Lettera
di Maria Luisa Gizzio del 20/1/2006
Carissime/i
Da tempo volevo dare un contributo di riflessioni su Verona. Dopo i contributi
di Katia e di Anna mi sembra utile partire da quest'ultimo che è anche
risposta a Katia.
.
Come già sapete nel mio percorso politico il
mio desiderio di una politica alta che sappia trovare altre forme rispetto a quelle
il cui spettacolo desolante è ormai consapevolezza molto diffusa (ma non
sempre accompagnata da una capacità di invenzione alternativa, che può
quindi spingere ad un rifiuto e ad un chiudersi nel raggiungimento dei bisogni
più immediati o comunque rassegnarsi a seguire quello che la politica di
gestione del potere sa stentatamente offrire) riesce però ad incontrarsi
e a confrontarsi con altre risposte politiche diverse dalle mie ma comunque molto
critiche rispetto alle politiche tradizionali di stampo maschile patriarcale oggi
più che mai imbarbarite.
In questo percorso ho incontrato interessanti
soggetti collettivi che pur inseriti in proposte politiche che si richiamano a
quelle della sinistra da essa riescono ad elaborare pratiche e percorsi alternativi
anche riferendosi a momenti alti della storia politica maschile.
Nell'incontro
fra me e le/gli altre/i di "Città vicine" a Roma con questi soggetti
collettivi la cura si rivolge comunque a dei soggetti in carne ed ossa in cui
cerco una relazione diretta con ciascuna/o.
Un esempio di questa mia pratica
è stato la mia attiva costruzione dell'incontro fra Luisa Morgantini e
Luisa Muraro. L'incontro è partito da una esplicita richiesta di L. Mo.
che mi aveva esplicitato con chiarezza un suo forte desiderio di incontro con
L. Mu., verso cui dichiarava una forte attrazione e un desiderio di ascoltare
e capire meglio il pensiero della Libreria di Milano e quello in particolare di
L. Mu. Era partita quindi con autentico desiderio di ascolto e di scambio.
Mi
sembra che anche quella mia personale (e seguita da altre/i romane/i ma con meno
entusiasmo) iniziativa fosse ispirata da un desiderio che è anche necessità
di efficacia di azione nel mondo più largo in cui tutte/i comunque stiamo
dentro, avendone ripercussioni gravi nelle vite nostre, della intera umanità
che oggi, in quanto quadri-nonna di piccolissimi mi preoccupano molto.
Una
iniziativa politica di confronto scambio con realtà diverse da quella di
"Città vicine" ma interessante.
Analoga iniziativa è
quella che sto costruendo a Roma per la presentazione del libro di Daniela Padoan
che considero un evento politico che sto cercando di costruire con altre/i nel
modo più ampio e che credo sia interessante e coraggiosa.
Tutto questo
per confermare che sono fin dall'inizio stata d'accordo sulla necessità
da parte di "Città vicine" di aprire confronti come ho detto
sopra con soggetti politici collettivi come quello con la Rete dei Nuovi Municipi.
Ma,
come ho già espresso ad alcune di voi e anche precedentemente andava preparato
meglio.
Sono comunque sostanzialmente e anche punto per punto d'accordo con
la lettura di Verona che Anna svolge nel suo recente intervento a commento di
quell'incontro che accoglie anche i suggerimenti condivisibili di Katia e di Antonietta.
Occorre
oggi, è vero, preparare, sì, meglio gli incontri ma soprattutto
avere più coraggio, più fiducia in noi stesse e nelle nostre proposte,
invitare con più forza, anche provocando, l'intera rete del Pensiero della
Differenza - a partire da Luisa Muraro, oltre a Lia che già ci mostra interesse
- ad ascoltare e a partecipare in modo più diretto e attivo alla nostra
proposta politica.
Credere di più in noi stesse, riconoscere i nostri
limiti ma sottolineare l'importanza della nostra continua capacità di tessere
e curare relazioni, allargandole, diffondendole, arricchendole di continue invenzioni.
La nostra peculiare capacità di mettere in pratica quelle teorie sulla
capacità femminile di relazione che Luisa sa così bene esprimere
dando loro valore.
Questa deve essere, è la scommessa di "Città
vicine" oggi ma, secondo me, anche per i discorsi e le pratiche politiche
nuove che si stanno aprendo dopo il 14 gennaio, è anche la scommessa di
tutte/i quelle/i che si muovono per una pratica politica della Differenza che
si allarghi al mondo.