Donne e conoscenza storica
         

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Dieci anni fa: Lezioni di piano di Jane Campion, 1993

In questo sito:
Jane Campion
di Laura Modini sta in L'Occhio delle donne, Associazione Lucrezia Marinelli, 1995
Biografia di Jane Campion di Massimo Nepoti

 

Bibliografia e antologia di testi

Jane Campion in: AA.VV., Garage: cinema, autori, visioni, N. 1 (giu. 1994), Torino, Scriptorium (pubblicazione periodica quadrimestrale, 1994-1998)

AA.VV., Le donne riprendono l'infanzia. Regie al femminile e maternità da Jane Campion a Francesca Archibugi, a cura di Fabiola Brugiamolini, Stefano Gambelli, Lorenzo Capulli, Dino Audino Editore, s.d.
Psicanalisi di Lezioni di piano di Jane Campion di Silvia Vegetti Finzi,
1994 (?)

Ritratti di signore: quattro film di Jane Campion, a cura di Paolo Borciani,
Multisala Novecento cinema-teatro. Donne in circolo, Comune di Cavriago, 1997

Jane Campion, Lezioni di piano: soggetto originale e sceneggiatura, traduzione italiana di Mario Biondi, Milano, Bompiani, 1993

Ilaria Gatti, Jane Campion, Le mani, Genova, 1998

Chiara Mangiarotti in Figure di donna nel cinema di Jane Campion. Una lettura psicoanalitica, F.Angeli, Milano, 2002

Harriet Elaine Margolis, Introduction, "A strange heritage": from Colonization to Transformation? to Jane Campion's The piano, edited by H.E.M., Cambridge film handbooks series, 2000, leggibile in rete formato PDF pag. 1-.23

Dana Polan, Jane Campion, London, British Film Institute, 2001

Ritratto di Jane Campion, 1996, Roma, Litosud
Suppl. di: Rivista del cinematografo, (1996), n. 10.

Script/Leuto, Jane Campion, introduzione di Mario Sesti, Dino Audino Editore, s.d.
Lezioni di piano - Note di produzione di Mario Sesti
Conversazione con Jane Campion a cura di Mario Sesti

tesi di laurea:

Noemi Anghileri, Forme d'identita femminili nel cinema di Jane Campion; rel. A. Lino Peroni, Edizione: Tesi datt, Pavia, Universita degli studi, 1996

Daniela Branda, Forme dello sguardo nel cinema di Jane Campion,
rel. prof . Dario Tomas, Edizione: Tesi datt., Torino, Universita degli studi, 2000

 

 

[...]Conversazione con Jane Campion a cura di Mario Sesti

D. Le donne nei suoi film sono spesso degli esseri strani: pazze, terribilmente grasse o timide, mute! Spesso coinvolte in superstizioni e facoltà misteriose (la voce mentale di Ada, ad esempio). Una volta lei ha detto di sentirsi figlia di un movimento femminista molto forte. Non ha mai sperimentato che le sue rappresentazioni delle donne possono essere difficili da accettare per le donne stesse?

R. Penso sia davvero difficile parlare delle donne in generale; per quanto ho avuto modo di conoscere ci sono troppe variazioni individuali. Del resto, prima di sentirmi una donna mi sento una persona. Prima di tutto appartengo alla specie umana e poi sono un essere di sesso femminile. Non pretendo di parlare a nome di tutte le donne in generale, ma ciò da cui parto è il diritto tanto degli uomini quanto delle donne di esprimersi come meglio credono. Con i miei film riesco a comunicare in maniera molto forte con una parte di persone, e ad altre do la possibilità di lamentarsi.
Del resto non vogglio costringere le donne ad essere delle carrieriste. Mi piacerebbe che ci fosse il massimo di opportunità per ciascuno ma è abbastanza evidente che per le donne ce ne sono di meno.
Devo dire che anche crescere come un uomo mi sembra minaccioso, dove 'avere una camera' mi porta nel mondo. Non è spaventoso?

Lezioni di piano - Note di produzione di Mario Sesti
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Come in Sweetie l'allestimento delle immagini e la scelta dei luoghi è stato frutto di una preparazione meticolosa, foto d'epoca, ricerche botaniche (il tipo d'alberi presenti negli esterni, talvolta trasportati lì da altrove), cura dei dettagli nell'ambientazione, nei costumi, nelle acconciature, ma cercando di lavorare nella messa in scena del "film in costume" partendo dal presupposto che l'obiettivo era una lettura contemporanea di quel genere. Cioè l'idea che quel genere di film dovesse essere riletto con una consapevolezza attuale dei meccanismi della sessualità, dei rapporti di potere, eccitazione e frustrazione che essi generano, totalmente nuova e inconcepibile per una mentalità dell'era vittoriana.

 

 

 

 

 

 

 

 

Psicoanalisi di Lezioni di piano di Jane Campion di Silvia Vegetti Finzi
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Devo confessare che a me almeno in prima battuta, il film della Campion era risultato francamente antipatico.
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Flora - figlia di sola madre ...viene dall'infanzia, è il frutto della sua economia autocreativa, potente, onnipotente bambina senza padre, prodotto partenogenetico di un desiderio autosufficiente di maternità, è una delle tante rappresentazioni di quel fantasma dell'inconscio femminile che ho chiamato "il bambino della notte".
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Come non riconoscere nel taglio del dito un simbolo di castrazione? La constatazione che solo rinunciando all'autosufficienza riconoscendosi mancanti si può veramente accedere alla relazione?