Donne e conoscenza storica  

 

 

 

 

La Donna nella Resistenza

La storiografia femminile sulla resistenza con La resistenza taciuta di Rachele Farina e A..Maria Bruzzone raggiunge un obiettivo di coscienza. In questo libro le donne mostrano la partecipazione attiva alla Resistenza. Una attività che dopo la guerra era stata consapevolmente rimossa e consegnata alla rappresentazione degli uomini. In queste pagine Giulia Fabbri studentessa della III liceo classico ( 1998/1999) di una scuola cattolica torinese, descrive con sinteticità una visione delle donne resistenti, aggiornata sulle problematiche suscitate dal dibattito storiografico. Interessante è la bibliografia di riferimento e i testi usati, le testimonianze di alcune donne, fra le quali Ada Gobetti. E quindi alcuni film e con una attenzione notevole rivolta ai filmati girati da Liliana Cavani "La donna nella Resistenza " del 1965 e da Anna Gasco "La guerra alla guerra " del 1995. L'identificazione delle donne della Resistenza esce dal confronto con le fonti. Le donne non sono piu' nella zona grigia che fa da corollario al protagonismo maschile del guerriero. Partecipi e attive seguono più un impulso alla libertà che un ordine politico. Preciso arriva il commento:

<< Risulta evidente che un aiuto considerato dalle stesse protagoniste come "naturale " trova difficoltà ad essere formulato storicamente in modo ufficiale. >>

L'intenzione è esplicitata:

<<Mi propongo a questo punto di ricavare l'immagine complessiva fornita dal mezzo filmico riguardo all'azione della donna nella Resistenza prendendo in esame trasversalmente i due documentari secondo tre filoni tematici di indagine: la scelta , le modalità dell'azione e la prospettiva dell'emancipazione.>>

La conclusione fa esistere una prospettiva nuova che Giulia Fabbri chiama emancipazione e lotta per i diritti ma che interrogherei invece come segno piu' profondo della differenza femminile. Nell'eccezionale produzione di volantini e periodici come "Noi Donne "

<< vi si scorge la chiara consapevolezza di una propria battaglia da combattere accanto e oltre quella nazionale condivisa coi compagni in maniera indissolubile e quando alla fine del '44 si prospetta la perdita degli aiuti alleati e si percepisce più nettamente l'essenzialità dell'organizzazione che ha costato tanti sacrifici e sforzi, allora compare nei ciclostilati una presa di coscienza totalmente nuova: vi si legge: "Rivendichiamo l'onore di partecipare sempre più decisamente alla Liberazione, intensificando l'attività nei Gruppi per ottenere la rappresentanza in tutte le giunte comunali come primo passo verso la partecipazione femminile alla vita e all'opera di ricostruzione del paese ". >>

http://www.istitutosociale.it/licei/materiali_licei/storia_filosofia/donne/donne_resistenza.htm

La condizione della donna nel '900: un'esperienza didattica a Roma

Accolta fra le pagine del Paese delle Donne corredata di una bibliografia in questa pagina è raccontata molti sinteticamente un'esperienza di gruppo di lavoro svolto all liceo "Morgagni" di Roma, nell'ambito della autogestione dal 25 novembre al 7 dicembre 1995. Anche in questa esperienza il tema delle donne del fascismo e nella Resistenza è al centro dell'attenzione. Ed è stato visto il filmato di Liliana Cavani.

http://relay.isinet.iunet.it/PdD/num4/900.htm