LA
LOTTA ALLO SPACCIO NON E' DI DESTRA NE' DI SINISTRA
di
Lorella Commodoro
giornalista
Ho
letto l'intervento pubblicato l'otto marzo a firma
Franca Fortunato, la quale fortemente indignata, replica sull'intervento
che la Guardia di Finanza ha operato giorni addietro nella scuola dove insegna.
Non
posso darle torto o ragione sui modi e sui metodo di d'intervento dei finanzieri
ma, sena dubbio, ho molto da obiettare su quanto affermato dalla collega.
Innanzitutto,
qui non vi è cultura di destra o di sinistra, qui vi è solo il grande
tentativo delle Forze dell'ordine di fermare un fenomeno devastante e dilagante
come quello della droga nelle scuole. Non serve mettere la maschera, non serve
impiumarsi come lo struzzo e fare finta di niente. I ragazzi, ahimè, vanno
anche a scuola, e a scuola, quelli che purtroppo sono ormai dediti al consumo
di sostanze stupefacenti portano la loro bella "bustina".
A scuola
la droga circola libera, grazie anche al tacito consenso di quei docenti e dirigenti
che, pur di non creare scandalo all'interno del proprio istituto, fanno finta
di non sapere. Come le tre scimmiotte, continuano il loro dovere di educatori,
limitandosi ad impartire nozioni culturali e, tutt'al più, a raccogliere
schiere di alunni avidi di crediti formativi con la bieca convinzione che, limitandosi
ad esempio a sostenere un Pof o un Por sulla legalità, il loro compito
può e deve finire lì.
Dimenticano, però, questi educatori
che, in quanto pubblici funzionari, hanno l'obbligo di denunciare alle autorità
competenti qualsiasi situazione di devianza, disagio o peggio ancora inosservanza
delle norme e delle leggi vigenti. Un docente o un dirigente (e vi giuro, è
capitato) che sa dell'arrivo dei cani poliziotto a scuola e avvisa in tempo gli
alunni, non fa il loro bene, salva la parvenza di "scuola modello" ma
produce un grave danno all'allievo. Perché dietro allo spinello c'è
solitudine, rancore, disagio è vero, ma ci saranno furtarelli anche nella
borsetta di mamma, prima di proseguire verso una strada ormai senza uscita.
La
collega non si rende conto quanto il fenomeno ha ormai invaso la nostra città,
quanto coinvolge i nostri ragazzi? E' assurdo che una donna colta e intelligente
affermi "farsi una canna è forse reato?", dando così libero
arbitrio a tutti quei ragazzi che, proprio dalla canna partono verso una destinazione
a volte senza ritorno !
Vorrei invitare la collega a partecipare alle riunioni
mensili che il Tribunale dei minori, da anni ormai, rivolge a tutti gli operatori
minorili: forse le servirebbe a capire che uno "shock" causato da un
cane antidroga è sempre meglio che morire a diciotto anni per overdose
o finire in mano a gente senza scrupoli che prima o poi li porterà diritti
in galera!
Allora mi chiedo: è questa la civiltà a cui Franca
Fortunato fa riferimento? Affermare che "le scuole stanno diventando luoghi
di inagibilità democratica", non potrebbe portare inevitabilmente
gli alunni a credere nel concetto di anarchia, prevaricazione, odio feroce verso
le istituzioni, le uniche deputate a fare invece in modo che ci sia davvero ordine
e tranquillità, altrimenti negata se compatiamo o proteggiamo fenomeni
devianti (e la canna, a mio avviso, rientra in tali fenomeni).
Scusa, Franca,
non ce l'ho con te, ma se non cambiamo prima noi adulti, e dobbiamo senza dubbio
cominciare con il buon esempio, non possiamo sperare in un mondo migliore.
pubblicato
in Il Quotidiano della Calabria
11
- 3 - 2005