Donne e conoscenza storica
     


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Black Mamba, una donna, i suoi nomi e la molteplice personalità femminile.

di Emanuela Liverani

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L'archetipo cinematografico

I nomi e le fasi

Gli uomini e i padri

 

Gli uomini e i padri

In Kill Bill le donne hanno uno spazio privilegiato, gli unici personaggi raccontati, depositari di storie forti, traumatiche, intense. Gli uomini al loro confronto costituiscono al meglio passaggi, nel bene e nel male, della loro formazione, al peggio sono violenti, prevaricatori, persino macchiette da ridicolizzare finanche nei combattimenti brevi e dove appare indiscussa la superiorità della donna.
Inutile approfondire sulla specie di uomini prevaricatori, violenti, ecc. Tarantino ce li presenta in modo palese, come è altrettanto palese che essi sono i fautori di traumi infantili arrecati alle donne del film, come nella vicenda di O-Ren Ishii. Che siano stupratori di donne in coma introdotti da un infermiere che viaggia con un'auto chiamata Pussy Wagon, oppure jakuza giapponesi sterminatori di famiglie e pedofili, questi uomini sono come si vedono e hanno un compito preciso, esasperare le donne per farle divenire le loro peggiori nemiche.
Interessanti e quindi meritevoli di un'analisi anche perché chiariscono molto della protagonista sono gli altri, quelli che rappresentano le tappe fondamentali per la sua formazione.
Per Black Mamba/The Bride sono tre gli uomini della sua vita: Pai Mei, Hattori Hanzo e Bill.
Pai Mei è senz'altro il personaggio maschile più interessante, colui che appare in un momento cruciale del racconto partecipando alla seconda e più importante resurrezione della donna, l'incredibile uscita dalla bara seppellita. Il grande vecchio senza età e senza tempo - secondo quanto afferma Bill le sue gesta risalgono almeno al 1300 ca. -, autoesiliatosi in un tempio che può essere raggiunto superando migliaia di scale già prima dura prova per i suoi aspiranti allievi, è il maestro per antonomasia, il padre di tutti i padri, un dio della perseveranza e della forza di volontà cui pochi eletti possono accedere. Il suo essere atemporale, dall'aspetto trascendentale tanto simile all'Onnipotente, è incarnato in un corpo maschile come è tradizione che sia; il potere, dio stesso è pensato e voluto uomo, ma egli infine esiste in quanto materia metafisica, prima e indispensabile forza che muove il corpo. Impietoso, severo, "odia i caucasici, disprezza gli americani e ha disistima per le donne", Pai Mei pretende ciò che appare impossibile, eppure la donna supera ogni prova sino a divenire la prediletta dell'uomo/dio, colei, l'unica, cui egli può svelare il segreto della tecnica dell'esplosione del cuore con cinque dita. Pai Mei come padre per eccellenza, padre come può esserlo un mito/dio dalla millenaria cultura cinese (per inciso odia anche i giapponesi, e, a parte le donne, il suo odio è giustificato dalla Storia, unico portato umano del divino).
Hattori Hanzo, sublime artigiano giapponese, è invece perfettamente umano. Costruttore di spade straordinarie, il meglio in assoluto, un maestro dell'uso dell'arma, Hanzo si cela nelle vesti di comune negoziante dopo aver rinunciato definitivamente a realizzare micidiali strumenti di morte, cedendo a Black Mamba/The Bride dopo aver conosciuto l'obiettivo principe della sua vendetta, quel Bill che pure è stato suo allievo e da cui probabilmente è stato tradito. Sembra che ormai per Hanzo esista una differenza fondamentale tra la vendetta, pur sempre un motore significativo per uccidere, e l'omicidio per interesse. Il ruolo di Hanzo non si limita alla costruzione di una spada particolarmente eccezionale, egli completa il sapere della donna trasmettendogli la saggezza che deve muovere una sua arma, la stessa che ne costituisce l'unicità.
Bill, primo dei maestri di Black Mamba eppure privo della statura variamente trascendente degli altri due, è innanzi tutto l'amante della donna e l'uomo per cui ella lavora, il capo della DIVAS, una persona guidata da sentimenti contrastanti eppure sempre coerente con la propria natura di killer cui non sembra voler apportare nessun cambiamento. Se solo un essere umano può tradire (come Elle Driver ha tradito Pai Mei, e non a caso una donna dal carattere mascolino), Bill tradendo Black Mamba/The Bride aggiunge alla natura umana l'impietoso agire del killer cui l'amore non costituisce deterrente. Per la protagonista, Bill è l'amore, totale, pericoloso, passionale all'apparenza come un iceberg ma esplosivo al punto da divenire distruttivo; Bill, infine, è il padre di sua figlia.
Se notiamo che tipo di uomini determinano il carattere della protagonista, ci accorgiamo che sono tutti più anziani, di molto nel caso di Pai Mei. Sono uomini che con evidenza fungono da padri. Non conosciamo nulla di Beatrix Kiddo (persino nel flash della scuola appare come adulta), nessun particolare dell'infanzia, niente ricordi che non superino la soglia della nascita di Black Mamba, siamo autorizzati persino a pensare che il vero nome non sia nemmeno tale. La vita della donna è quella che vediamo e l'unico padre - se escludiamo il valore aggiunto che Bill costituisce nella vicenda della protagonista - presente nel film è un cartoon. La vicenda di O-Ren Ishii, la killer capomafia giapponese, è il solo racconto su un'infanzia tragica che determina la rabbia violenta delle donne del film, un episodio che la dice lunga sui motivi per cui gli uomini in genere rivestano un ruolo marginale.
Il carattere misogino degli uomini, pronti a notare la bellezza di una donna (come Budd nei confronti di Black Mamba/The Bride, oppure come Bill stesso) per poi deturparla, li conducono a provocarle sofferenza. Seppure l'ambiente in cui si muovono i personaggi del film sia del tutto particolare, è questo il mondo rappresentato come reale mentre quello di Tommy Plympton sembra irreale e destinato a soccombere. Bill, Budd e via via in modo decrescente tutti gli altri - tranne Hanzo, sorta di equilibrio tra Pai Mei e Bill -, hanno disistima delle donne - ma non nel modo di Pai Mei -, le posseggono, le considerano nemiche da eliminare o da rendere aliene alla femminilità percepita come pericolo per loro stessi e come ostacolo per divenire vere killer. Un mondo al maschile dove Black Mamba/The Bride sembra lottare non solo per vendicare la figlia ma anche se stessa come donna autonoma e liberata da lacci millenari.
La guerra in corso sembra infine essere quella tra i sessi, su cui pesa un'incomprensione insuperabile, mentre le donne, pur nemiche tra loro, trovano il modo per capirsi vista l'esperienza che nonostante tutto hanno in comune. Così la protagonista è risparmiata da una killer appena accertato che è incinta - non è così per Bill che non esita a spararle in testa -, Black Mamba/The Bride tenta di risparmiare a sua volta Go Go Yubari, la teenager guardia del corpo di O-Ren, e comprende la possibilità che Nikki, la figlia di Vernita Green, possa vendicarsi in futuro della morte della madre. Le donne riescono sempre a trovare un punto d'incontro, una stima reciproca pur rimanendo acerrime nemiche, come dimostrano i due maggiori duelli del film, quello straniante, poetico seppure orrorifico con O-Ren Ishii, quello rabbioso, potente con Elle Driver.

L'amore o l'impossibilità di essere ciò che si è

Se, come afferma Tarantino, il primo volume è l'intelaiatura della struttura che si compie nel secondo, l'ultima parte di Kill Bill chiarisce le tappe del viaggio di Black Mamba/The Bride la cui conclusione deve giungere sotto il segno dell'amore, quello infine soddisfatto dalla maternità ritrovata, quello impossibile e crudele tra lei e Bill. E' la storia di Emilio, il pesce rosso di B.B., a rivelare la natura del secondo.
Bill, raccontando a Mommy la scoperta del concetto di morte fatto dalla figlia, mentre da bravo padre prepara il sandwich a B.B. (rigorosamente con un coltellaccio inquietante) scopre i propri sentimenti nei confronti della donna. Per B.B. uccidere Emilio è stato un atto involontario dettato da una natura che riflette solo dopo aver provocato dolore e morte, un atto che non preclude a chi lo compie l'affetto nei confronti della vittima. B.B. vuole bene a Emilio eppure lo uccide. Lo afferma lo stesso Bill, " Io volevo bene alla mamma ma ho fatto alla mamma quello che tu hai fatto ad Emilio", confessando a B.B. il motivo per cui la madre ha "dormito" per così tanto tempo; e alla domanda della figlia se non si fosse reso conto di quello che faceva come lei con Emilio, l'uomo risponde affermando che ne era cosciente, aggiungendo "Quello che non sapevo, quando le ho sparato, è cosa sarebbe successo a me".
Il finale di Kill Bill è palese, dichiarato, rinunciando in tal modo a lasciare che il film sia una storia di vendetta senza esplicarne il postulato.
Si apre in modo diretto la riflessione sulle complicanze portate dall'amore quando esso è praticato da persone che non rinunciano alla propria natura. Il killer, figura che Tarantino sa raccontare come nessun altro offrendogli uno status umano con tutto ciò che ne consegue, è l'esemplificazione massima della tendenza ad uccidere chi si ama, quando l'abitudine ad agire senza filtri difendendo la coerenza di chi non accetta correzioni al proprio carattere lo solleva dall'onere dei passaggi ipocriti che l'amore richiede. Io ti amo, tu mi tradisci, io ti uccido. Semplice.
L'incontro tra i due amanti è finalmente motivo di chiarimento, per loro, per noi, ma un chiarimento vero e proprio richiede sincerità e Bill, non fidandosi della donna, spara una freccia con il siero della verità sul ginocchio di Mommy per sapere cosa pensa Beatrix, la donna nascosta tra varie identità, tra varie incarnazioni dei ruoli che l'esistenza ci induce ad interpretare. Perché è in Beatrix Kiddo, la donna che ha amato e ama ancora nonostante tutto Bill, e solo in questo luogo misterioso che l'uomo può conoscere i veri sentimenti della donna.
Nel frattempo, mentre il siero comincia a fare effetto, Bill compie il discorso che secondo lui svelerebbe il tradimento che ritiene più feroce, quello verso se stessa, portatore a sua volta del tradimento verso di lui. La similitudine tra Superman e Black Mamba è uno dei tocchi geniali di Tarantino, capace di far disquisire i suoi personaggi di io e inconscio usando uno dei più famosi eroi dei fumetti. Bill afferma che contrariamente agli altri Superman è l'unico ad essere in natura Superman il cui alter ego è Clark Kent, identità sotto cui si nasconde tra gli umani assumendo un comportamento debole e vigliacco; in tal modo, Clark Kent rappresenterebbe la critica di Superman alla razza umana. Black Mamba può sforzarsi di essere la moglie di Tommy Plympton, prendendo l'identità di Arlene ma essendo nata Black Mamba - di cui Beatrix Kiddo è solo un aspetto della sua natura - la mattina si sarebbe svegliata come Black Mamba.
Beatrix, pur annuendo con sofferenza, conferma la volontà di far emergere la parte ragionevole di sé, quella che noi già sappiamo, ossia desiderava per sua figlia un ambiente "pulito, onesto e innocente" opposto al mondo che Bill gli avrebbe prospettato, un ambiente in cui la bambina vede in vhs Shogun il vendicatore, in cui si parla di morte e omicidio, in cui il gioco è un duello all'ultimo sangue. Tutto giusto, comprensibile, eppure Bill è convinto che un killer rimane un killer il cui amore è totale e pericoloso se tradito. Ecco le frasi chiave che portano il misterioso Bill a spiegarsi secondo la sua ottica: "Tra parentesi far credere a qualcuno che è morta la persona che ama quando non è così è una cosa molto crudele", "Ho reagito male", "Io sono un killer, un assassino bastardo, tu lo sai, e ci sono delle conseguenze quando spezzi il cuore a un assassino bastardo".
Il termine killer assume un significato più ampio di quello che generalmente propone, ossia di colui che colpisce l'altro persino in amore per difendere la propria natura, come lo scorpione della famosa parabola non può mantenere la parola data e uccide. L'ostacolo principale tra Bill e Black Mamba è la frattura causata da una crescita personale resa indipendente dalla staticità dell'altro, una rottura ormai irreparabile. Tra questa coppia atipica non esistono parole d'amore atte ad esprimere il sentimento, ma soprattutto uno dei due non accetta l'amore come un limite alla propria natura, e il più tragico errore della donna è stato pensarsi particolare per Bill al punto da ritenersi esente dal solito agire dell'uomo. Bill è lì uguale a se stesso, monolitico, e parla come se nulla fosse accaduto, nemmeno quel cambiamento che afferma essere maturato in lui dopo aver sparato alla donna amata. Se l'amore per farsi pretende dei cambiamenti, Bill ha peccato, è stato l'uomo per eccellenza, così restio in genere al mutamento che invece la donna vede con timore ma affronta con coraggio. Bill ha cercato in Black Mamba/The Bride se stesso e quando infine ha perduto questa illusione l'amore è caduto nel vortice del suo contrario, se è vero che amare vuol dire ricerca e accettazione dell'altro.
Precedentemente abbiamo parlato di passione mascherata da iceberg, ed, in effetti, la continua ricerca dell'altro, pur mossa nella sua esplicazione evidente dal contrario della ricerca amorosa, si rivela passione intensa, un avvicinamento verso un compimento sentimentale di cui le modalità sono però ormai conosciute a causa della seconda frattura operatasi nella coppia, il tentato omicidio di Bill. L'evidenza della differenza tra il modo in cui Bill vede Black Mamba e quello che lei è realmente, appare chiaro con il suo pianto disperato quando vede morire Bill, a cui per un (in)comprensibile atto romantico ha riservato la tecnica dell'esplosione del cuore (canonica residenza dei sentimenti) con cinque dita. Una morte speciale per un uomo speciale. Bill non ha saputo darle lo stesso rispetto.
La natura della personalità di Black Mamba/The Bride non è come l'aveva supposta Bill; la donna ha iniziato il suo mutamento con la maternità che ha scomposto le sue priorità - e i numerosi nomi ci indicano che il mutamento si sarebbe in ogni caso compiuto, come un'inevitabile aspetto della sua personalità -, e la conclusione della vicenda con un'instaurazione del nucleo famigliare completamente femminile sembra affermare che le donne, se costrette dalla vita, possono decidere di fare a meno degli uomini, scegliere di liberarsi del concetto tradizionale di famiglia se questo significa fallimento, se gli uomini incontrati sono come quelli di Kill Bill. Un'esagerazione? Non potrebbe essere altrimenti visto che Kill Bill è un film estremo e forse una storia non comune ci dice più di qualsiasi raffinata espressione dell'animo umano, soprattutto se questo animo è di una donna contemporanea, quella che accusa gli uomini di poco coraggio e che è accusata da questi di inibirli per l'eccessiva intraprendenza, in una parola della trovata autonomia decisionale priva di sensi di colpa circa il proprio destino finanche sentimentale.