Donne e conoscenza storica
         
Rassegna stampa

sta in Il manifesto 2 - 10 - 2003

Programma degli Incontri

Conferenza stampa: comunicato delle organizzatrici


Quando Eva incontra Eva
Venticinque anni di cinema e donne agli Incontri di Firenze
SILVANA SILVESTRI
Edizione speciale dei venticinque anni per gli Incontri di Cinema e donne di Firenze, dal titolo «Eva&Eva» che si terranno dall'8 al 14 ottobre. Non solo festival, ma anche rete di rapporti internazionali, propone anche quest'anno alcune delle linee conduttrici che hanno caratterizzato la manifestazione nel corso degli anni, strumento privilegiato di conoscenza dei paesi dell'est quando era quasi impossibile fare uscire i film all'estero, movimento della pace oggi con la presenza di registe dai luoghi caldi della terra, esplorazione delle nuove tendenze cinematografiche. Organizzato dal Laboratorio Immagine donna di Maresa d'Arcangelo, Paola Paoli e Rita Monaco con l'apporto di un colletivo di lavoro sperimentato, è un lavoro che non si ferma alle giornate della manifestazione, ma continua con iniziative durante l'anno. Un omaggio alle registe catalane sottolinea la vivacità del cinema spagnolo. Si vedranno film di Nyria Olivé Bellès e Laura Manà, la giovane Susi Marquès. In programma anche l'anteprima spagnola A mi madre le gustan las mujeres di Inès Paris e Daniela Fejerman (che sarà distribuito dalla AB film). Il cinema si muove oggi preferibilmente fuori dai confini nazionali e il festival tiene conto di questa tendenza con film come Karamuk di Sulbiye V. Guenar storia di adolescenti turco tedeschi, Nikita Kino di Vivian Ostrovsky storia di una famiglia tra Argentina e Urss, Les Passeurs di Hejer Charf film canadese di un'artista tunisina, My Terrorist dell'israeliana Yulie Cohen incontro tra una donna israeliana e il palestinese che l'ha ferita in un attentato, Riconciliati di Rosalia Polizzi tra Argentina e Italia. Tra le italianeanche: Wilma Labate, Costanza Quatriglio, Carola Spadoni.

Firenze rende omaggio a una cineasta ungherese «storica», Livia Gyarmathy documentarista ungherese tra le poche registe che negli anni sessanta si conoscevano, con Agnès Varda e Marta Meszaros, sensibile alle trasformazioni del suo paese. Come ogni anno sarà assegnato il Sigillo della pace della città di Firenze, quest'anno a due registe per la loro abilità nel creare ponti tra due culture: la franco algerina Yamina Benguigui e la tunisino canadese Hejer Charf.