Donne e conoscenza storica
         

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Bibliografia e antologia di testi

1993: un anno di produzione femminile

Dieci anni fa: Lezioni di piano di Jane Campion, 1993


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Ada McGrath, una bravissima Holly Hunter, non parla dall'età di sei anni, dalla sua bocca esce solo il respiro, alla morte l'ultimo respiro sarebbe anche la sua ultima parola, e avverrà se si metterà nella mente, come dice il padre, di fermarsi di respirare. E' facile capire che Ada è una isterica secondo la psicoanalisi. Silvia Vegetti Finzi dice che per Freud godrebbe del <<beneficio del sintomo>>, una condizione di afasia non intenzionale comunque <<voluta in modo razionalmente incontrollabile>>.

La giovane donna suona con grande passione e così non si sente muta, in compagnia della musica compie lunghi viaggi fatti di parole e di suoni. Aveva sposato il suo insegnante di musica, rimasta vedova con la figlia di cinque, sei anni il padre la sposa a un colono scozzese che vive in Nuova Zelanda. Così arrivano lei e la figlia sulla nuova terra con numerosi bagagli, una gabbia di galline e un ingombrante pianoforte corredato perfino di sgabello. E' uno degli oggetti importanti del film: ha le gambe fasciate come si usava pudicamente fare ai tavoli in epoca vittoriana (foto 2).

E' il 1853. La Nuova Zelanda è divenuta colonia inglese nel 1841. Madre e figlia scendono a terra sollevate a braccia e depositate sulla spiaggia perché le onde sono troppo alte per approdare. La scena è bellissima e carica di emozione; entriamo in contatto con i Maori, che tengono sollevate la madre e la bambina, sostenendole per le mani. Sono i nativi che fanno i lavori di fatica.

Queste donne e questi uomini, veramente interessanti, accompagnano il film guardati da Jane Campion in un modo speciale. La regista in un'intervista ha infatti dichiarato che la prima ispirazione alla sceneggiatura, sulla quale ha lavorato cinque anni, gliel'ha data questa popolazione indigena, al suo rientro in Nuova Zelanda. Dichiara di averli protetti nel film perché non si dicesse che lei volesse capirli, che era stata così brava a coglierne lo spirito.

Donne e uomini maori sono semplicemente immessi nel film con simpatia. Questa scena è importante, quindi, perché gli indigeni vestiti a metà con i vestiti tradizionali e poi con pezzi sparsi dell'abbigliamento inglese vittoriano, accolgono le due donne portandole quasi in trionfo sulla nuova patria, anche se con distaccato humor.

Le scene che seguono sono inventive e cariche di grazia. Le due donne passano la notte sole sulla spiaggia, appoggiate al piano (foto 1). Dopo il pianoforte la regista si gioca subito un altro degli oggetti che caratterizzano il film: la crinolina di Ada. E' l'unico capo di vestiario per cui si differenziano la bambina e la madre; in testa hanno un cappello simile a tesa larga per guardare senza essere viste
(foto 4) - (foto 7).

L'intelaiatura della gonna, illuminata con la lampada a petrolio, diventa un riparo per la madre e la bambina, Flora; intorno a loro la sabbia e l'Oceano Pacifico, sullo sfondo le montagne scure, i sentieri e la foresta. All'interno nascosti ci sono i villaggi.

Queste scene bellissime in riva al mare le rivedremo ancora due volte. Dopo la notte c'è l'incontro con Stewart, il marito, che accorre per portarle a casa, il piano rimane - con grande angoscia di Ada - sulla spiaggia deserta perché non ci sono uomini sufficienti per spostarlo fino al villaggio. Dopo qualche giorno, Ada si rivolge a George Baines. L'attore è Harvey Keytel che la regista dice di avere scelto perché aveva sentito l'irresistibile bisogno di chiamarlo per questa parte, inoltre Harvey e Holly sono attori abituati al cinema indipendente.


George Baines è un bianco assimilato, possiede di terre, forse è un sangue misto, ha una moglie che vive lontana con gli inglesi e i tatuaggi maori sul viso, raggi sulla fronte e come due ali di farfalla ai lati del naso (foto 5). Dopo insistenze di Ada e di Flora che parla per la madre, si convince di portarle alla spiaggia. Di nuovo scene stupende: Ada ha raggiunto il suo piano e suona, è il motivo famosissimo di Nyman, colonna sonora del film; Flora danza (foto 3) e allinea sulla sabbia, una vicina all'altra, le conchiglie che, riprese dall'alto, disegnano il contorno armonioso dell'ippocampo.

Il cavalluccio marino è un'immagine costruita nella vicinanza paziente ma visibile nella lontananza, come la storia. Anche in Holy Smoke la protagonista disegna la parola help con i sassi per farsi vedere dagli aerei che attraversano la terra desolata. I particolari visti dall'alto assumono un valore di segno forte. Io vedo in questo messaggio estetico un' interpretazione della storia delle donne, raccontata su donne diverse e che però si rivolge al tempo del presente con un messaggio universale. (cfr. l'interpretazione di Silvia Vegetti Finzi e della regista sul soggetto storico femminile collettivo)

Il mare e la spiaggia ritornano nella scena della partenza. Nel prefinale di salvezza: Ada, Flora e George lasciano l'isola; lui costringe gli indigeni a caricare sulla barca il pianoforte, Ada vorrebbe lasciarlo a terra. George dice che vuole che lei continui a suonare. Il peso del piano però non è sopportabile. Ada ordina ai marinai di sciogliere le corde e gettare in mare il suo amatissimo strumento. Per un intralcio nella fune, finisce nel mare legata al piano; sono lunghi attimi nel profondo dell'acqua e del silenzio che la circonda, finchè un soffio d'aria le esce dalla bocca, si libera dello stivaletto legato al cappio e risale (foto 10).

continua