Donne e conoscenza storica
   

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Il dibattito:

LA LOTTA ALLO SPACCIO NON E' DI DESTRA NE' DI SINISTRA

di Lorella Commodoro
giornalista

Risposta di Franca Fortunato

 



Se guardia di finanza e cani poliziotto entrano in una scuola.

di Franca Fortunato

Scrive Simone Weil, riferendosi a Dio <<Se non si capisce -- che il vero bene è una realtà situata fuori del mondo, irraggiungibile dalle facoltà umane, ma verso la quale tutti gli uomini hanno il potere di rivolgersi, non ci si può comportare con giustizia e rispetto nei riguardi degli esseri umani>>. Berlusconi insegna, invece, come il suo amico Bush, che il male e il bene sono di questo mondo e c'è sempre chi incarna o l'uno o l'altro.

Questa politica insegna l'incultura e fa arrivare il suo credo fino alle situazioni meno sospette: ha avvelenato anche la scuola, dove alle relazioni che tante insegnanti hanno costruito in questi anni, ha sostituito un autoritarismo mascherato da burocratismo e paternalismo, che mal sopporta la libertà femminile come quella che molte ragazze esprimono e tanti docenti e dirigenti non capiscono e condannano, a partire dal loro modo di vestirsi. Una società e un mondo fascistizzati, dove la forza è inneggiata quale portatrice di ordine e di "democrazia" , dove, per molti e molte, la scuola è diventata il luogo di foucaultiana memoria " controllare e punire" e il disagio ridotto a "crimine".

Dico questo pensando, anche, a quanto è successo, l' altro giorno a scuola mia, un liceo psicopedagogico, dove, lo stato si è presentato con il volto poliziesco e inquisitorio. In cerca di chi e di che cosa? Di spacciatori e consumatori di droga. Poliziotti in divisa con tanto di cani al guinzaglio sono entrati nelle classe, hanno fatto uscire tutte e tutti, hanno sottoposto gli zaini delle ragazze al controllo canino. Paura, sconcerto, incredulità tra le ragazze, non avvezze a metodi polizieschi e perquisitori e per aver vissuto l'entrata in classe dei poliziotti con i cani come una violenza della loro integrità psichica e intellettuale. Nessun arresto, naturalmente, a scuola mia. Nessuno di loro si è accorto prima che in quella scuola studiano e frequentano per lo più ragazze e non delinquenti e spacciatori ? Non sono state risparmiate, però, umiliazioni e paure. Una poliziotta, la solita donna fallica, ha fatto denudare una ragazza perché il suo zaino era stato annusato ripetutamente dal cane ma, niente hanno trovato né su di lei né nel suo zaino, perché niente c'era da trovare. Ma la ragazza è rimasta scioccata e impaurita. Chi risarcirà l'inviolabilità del suo corpo?
Un'altra ragazza, sottoposta ad interrogatorio, alla fine ha ammesso di essersi fatta una canna, prima di venire a scuola. Ma farsi una canna è forse reato?

La cosa più sconvolgente di tutto l'accaduto e che la dice lunga su quella cultura di destra che si è insinuata in ogni angolo della società, o che è emersa, è stato vedere visi compiaciuti di coloro che avrebbero dovuto salvaguardare la tranquillità e la serenità delle ragazze che, venendo a scuola, nessuna di loro ha mai pensato di entrare in un commissariato di polizia. Può essere che non abbiano capito che l'intervento poliziesco rappresenta la fine e la cancellazione di ogni credibilità e fiducia delle ragazze non solo nelle tanto decantate istituzioni "democratiche", ma anche nelle docenti e nei docenti che nella scuola ci lavorano, facendo i conti giorno per giorno anche con problemi di disagio e di malessere ? Ci vorrà del tempo per recuperare la loro fiducia.

Mi chiedo cosa insegnerà, da domani, il collega di diritto, che : < bisogna avere fiducia nello stato?> . Ma lo stato, gli uomini e le donne che lo reggono, hanno e danno fiducia alle insegnanti? Hanno e danno fiducia alle alunne e alunni? Hanno e danno fiducia alla gioventù? Come non capire la gravità dell'accaduto che ha cancellato lo sforzo di tante bravi insegnanti nel capire il disagio di tante? Le scuole non sono più luoghi di agibilità democratica, non sono luoghi del sapere e del confronto delle idee, non sono luoghi del vivere civile e così, tante insegnanti, come me, che, in questi ultimi dieci anni, hanno lavorato con passione per dare senso all'insegnare e all'imparare nel rispetto della differenza sessuale e in rapporti di relazione di fiducia e stima, sentono fortemente questo luogo sempre più ostile e l'unica ragione per restare sono le ragazze e le relazioni con alcune colleghe. Nelle scuole l'educare è diventata una scelta personale di alcune e alcuni insegnanti . Spetterà alla nuova generazione di donne e uomini prendere quanto prima coscienza del degrado sociale e dell'autoritarismo non tanto mascherato che ha preso piede ormai nelle scuole. A noi insegnanti il compito di salvare e custodire quel poco di civiltà dei rapporti che abbiamo costruito.