Donne e conoscenza storica
     


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Black Mamba, una donna, i suoi nomi e la molteplice personalità femminile.

di Emanuela Liverani

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L'archetipo cinematografico

I nomi e le fasi

Gli uomini e i padri

 

 





 

L'archetipo cinematografico

Al principio c'è il sentimento di vendetta, una spirale cui si partecipa senza farsi particolari domande ma che presuppone una razionalizzazione delle strategie e una preparazione psico-fisica precisa. Di personaggi pronti ad agire in tal modo il cinema, come la letteratura, possiede un patrimonio consistente da cui possiamo trarre gli archetipi di Black Mamba/The Bride.

Per circoscrivere gli esempi al cinema - personaggi originali che prendono in ogni caso forma dalla letteratura scritta, dal mito e quindi dalla tradizione orale - troviamo sin dalla sua origine l'eroe solitario in cerca di giustizia. Con gli anni Sessanta emerge con prepotenza un nuovo genere di eroe dalla moralità contraria ai canoni tradizionali ormai ribaltati ufficialmente da un movimento che tenta di svelare i meccanismi ipocriti dati da dogmi condivisi senza troppa convinzione, in eterno contrasto con una comunità di cui rivela le doppiezze e la sua reale natura. E' la rivincita dell'antieroe, un uomo che conosce perfettamente i propri nemici poiché un tempo ha aderito al loro principio, ora glorioso baluardo del fai da te.
L'antieroe nel cinema abita i generi più disparati negli anni della cosiddetta controcultura, esce dal luogo in cui è stato rilegato sino allora quale personaggio negativo, e, approfittando dei "ribelli senza causa" tanto amati dai giovani negli anni Cinquanta, libera il suo carattere contraddittorio, discutibile, fatto di ombre e luci, in una parola umano, per invadere il cinema intero privilegiando quei generi - il noir come il nuovo western - in cui a nessuno verrebbe in mente di psicoanalizzarlo. L'antieroe non cerca comprensione, semmai complicità.
Che sia il protagonista di Yojimbo (Akira Kurosawa) o quello chiamato dagli altri Joe, eppure mai autoidentificatosi come tale (come The Bride in Kill Bill), di Per un pugno di dollari di Sergio Leone , i più noti degli archetipi, l'(anti)eroe si trasforma in un senza nome apparso, e sembrerebbe anche nato, dal nulla, insieme di caratteristiche asociali di cui la biografia personale rimane sconosciuta o emergente a pezzi difficili da ricomporre. Personaggio che percorre facilmente le strade dell'occidente e dell'oriente, l'eroe/senza nome/leggenda/mito può agire per vendetta o per interesse a volte riscattando la semplice sete di denaro con una presa di posizione finale del tutto inaspettata. Molteplici le motivazioni e quindi il ruolo ricoperto da questo tipo di (anti)eroe le cui radici sono sempre da collegare a quegli eroi popolari di cui le popolazioni di tutto il mondo hanno raccontato le gesta, trasformatosi nel tempo e secondo le circostanze, divenendo alfine eroe con macchia nel racconto moderno della letteratura scritta e del cinema.

Il luogo in cui tale personaggio si muove e agisce è però totalmente maschile, in cui le donne vi appaiono come naturale corollario dei loro incontri, necessaria presenza, raramente compiuta nell'amore, delle vicende di solitari e rudi uomini messi al confronto con i loro atti, il loro passato (in cui spesso le donne sono parte fondante delle motivazioni che li spingono ad agire) e con un presente spesso misogino. La donna acquisisce nella tradizione un ruolo simile, come nel caso di molte fiabe, solo a patto di mascherarsi da uomo, quindi rinunciando se non altro al suo apparire femminile.
Kill Bill acquisisce l'esistenziale degli (anti)eroi maschili creando una miscellanea in cui oriente e occidente, filosofia della vita e forza fisica, fascino e superamento di esso per l'importanza dell'agire, amore e odio, producono un genere di eroina femminile atipica, almeno dalle nostre parti. Tarantino dichiara di essersi ispirato ad un precedente, Coffy di Jack Hill del 1973, un film del genere blaxploitation (film sui e per gli afroamericani, parto di quegli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta impegnati nei diritti civili e nella fondazione di gruppi come i Black Panther). La protagonista è l'infermiera Coffy (Pam Grier, altra icona tarantiniana messa di nuovo in auge con Jackie Brown) fintasi prostituta per vendicare la sorella che alcuni criminali hanno reso tossicomane, in una incredibile escalation di sangue e superamento dei livelli di difficoltà (gli uomini da eliminare sono sempre più forti e potenti). Coffy però non ha la statura mitica di Black Mamba/The Bride.

La protagonista tarantiniana raggiunge l'olimpo della leggenda, un luogo per nulla paradisiaco, alla pari con gli uomini, anzi meglio degli uomini. Si libera dell'identità percorrendo un cammino che trascende se stessa universalizzandolo, fa della sua storia un epopea del coraggio, dell'astuzia, persino dell'omicidio perpetrato senza alcuna remora, ma con una marcia in più rispetto ai suoi colleghi: il patrimonio esistenziale comune agli altri si confonde e nutre con quello femminile rendendo il suo ruolo unico. Non è tutto. Black Mamba/The Bride ha un sapere a molti precluso, è l'unico essere umano a cui il pluricentenario Pai Mei svela il suo segreto, una tecnica omicida che presuppone una mente superiore, un'apertura verso il divino. Il mito dell'(anti)eroe si veste di femminilità e di trascendente.

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