Donne e conoscenza storica

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Le frontiere delle streghe volanti

di NORMA RANGERI da Il Manifesto 6 luglio 2001

In questi tempi smemorati ecco una storia rara e affascinante della seconda guerra mondiale, quella del Reggimento 588 delle forze armate sovietiche, conosciuto come il reggimento de Le streghe della notte (questa sera a Frontiere, Raiuno ore 23). Pilote, navigatrici, meccaniche di un reparto solo femminile, ritrovate, per caso e per passione, dalla giornalista Emanuela Audisio girando per i mercatini russi dove, tra l'altro, si vendevano foto di donne in uniforme. Un indizio che ha portato alla realizzazione di un documentario che propone, in modo semplice e intenso, una prima lettura di un materiale storico importante.
Nina, Raissa, Maria, Olga, Tatiana, Nadia sono state, insieme a tante altre, le prime a fare la guerra volando. E' il 4 ottobre del '41 quando Stalin firma l'autorizzazione a farle andare in prima linea. Loro sono pronte: a calzare gli stivali numero 43, a indossare le divise over-size da uomo, a tagliare i capelli tra le lacrime, a salire su aerei biposto per andare a buttare le bombe, sempre e solo di notte (da qui il nome di "streghe della notte"), contro i tedeschi.
Gli uomini le prendevano in giro per quegli aerei "da campi di pannocchie", aerei piccoli, silenziosi, che volavano a bassa quota. Dopo tre anni, dopo mille e cento notti, dopo essere arrivate fino a Berlino, delle 260 pilote tornarono a casa in 112. Il reggimento si sciolse e loro ricominciarono la vita civile. E dal 45, ogni anno a maggio, si ritrovano per ricordare.
Il documentario le mostra nelle foto, in filmati sugli aerei, ne ascolta le testimonianze, ricche di quei racconti di guerra che di solito fanno i nonni e i padri. Nelle loro parole ci sono le bombe ma anche le poesie, il paracadute usato per fare mutande e reggiseni (che l'equipaggiamento militare non prevedeva), la stella rossa disegnata in cielo durante le parate e, insieme, il ricordo degli amori intrecciati al fronte. Come dice lo scrittore Luis Sepulveda, autore di un racconto dedicato a una di loro, sono "donne con occhi diversi".
nrangeri@ilmanifesto.it