Donne e conoscenza storica
       

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La regia femminile nel cinema lesbico

Maedchen in Uniform di Leontine Sagan e Christa Winsloe

Collegamenti del sito:
Storia lesbica fra documentario e finzione

L'altra metà dell'amore
di Lea Pool, Canada, 2001

When the Night is falling
(Quando cade la notte)
di Patricia Rozema, Canada, 1995

La repetition
di Cristine Corsini, Francia, 2001


Storia del cinema lesbico negli anni '20 e '30

 

 

 

Le grandi attrici dirigono lo sguardo

Borderline

Louise Brooks

Greta Garbo

Marlene Dietrich

Katherine Hepburn

 

 

In questo periodo altri film, a regia maschile, attraverso le relazioni spaziali fra donne suggeriscono il desiderio lesbico.

Dice Andrea Weiss (op. cit.,1992) che già dagli anni '20 alcuni film, rovesciando i generi e facendo vedere la trasformazione di una donna in maschio, servivano di base per commentare i privilegi degli uomini. Questi film tuttavia non implicavano l'identità lesbica.
Invece alla fine degli anni '20 altri film, usando immagini che rovesciavano i generi, ritraevano 'l'inversione' in una luce decisamente più seria.

<<La sottocultura gay degli anni '30 era ancora in erba e a essa si riferivano persone a cui era mancata l'autocoscienza di vedersi come gruppo di minoranza. La loro situazione non era la stessa delle minoranze razziali e etniche. Gli omosessuali e le lesbiche erano cresciuti/e in famiglie dove i genitori non solo non condividevano il loro stile di vita ma attivamente lo combattevano sorretti dalla legge, dalla psicologia, dalla religione e qualche volta dalla violenza. Per queste persone abituate a sforzarsi nell'autoidentificazione, le stars di Hollywood diventavano importanti modelli di formazione per l'identità gay.
[...]

Nel 1955 la Confidential Magazine pubblicò la storia di Marlene Dietrich, fino a quel momento mai raccontata. L'articolo elencava le svariate amanti dell'attrice. Se il pubblico comune si scandalizzò, molte lesbiche ebbero la conferma di quanto avevano sospettato.
[...]

Le notizie che, attraverso il gossip, sono di conoscenza comune nella sottocultura gay sono spesso completamente sconosciute fuori dall'ambiente omosessuale e se non sono sconosciute sono censurate. E' questa insistenza da parte della cultura dominante nel volere l'omosessualità invisibile e innominabile che ci autorizza a collocare la storia gay nel pettegolezzo, nelle insinuazioni, nei gesti fugaci e nel lingauggio in codice, segni che potrebbero essere riconosciuti come fonti storiche per considerare l'importanza del cinema e alcune immagini di stars, in particolare, per la formazione dell'dentità lesbica

Se queste attrici fossero lesbiche o bisessuali è assai meno rilevante di come le spettatrici lesbiche percepivano la personificazione, il personaggio delle stars.

Alcune attrici come negli anni '20, Louise Brooks, e successivamente Greta Garbo, Marlene Dietrich e Katharine Hepburn, spesso assumevano nei film interpretati gesti e movimenti che erano incongruenti con il contenuto narrativo e anzi ne minacciavano l'ideologia. L'immagine della lesbica esce anche da questi film; un'immagine chiamata a soddisfare le fantasie omosessuali di donne e uomini gay che vivevano la loro vita sessuale non pubblicamente e nell'oscurità delle sale cinematografiche vivevano fantasie complesse e sostenute dalle sovversioni visive al romanzo eterosessuale.