Donne e conoscenza storica
     
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vai all'Inizio: Intervista a Liz Mermin, regista e produttrice di
The Beauty Academy of Kabul.

(febbraio 2005)

 



D.: 3. Sul sito della BBC c'è un' intervista a te; la giornalista nota infatti che ci sarebbe stata/o - davanti all'idea di avere fatto un film su un' Accademia di bellezza a Kabul - chi avrebbe pensato che era frivolo e inappropriato e che un focus su quell'argomento non poteva essere preso sul serio perché era troppo banale. Hai veramente trovato commenti di questo tipo ?

L.M.: Solo una volta c'è stato chi ha fatto una dichiarazione di quel tipo alla fine della visione del film. Una donna, dopo la proiezione in Texas, mi ha domandato se avevo un progetto per fare qualcosa di 'utile' in Afghanistan, ora che c'era la scuola di bellezza. Il resto del pubblico era molto infastidito.

Io penso - voglio dire: spero - che accada qualcosa quando una/o vede il film. Come dire: vorrei che una persona andasse a vederlo pensando che è un progetto stupido, con un piccolo impatto e che ne venisse fuori con la sensazione che le piccole cose possono avere un impatto psicologico meraviglioso e enorme sulla vita della gente.

La scuola di bellezza non porta assolutamente via niente alla presenza data ai programmi per gli ospedali, le scuole e il cibo - chi ha finanziato la scuola non avrebbe finanziato queste cose, proprio perché esse non fanno parte delle loro aree di competenza. Non c'è proprio nessuna ragione che ci impedisca di avere progetti per portare migliorie allo stile di vita mentre stiamo dando aiuto sui problemi primari e di base.

L'attenzione alle cose secondarie come lo stile, la moda - parzialmente potrebbero essere incluse anche l'arte e la musica nella categoria delle cose non essenziali - è parte di ciò che significa essere umani. C'è da dire che ho incontrato alcuni registi - maschi - che a quanto ho capito trovavano il soggetto del film ancor meno che disprezzabile (nessuno di loro si è preoccupato di vedere il film).

continua