D.: 3. Sul sito della BBC c'è un' intervista a te; la giornalista
nota infatti che ci sarebbe stata/o - davanti all'idea di avere fatto un film
su un' Accademia di bellezza a Kabul - chi avrebbe pensato che era frivolo e inappropriato
e che un focus su quell'argomento non poteva essere preso sul serio perché
era troppo banale. Hai veramente trovato commenti di questo tipo ?
L.M.: Solo una volta c'è stato chi ha fatto una dichiarazione di quel tipo
alla fine della visione del film. Una donna, dopo la proiezione in Texas, mi ha
domandato se avevo un progetto per fare qualcosa di 'utile' in Afghanistan, ora
che c'era la scuola di bellezza. Il resto del pubblico era molto infastidito.
Io penso - voglio dire: spero - che accada qualcosa quando una/o vede
il film. Come dire: vorrei che una persona andasse a vederlo pensando che è
un progetto stupido, con un piccolo impatto e che ne venisse fuori con la sensazione
che le piccole cose possono avere un impatto psicologico meraviglioso e enorme
sulla vita della gente.
La scuola di bellezza non porta assolutamente
via niente alla presenza data ai programmi per gli ospedali, le scuole e il cibo
- chi ha finanziato la scuola non avrebbe finanziato queste cose, proprio perché
esse non fanno parte delle loro aree di competenza. Non c'è proprio nessuna
ragione che ci impedisca di avere progetti per portare migliorie allo stile di
vita mentre stiamo dando aiuto sui problemi primari e di base.
L'attenzione
alle cose secondarie come lo stile, la moda - parzialmente potrebbero essere incluse
anche l'arte e la musica nella categoria delle cose non essenziali - è
parte di ciò che significa essere umani. C'è da dire che ho incontrato
alcuni registi - maschi - che a quanto ho capito trovavano il soggetto del film
ancor meno che disprezzabile (nessuno di loro si è preoccupato di vedere
il film).
continua