Donne e conoscenza storica
       

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di Dorothy Arzner

Filmografia e nuove tecniche

Bibliografia

The Wild Party

Storia del cinema lesbico negli anni '20 e '30

 


Cosa pensa e chi è Dorothy Arzner

Dorothy Arzner e Clara Bow

<<Miss Arzner ci disse che aveva vinto un (altro) interessante premio nel 1928: ad un festival internazionale del cinema delle donne a Londra vinse il suo primo premio per la sua prima regia, Fashions for Women (1926), con Esther Ralston nel suo primo ruolo da protagonista. Era compiaciuta del fatto che il critico del New York Times Brooks Atkinson avesse commentato "Se bisogna fare film sulla moda, li deve fare Dorothy Arzner".
Quando le fu dato il primo incarico da regista - in seguito alla sua implacabile insistenza - le affidarono una farsa francese, dicendole di tirarne fuori una sceneggiatura pronta ad essere girata in due settimane. Aveva già alle spalle quattro sceneggiature originali, una delle quali era divenuta il primo film della Columbia ad essere proiettato in una sala di prima visione. il suo entusiasmo di avere un film tutto per sè non conobbe confini. Preparò la sceneggiatura in due settimane, girò trenta inquadrature il primo giorno e finì prima del previsto.>> (Francine Parker, Approaching the art of Dorothy Arzner ,"Action", luglio-agosto, 1973.)
Fino al 1943, anno in cui si ritira dopo una polmonite, gira 17 film. E' stata anche una innovatrice e creatrice inventiva di nuove tecniche cinematografiche.

Altre notizie mettono a fuoco la sua personalità. Anzitutto la sua idea di regia.
<<La sua filosofia era chiara: "Mantenete il consapevole controllo del vostro mezzo, non fate nulla a casaccio.">>
"Intrattenere" significava per lei "sostituire", entrare cioè nelle teste altrui con le proprie asserzioni. "La macchina da presa non deve vagare, la mancanza d'intenzioni non può essere camuffata da stile, nè la prolissità può essere contrabbandata per profondità, o per poesia".>> (Francine Parker, id.)
La lesbica Dorothy Arzner mette in evidenza un sottotesto di relazioni lesbiche fra donne in The Wild Party con Clara Bow.
Dorothy Arzner era sentimentalmente legata alla coreografa Marion Morgan, che nel 1940 cura il musical Dance, Girl, Dance, e questa relazione era uno fra i dichiarati segreti di Hollywood.
Le figure femminili dei suoi film stanno apertamente fuori dai tradizionali ruoli femminili. Dorothy Arzner è infatti considerata una regista femminista; anche se non era l'unica regista di Hollywood è stata certamente la più famosa.
La prima critica femminista ha - secondo alcune interpretazioni queer -minimizzato il suo lesbismo, e alla fine degli anni '80 era considerata una lesbica immaginaria. Il sospetto era che nell'ambiente di Hollywood il suo aperto lesbismo, visibile nei capelli corti e nei completi giacca e cravatta che indossava, servisse a aprirle le porte di un settore dominato dagli uomini. Con gli anni si cominciò a spargere la voce di romantici legami fra lei e le attrici in cerca di carriera. Quello che si sa per certo è che Dorothy Arzner aveva una forte relazione con la coreografa Marion Morgan

Judith Mayne autrice della monografia dedicata alla regista (J.M., Directed by Dorothy Arzner, N.Y., Routledge, 1993) ha spiegato in un articolo (Lesbian Looks, How Do I Look? Ed. Bad-Object Choices. Seattle Press, 1991) il look androgino di Dorothy, fuori moda negli anni '70.
Per la biografa americana di Dorothy Arzner quanto è andato perso nelle discussioni su di lei sono state spesso le sue "relazioni erotiche con le donne" .

Mayne mette in evidenza il modo con cui si fa ritrarre la regista nelle pose delle foto pubbliche. Da una parte la regista vorrebbe farsi vedere in compagnia delle cineprese associata con la creazione di film e caratterizzata in questo senso come 'la regista' in un ruolo maschile. Dall'altra parte Arzner vorrebbe essere associata alle attrici di Hollywood sottintendendo la sua abilità a relazionarsi alle donne e ad essere una di loro. In entrambi gli esempi - è importante - che ci siano molti segnali accessibili agli spettatori per leggere come viene rappresentato il suo lesbismo. Sono comunque segnali che di solito sono avvolti nel silenzio e tenuti nello sfondo dell'invisibilità.