Donne e conoscenza storica
       

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Filmografia e Bibliografia di
Germaine Dulac

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Germaine Dulac

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Germaine Dulac e Griffith

Germaine Dulac

da Laura Modini, L'Occhio delle donne. Le Registe e i loro Film dal 1896 ad oggi. Associazione Lucrezia Marinelli, Sesto San Giovanni, 1995

<<Nata ad Amiens (Fr) nel 1882, morta nel luglio del 1942. Suo vero nome: Charlotte Elisabeth Germaine Saisset-Schneider. Si interessa sin dalla prima giovinezza all'arte, in particolare alla fotografia e alla musica dopo essersi dedicata allo studio della letteratura e del teatro. Nel 1905 sposa un ingegnere agronomo, Albert Dulac, dal quale divorzierà dopo quindici anni. Giornalista, nel 1909 entra come redattrice in "La Francaise" di ispirazione femminista, con cui collaborerà fino al 1913. Nello stesso tempo collabora al quotidiano femminista "La Fronde" di Marguerite Durand. Nel "La Francaise" dopo avere tenuto una rubrica su donne celebri comincia ad occuparsi di cronaca teatrale con sempre maggiore interessamento al cinema. Nel 1914 l'amica ballerina Stacia de Napierwoska le propone di accompagnarla a Roma durante la ripresa del film Caligola. Un anno dopo aiutata da suo marito, fonda una casa di produzione, nel 1915 fonda la sua casa di produzione, la Delia Film, in collaborazione con la poeta e romanziera Irene Hillel-Erlanger per le sceneggiature e con Pathé per la distribuzione. Con Louis Delluc, Marcel l’Herbier, Jean Epstein e Abel Gance forma il gruppo noto come "gli impressionisti".
Così comincia la sua attività di regista. Durante la realizzazione di "Anime folli" con l'interprete principale Eve Francis, attrice teatrale appassionata di cinema, Germaine conosce Luis Delluc. Un incontro che dovette rivelarsi importante per il movimento delle avanguardie. In quell'anno, Delluc propone alla regista una nuova sceneggiatura "La festa spagnola", copione immediatamente accettato e tradotto in film da Germaine. Sarà anche l'unica volta che Dulac e Delluc collaboreranno insieme. La regista gira altri film; poi nel 1922 il film considerato il suo capolavoro "La sorridente Madame Beudet". Qui la regista giunge al termine della sua concezione filmica. Continuerà a realizzare film per il grande pubblico. Ma le riflessioni sulla possibilità di un "film integrale" la portano a formulare immagini di film audaci, come è audace il film "La conchiglia e il vescovo" da un testo di Antonin Artaud. Naturalmente filmare un sogno, in più femminile, non può lasciare indifferenti i surrealisti, tutti maschi, che l'accusano di avere femminilizzato la sceneggiatura di Artaud. Nonostante le critiche Germaine continua la ricerca del suo "cinema puro", tenta anche la fusione del cinema con la musica per visualizzare le sue preoccupazioni estetiche. Con l'avvento del sonoro non rimane che abbandonare. Verrà nominata direttrice aggiunta alla Gaumont e lì troverà nuovo spazio per il suo modo di fare cinema. Dirigerà infatti dal 1930 al 1940 il dipartimento France-Actualités della Gaumont, trasmissione settimanale nella quale presenterà tutti i fatti dell'attualità mondiale e nella quale riuscirà ad affermare il suo senso acutissimo dell'estetica cinematografica>>