Donne e conoscenza storica
     

 

torna all'inizio Afghanistan Unveiled regia di Brigitte Brault e Florent Milesi

 

L'accostamento fra le giovani coraggiose giornaliste che vogliono conoscere e sapere cosa sta accadendo e le altre, silenziose e avvolte nel burka azzurro, che se ne stanno in cima a un mulo in coppia ridotto harem di quello che tira la briglia, suscita una sensazione di insopportabilità che va ben oltre lo sdegno morale sui pur sacrosanti diritti dell'uguaglianza fra gli esseri umani scritti e descritti dalla filosofia illuminista e qui disattesi.

Sono inaccostabili le donne Kuchi, una tribù migrante che le giornaliste vorrebbero intervistare. Gli uomini dicono che alle donne Kuchi non piace farsi riprendere.

La prima donna intervistata è Zainab, la matriarca, l'anziana che guida il gruppo degli Hazari. Vivono nelle grotte delle montagne della Bamian Valley - quelle dove i taleban avevano fatto saltare le statue del Budda alte più di 50 metri. Le condizioni di povertà che denuncia Zainab sono terribili, vivono nelle grotte, distrutta la casa, mangiano solo verdure e pane, la carne sono anni che non la vedono, l'acqua che possono usare è gelata, riescono a lavarsi e a fare il 'bucato' solo quando c'è il sole, dopo che l'acqua è stata tutta la mattina a scaldare. Non hanno quasi niente, se non qualche pentola e i vestiti, Zaynab tiene duro per questi bambini, queste giovani donne dice perchè possano sopravvivere e non smette di lottare, di girare fra uffici e enti a chiedere soccorso per il suo popolo, sono donne e bambini, gli uomini sono stati sterminati nel periodo dei talebani.

Ci sono anche le vittime non solo del disastro economico e politico. Una giovane donna racconta che un talebano, un comandante molto più vecchio e già maritato la voleva sposare. Lei si era rifiutata, era stata minacciata di sevizie, di stupro e di morte. Non è più uscita di casa e ancora adesso vive la sua vita nella paura .

Il finale del documentario è in un paese in festa che le riceve e per la prima volta incontra forestiere, uomini e donne dicono che sono contenti e che a loro non manca niente. Come dire: più lontani sono gli ingressi esterni e meglio conserviamo la sopravvivenza e quello che è il benessere soggettivo.