Donne e conoscenza storica
   

Indice dei testi

Indice:
Le Lettere

Gli articoli


Le Lettere

Risposta di Franca Fortunato

13 - 3 - 2005



LA LOTTA ALLO SPACCIO NON E' DI DESTRA NE' DI SINISTRA

di Lorella Commodoro
giornalista

Ho letto l'intervento pubblicato l'otto marzo a firma Franca Fortunato, la quale fortemente indignata, replica sull'intervento che la Guardia di Finanza ha operato giorni addietro nella scuola dove insegna.
Non posso darle torto o ragione sui modi e sui metodo di d'intervento dei finanzieri ma, sena dubbio, ho molto da obiettare su quanto affermato dalla collega.
Innanzitutto, qui non vi è cultura di destra o di sinistra, qui vi è solo il grande tentativo delle Forze dell'ordine di fermare un fenomeno devastante e dilagante come quello della droga nelle scuole. Non serve mettere la maschera, non serve impiumarsi come lo struzzo e fare finta di niente. I ragazzi, ahimè, vanno anche a scuola, e a scuola, quelli che purtroppo sono ormai dediti al consumo di sostanze stupefacenti portano la loro bella "bustina".
A scuola la droga circola libera, grazie anche al tacito consenso di quei docenti e dirigenti che, pur di non creare scandalo all'interno del proprio istituto, fanno finta di non sapere. Come le tre scimmiotte, continuano il loro dovere di educatori, limitandosi ad impartire nozioni culturali e, tutt'al più, a raccogliere schiere di alunni avidi di crediti formativi con la bieca convinzione che, limitandosi ad esempio a sostenere un Pof o un Por sulla legalità, il loro compito può e deve finire lì.
Dimenticano, però, questi educatori che, in quanto pubblici funzionari, hanno l'obbligo di denunciare alle autorità competenti qualsiasi situazione di devianza, disagio o peggio ancora inosservanza delle norme e delle leggi vigenti. Un docente o un dirigente (e vi giuro, è capitato) che sa dell'arrivo dei cani poliziotto a scuola e avvisa in tempo gli alunni, non fa il loro bene, salva la parvenza di "scuola modello" ma produce un grave danno all'allievo. Perché dietro allo spinello c'è solitudine, rancore, disagio è vero, ma ci saranno furtarelli anche nella borsetta di mamma, prima di proseguire verso una strada ormai senza uscita.
La collega non si rende conto quanto il fenomeno ha ormai invaso la nostra città, quanto coinvolge i nostri ragazzi? E' assurdo che una donna colta e intelligente affermi "farsi una canna è forse reato?", dando così libero arbitrio a tutti quei ragazzi che, proprio dalla canna partono verso una destinazione a volte senza ritorno !
Vorrei invitare la collega a partecipare alle riunioni mensili che il Tribunale dei minori, da anni ormai, rivolge a tutti gli operatori minorili: forse le servirebbe a capire che uno "shock" causato da un cane antidroga è sempre meglio che morire a diciotto anni per overdose o finire in mano a gente senza scrupoli che prima o poi li porterà diritti in galera!
Allora mi chiedo: è questa la civiltà a cui Franca Fortunato fa riferimento? Affermare che "le scuole stanno diventando luoghi di inagibilità democratica", non potrebbe portare inevitabilmente gli alunni a credere nel concetto di anarchia, prevaricazione, odio feroce verso le istituzioni, le uniche deputate a fare invece in modo che ci sia davvero ordine e tranquillità, altrimenti negata se compatiamo o proteggiamo fenomeni devianti (e la canna, a mio avviso, rientra in tali fenomeni).
Scusa, Franca, non ce l'ho con te, ma se non cambiamo prima noi adulti, e dobbiamo senza dubbio cominciare con il buon esempio, non possiamo sperare in un mondo migliore.

pubblicato in Il Quotidiano della Calabria

11 - 3 - 2005