Donne e conoscenza storica

 


Nadia

Una sera di luna piena e una mostra eccentrica.

di Marcella Busacca

Il 6 Giugno 2001 mentre tornavo a casa dopo essere stata nella sede dell'associazione "Oltreluna" in via Padova 177 mi sono accorta che nel cielo c'era la luna piena: erano
diversi mesi che non la vedevo a Milano e mi ha colpito la singolarità dell'avvenimento. Chissà se le mie amiche artiste avevano scelto proprio questa data per inaugurare la
mostra "Circuito aperto"anche come un omaggio alla luna, immagine femminile per eccellenza nella cultura occidentale dove essa è sempre identificata con il mondo delle
donne. Mi è venuto di pensare cosa nasconda il volto che non vediamo della luna.
O cosa ci sia oltre la luna in uno spazio non misurato geometricamente o costruito astronomicamente. "La libertà delle donne e la loro creatività!" mi sono detta; e ho
passato in rassegna quello che avevo visto pochi minuti prima. Lo spazio espositivo dell'associazione "Oltreluna" è un ampio locale, in parte interrato, cui si accede
da un cortile della vecchia Milano in una strada piuttosto trafficata della periferia nordest. Nello spazio trovano posto tante cose che le artiste hanno trovato nel corso
degli anni e che fanno da sfondo alle iniziative dell'associazione. Una volta all'anno
si espongono nuovi lavori. Non si tratta della solita mostra di pittura, ma di un vero laboratorio di dipinti, sculture, vari manufatti e anche di parole in versi.
Massima libertà espressiva e piacere della creazione stanno alla base del lavoro di Marilde,
Nadia, Giuliana, Maria, Marisa, Elisabetta, Stella, Mariateresa, Mariangela, Luciana
e Gabriella.
Una grande figura femminile con un lungo abito che somiglia a un campo di papaveri,
un gioco di superfici che racchiudono senza imprigionare lo spazio, un piano su cui un
mare di pensieri materializzati ha lasciato i suoi detriti, un foglio che ha fatto da
raccoglitore per fiori e foglie che sembrano fondere primavera e autunno e altre figure
di donne piccole e grandi, libere e imbrigliate nei propri desideri nelle forti passioni
che immaginazione, rabbia, follia, disubbidienza producono e le parole per dirla
questa creatività femminile, segno e parola per rappresentare tutta la propria interezza.
Sulla parete ci sono le parole di una poesia che si legge di seguito, ma che può essere
presa e portata via con sé in piccole "dosi", la terzina preferita.
E ancora materiali ritoccati o rielaborati, colori che impastano carta e tela significando
nuove assonanze e reminiscenze.
Il biglietto con cui si invita alla mostra presenta una spirale che formano le parole circuito aperto: chi ha visitato la mostra ed ha ascoltato la lettura delle poesie di Gabriella lette magistralmente da Lidia con la musica di Silvana ha costruito un suo percorso in un circuito aperto dalla creatività delle donne dell'Oltreluna.
Marcella Busacca m_busacca@infinito.it