Donne e conoscenza storica  

 

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Venezia 2001

 

sta in Il Manifesto 31,8,2001
"Acqua e sale" l'avventura dark della regista portoghese Teresa Villaverde, sezione Cinema del presente. Con Galatea Ranzi
di MARIUCCIA CIOTTA - INVIATA A VENEZIA

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Questa fragranza della "prima volta" nel guardare senza vergogna, sfacciatamente, il sesso e il cinema è l'ingrediente del film di Teresa Villaverde, più che una promessa del cinema portoghese, Agua e sal (Cinema del presente). Esordio nel 1991 con A Idade maior, Villaverde ha diretto nel '94 Tres irmaos e nel '98 Os mutantes. La sua Acqua e sale ritrova, dice la regista, "la libertà che avevo perduto", un modo di girare senza limiti, decisi a "fermare il tempo". E il tempo si cristalizza sullo schermo buio di questo film come gli altri autobiogiafico, dominato dal corpicino di una bimbetta bionda dal cognome famigliare, Villaverde Jost (John Jost, il cineasta americano, da cui si è separata dolorosamente). A fare da cerniera tra i pensieri notturni e l'ultraluce atlantica dell'Algarve, dove si svolge il film (località Cabanas) all'estremo sud del Portogallo è la faccia geometrica e perfetta di Galatea Ranzi, grande attrice di teatro, sublime anche se doppiata. Ana si è divisa dal marito (Joaquim De Almeida) e soffre per la lontananza della figlia. Improvvisamente single, si guarda intorno e vede spuntare dalla sabbia anime in pena come la sua, nomadi e naufraghi, blindati in una immensa nostalgia, che arrivata a 20, come le dice un sconosciuto, fa morire di dolore. Forse più che nostalgia, è saudade, rimpianto di qualcosa che non c'è mai stato o non c'è più. E allora Ana vaga sulla linea del mare, e la sua storia si mischia con altre storie, quella di un ragazzo che aspetta davanti alla porta chiusa di vedere la sua amata, "sequestrata" dai parenti dopo una storia forse di incesto. Anche lì un bambino è scomparso, e la giovanissima madre sta morendo di nostalgia. Il misterioso e tenebroso uomo salvato da una moto acquatica (Alexandre Pinto), l'amica del cuore (Maria De Medeiros), il saggio e protettivo ex-amante (Chico Buarque, il divo cantautore brasiliano, bellissimo)... tutti girano intorno ad Ana, che Teresa Villaverde immagina uguale a se stessa, disposta a tacere su un delitto (avverrà su una barca, di notte) pur di liberare quelle creaturine fragili, bambini, adolescenti e cineasti, dalla tirannia della luce, della velocità e della narrazione