Donne e conoscenza storica  

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Scheda di Nilde Vinci
I film a Regia Femminile nella stagione cinematografica 2000-2001.

L.M. è autrice di:

Laura Modini, L'Occhio delle donne. Le registe e i loro film: 1896 - 1996, Associazione Lucrezia Marinelli, Sesto San Giovanni, 1995 (stampato in proprio, in vendita alla Libreria delle Donne di v.P.Calvi, 9, Milano)

 


MIRA NAIR

Un brevissimo profilo, la sua filmografia, l'intervista rilasciata a Tele+ durante il Festival di Venezia 2001.

di Laura Modini

 

La regista indiana ha vinto il Leone d'Oro per la 58 Mostra d'Arte del Cinema di Venezia 2001

NAIR, MIRA - Indiana, nata nel 1957 a Bhubaneswar nell'Orissa (India). Cresciuta in una scuola cattolica sull'Himalaya. Ha lavorato per tre anni in una compagnia teatrale di New Delhi prima di partire all'età di 18 anni per l'America dove ha studiato alla Harvard University e iniziando a girare documentari. Nel 1979 il suo primo film tesi di laurea, un ritratto di una tipica comunità mussulmana di Nuova Delhi. Nel 1982 il secondo film, puntato sulla vita di un indiano a New York con il mito americano dell'India e nello stesso tempo la solitudine di chi è costretto a vivere tra due culture. Nel 1994 è tornata a vivere a Bombay. Sposata con un americano che cura il montaggio e la produzione dei suoi film divide la sua vita tra gli Stati Uniti e l'India.

Filmografia:
1979 Jama Masjid Street Journal DM
1983 So far from India DM
1984 Women and Development DM
1985 India Cabaret DM
1987 Children of desired sex DM
1988 Salaam Bombay
1991 Missisipi Masala
1994 Famiglia Perez (La)
1996 Kamasutra
2000 Monsoon wedding

INTERVISTA A MIRA NAIR


Intervista rilasciata a Venezia per Tele+.

L'intervistatore fa riferimento all'ultimo film della regista, MONSOON WEDDING
In concorso alla mostra del cinema di Venezia 2001.
Il film girato in India, nella regione del Punjiab, capitale Bombay, racconta i 4 giorni di preparativi di un matrimonio in cui una famiglia si riunisce dopo tanto tempo.
Il film è una commedia e mette in luce aspetti privati familiari ma anche sociali, sempre con tocco leggero anche nei momenti più drammatici.

L'intervistatore chiede a Mira Nair il significato del nome MIRA.

La regista, una stupenda donna indiana, con un sorriso ampio e malizioso risponde:

"Mira è il nome di una principessa di una leggenda indiana, una donna eccezionale, che scelse di lasciare il marito e i figli per una grande passione, l'amore per il dio Krishna. Per Krishna, Mira compose dei canti devozionali che uniscono l'aspetto divino e quello erotico.
Credo sia un nome giusto per me che sono una persona molto appassionata."

L'intrvistatore chiede se è vero che gli indiani del Punjan hanno un carattere simile agli italiani.

"Sì è vero. Io amo molto l'italia perché c'è un grande amore per la vita, ed è lo stesso spirito in cui sono cresciuta.
Nel Punjab ogni cosa che facciamo la facciamo al massimo. Cerchiamo di vivere la vita nella sua pienezza, perché crediamo che questa vita terrena è tutto quello che abbiamo.
La vita nel Punjab è fatta di musica, di balli, di cibo e di whisky.
Ecco perché un matrimonio nel Punjab è come un baccanale.
Siamo come i napoletani.
Ecco perché in Italia mi sento a casa."

L'I. accenna al fatto che il film parla di una famiglia, ma soprattutto perché è fatto con la sua famiglia.

"Ogni oggetto presente nel film appartiene alla mia famiglia: la biancheria, i dipinti, i gioielli, i sari.
Mia madre non ha nulla da indossare per la passerella qui a Venezia. Tutti i suoi sari sono nel film, quelli che vedete nel film sono proprio i suoi vestiti."


L'I. chiede l'importanza nella musica in India.

"In India non possiamo vivere senza musica. La musica attraversa tutti i momenti della nostra giornata. Anche quando non abbiamo gli strumenti li simuliamo con la nostra voce e questo si vede bene nel film.
I film di Bollywood cioè i film indiani più commerciali a volte possono avere anche 21 canzoni al suo interno.
Io non faccio quei film, anche se mi piacciono.
Monsoon Wedding è la mia visione personale del cinema di Bollywood."

L'int. constata che il cinema indiano è l'unico che riesce a resistere allo strapotere del cinema hollywoodiano.

"Noi siamo riusciti a creare un nostro vocabolario cinematografico nazionale. Prendiamo aspetti da ogni parte del mondo, ma poi li riadattiamo alla nostra maniera.
Questo è il segreto di Bollywood per me."