Donne e conoscenza storica
       

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Storia del cinema lesbico negli anni '20 e '30


Germaine Dulac

Dorothy Arzner

Christa Winsloe e Leontine Sagan e Maedchen in Uniform

 

 

ll cinema e la differenza lesbica e femminile: Germaine Dulac

Il cinema lesbico è, alla lettera, di una semplicità sconcertante, simbolicamente, invece, ridondante ed espansivo fino a mettere in gioco l'inconscio. L'impatto simbolico di un film come 'La souriante Madame Beudet' di Germaine Dulac ne è un primo segnale.

Germaine Dulac dichiarò di avere voluto rappresentare con Madame Beudet che cosa passa per la mente di una donna oppressa in un matrimonio borghese - con un marito provinciale e mediocre, infastidito dalle letture della moglie -che la elevano spiritualmente - e dalla sua malinconica cerebralità.

Il cinema lesbico non solamente apre una possibilità visiva per la sessualità femminile; piuttosto esibisce quello che esce dagli stretti recinti dell'esperienza. E' l'inconscio che trasforma la nostra realtà e ne sospende la limitatezza. E in questa avventurosa sfida - a diventare quelle che siamo - Germaine Dulac è una protagonista. Lei con la ricerca di nuove tecniche filmiche fa parlare dispiegatamente la soggettività femminile: nelle differenti sfaccettature - che debordano dai ruoli, dal contratto eterosessuale e dalle misure della coscienza di sè.

 

Germaine Dulac, omosessuale, è riconosciuta dalla critica storica femminista e lesbica non solo per essere stata fra le pioniere della cinematografia ma anche per la sua dedizione alle donne fino alla fine della sua vita. Questo ascendente femminista e lesbico segna la sua carriera. Nelle rappresentazioni che abbiamo di lei siamo 'quasi' obbligate a guardare i suoi film interpretandoli insieme alla sua autrice. E di questo non ci convincerà mai nessuno che lei non ne avesse la piena coscienza.

Siamo in un'epoca che proibiva la rappresentazione omosessuale. Oltre i processi e le condanne, penso a Oscar Wilde e a Radclyffe Hall, le lesbiche sono state soprattutto: ignorate, lasciate nel silenzio, nella terra della non nominazione, della possibilità di equivocare e confondere. Germaine Dulac come Dorothy Arzner, Christa Winsloe, con la rappresentazione lesbica, hanno soprattutto inventato la propria persona.