Donne e conoscenza storica
       
torna al sommario Storia del cinema lesbico negli anni '20 e '30

 

 

 

Maedchen in uniform e la critica filmografica lesbica

da Ruby Rich, La crisi della definizione nella critica cinematografica femminista, sta in Sheherazade, Di fronte allo schermo, La casa Usher, 1981

traduzione di Andrea Weiss, Vampires and Violets, Lesbians in film, 1992, Penguin Books, 1992, 1993, USA

<<Mentre Maedchen in Uniform assume una posizione anti-fascista, le relazioni lesbiche del film non sono semplicemente una metafora della lotta contro il fascismo ma sono anche, come ha sostenuto Ruby Rich, centrali per capire questo film "il primo film veramente e radicalmente lesbico".
I simboli del Fascismo e del patriarcato: la scala di ferro vietata, il suono della tromba a distanza, la direttrice della scuola che esercita le funzioni e l'immagine di "donna fallica", incarnano queste ideologie. Questi segni sono in contrapposizione con la muta, contenuta sessualità lesbica delle ragazze, che infine trionfa, nel finale del film, nella piena espressione di sé.

La prevalenza di questi simboli, inusuale nel collegio del film suggeriscono un'atmosfera militaresca, autoritaria e assolutamente non femminile; essa, per le ragazze, più che definire lo spazio dell' amore femminile sta a significare l'assenza dei padri, ufficiali prussiani, letteralmente il patriarcato assente. Il montaggio che apre il film, come puntualizza Rich <<stabilisce un mondo esteriore già pronto al militarismo, fatto di guglie e di arcate, di richiami di tromba, e dal ritmo di marcia dei soldati. Le forze simboliche del pericolo stanno nel mondo esterno alla scuola e non nelle relazioni delle ragazze fra di loro, come avrebbe voluto invece Havelock Ellis. E' malgrado l'ambiente più che in ragione di questo che si sviluppa l'attaccamento erotico fra le studenti.

La scuola è invece il nutrimento di una relazione particolare, con sfumature erotiche, fra studente e insegnante; come Rich ha perspicacemente descritto, l'adorata signorina von Bernburg funziona come agente di tolleranza repressiva per questi sentimenti: <<Se le ragazze focalizzano il desiderio sessuale su di lei, dove i desideri non potranno mai essere realizzati, allora il pericolo che tali desideri si rifocalizzino fra loro (dove potrebbero realizzarsi) è evitato>>
Ma questo precario equilibrio è rotto dal discorso pubblico di Manuela (Hertha Thiele), una giovane studente che annuncia di amare la signorina von Bernburg; precipita la crisi, ma risolvendosi favorevolmente per lei, per von Bernburg, per tutta la scolaresca. Sul momento la direttrice della scuola vede nell'azione sovversiva di Manuela lo 'scandalo'.
Come spiega Rich: <<Nonostante l'ambiente genericamente permissivo, l'atto del pronunciamento costituisce la trasgressione dei codici molto rigidi della scuola. E' proibito nominare ciò che è ben conosciuto, proclamare quello che si sente dandogli pubblicamente il suo nome.>>

La direttrice della scuola non è l'unica a essere convinta che parlare pubblicamente del desiderio lesbico sia sconveniente. La censura americana negò la licenza al film a meno che non venissero fatti dei tagli e cancellati i sottotitoli in modo che risultasse più oscura la passione fra Manuela e la signorina von Bernburg. Mentre il tema del lesbismo persisteva nonostante le mutilazioni, il suo significato politico era sufficientemente dissinestato. Un cambiamento (fra gli altri) tagliò la frase della signorina von Bernburg in difesa di Manuela <<Quello che voi chiamate peccato, Preside, io lo chiamo il grande spirito dell'amore che ha mille sfaccettaure>>.
Lo storico del cinema Vito Russo ha scritto:<< Questa cancellatura, un atto politico, effettivamente rimuove la difesa di quelle emozioni e con ciò perverte l'intento sia di Winsloe (la scrittrice) sia di Sagan (la regista)>>
B.Ruby Rich, 'From Repressive Tolerance to Erotic Liberation', Jump Cut, 24/25 (March 1981)
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Nonostante (o forse grazie a) i cambiamenti inflitti, il film ebbe un vero e proprio successo negli USA, durante gli anni '30. Il suo appeal probabilmente non dipese dall'uso anticipato e sofisticato del sonoro o per le innovative tecniche cinematografiche del montaggio e della sovraimpressione, ma per la reputazione, non a lungo pienamente meritata, di trattare il tema lesbico - che stava diventando, dal 1930, il soggetto della pubblica curiosità.
L'aveva capito il giornale britannico di cinema Close Up << Anche le grandi case cinematografiche (in America) che, fino a oggi non avevano mai girato in lingua straniera, hanno recitato e fatto uno splendido film con la piece della sig.a Sagan>>.