loro potrebbe avere fatto le cose per bene. Anzi, il commento è che se la destra ha perso le amministrative è perché non ha rappresentanti adeguati.

Quale è la presenza femminile a queste elezioni e dove è stata in gara con la massiccia presenza di rappresentanti maschili si fa presto a riconoscerla.
Nei ballottaggi comunali si sono fronteggiate solo due candidature non maschili. A Arezzo la rappresentante del centrosinistra Monica Bettoni perde contro un uomo del centrodestra.
Nei ballottaggi provinciali a Milano perde Ombretta Colli contro il rappresentante del centrosinistra Filippo Penati. E' stato l'nico scontro in ballo fra un uomo e una donna.

Nelle elezioni provinciali di quindici giorni fa vincono contro un rappresentante del centrodestra: Pezzopani Stefania vince con il nove per cento in più a L'Aquila, Beatrice Draghetti a Bologna, Sonia Masini a Reggio Emilia, Alberta De Simone ad Avellino, tutte rappresentanti del centrosinistra.

Per ulteriori e più precise valutazioni che guardino alle elezioni europee rimando al sito del Ministero delle pari opportunità alla intervista della ministra Cristina Prestigiacomo http://www.pariopportunita.gov.it/In-primo-p/DonnePolitica_root1.doc_cvt.htm che parla del raddoppio di presenza femminile (20%) sulle precedenti elezioni.
La Commissione pari opportunità elaborerà - io penso- i dati delle elezioni comunali che si possono già confrontare a http://cedweb.mininterno.it:8888/