26-11-2004
Il Quotidiano della Calabria
LO STRAPPO ATLANTICO
di Franca Fortunato
LA
VITTORIA di Bush, lascia aperte, per l'Europa, tutte le domande del dopo 11 settembre
e le rende ancora più urgenti e drammatiche per il mondo intero.
Dopo
l'11 settembre il popolo americano scoprì, con stupore e paura, la propria
fragilità e vulnerabilità, e rimase smarrito di fronte all'odio
degli arabi.
Come aiutare l'America a smettere di avere paura e di farne?
Come aiutarla a vivere il suo ruolo di grande potenza senza la paura che suscita
nel mondo e in quella parte non piccola di americani (50 milioni ) che dissentono
in silenzio (e che hanno votato Kerry contro Bush) ? Come aiutarla a ritrovare
equilibrio e realismo, a pensare e agire tenendo conto della realtà invece
di credere che debba cambiarla? Come liberarla dall'ideologia che "essere
americano costituisce la migliore condizione umana possibile? Come liberarla dal
pantano dell'ideologia dell'onnipotenza?
E' da questi interrogativi che
muove il saggio "Lo strappo atlantico - America contro Europa" di Rita
di Leo che l'autrice dedica con amore al popolo americano e che la vittoria di
Bush rende più attuale che mai.
La tesi, che la di Leo avanza
nel suo saggio, è che l'America ha bisogno dell'aiuto dell'Europa, aiuto
che fino ad ora non c'è stato e questo ha permesso a Bush di capitalizzare
una politica che promette sicurezza agli americani, rendendo il mondo più
insicuro, promette benessere, difendendo il sistema di vita americano con una
politica di bombardamenti e con un'economia di ipersviluppo illimitato e forzato
e con una cultura che obbliga a essere egoisti in nome dell' "interesse nazionale"
< Serve un'iniziativa politica - sostiene la di Leo - e noi europei possiamo
dare un contributo di esperienza e di cultura per tutto quello che di negativo
e di terribile abbiamo alle nostre spalle, possiamo dare all'America un nostro
contributo nell'analizzare la situazione internazionale, proporre chiavi interpretative,
nel discutere tre questioni essenziali :
1) la maturazione politica
degli Stati Uniti nel ruolo di superpotenza, con l'abbandono della visione del
controllo militare del mondo intero;
2) l'ostilità del mondo
arabo sapendo che alle origini del terrorismo islamico ci sono cause che vanno
indagate, come si è fatto e si fa per gli altri terrorismi e che il ricorso
ai diavoli e ai martiri è la rinuncia ad almeno due secoli di cultura laica;
3)la responsabilità dei politici e dei consiglieri neoconservatori
di Bush nei confronti del loro paese,dell'Europa, del resto del mondo >.
L'Europa deve aiutare l'America a liberarsi di quel sentimento antieuropeo
che, negli ultimi dieci anni, lei vede essere venuto avanti, prima in modo sotterraneo,
come ostilità dei governi americani alla costituenda Unione europea, poi
in modo visibile nel contrasto profondo, con la Francia e la Germania, davanti
alla guerra preventiva all'Iraq.
E' allora che al pubblico americano
viene offerta un'immagine non benevola dell'Europa finalizzata ad alimentare sentimenti
di ostilità.
< Lo scontro - scrive la di Leo, rivolgendosi al popolo
americano - è esploso nel febbraio 2002 all'Onu perché a voi non
è andato giù che, dinanzi agli occhi del mondo, parlassimo da pari
a pari, criticando la grande potenza. Che esortassimo gli Stati Uniti a tener
conto dell'avversione dell'opinione pubblica internazionale per le scelte del
suo attuale governo. Il confronto sull'Iraq ha maturato la vostra diffidenza per
il nostro esperimento dell'Europa unita che, per voi può esistere solo
come zona di libero scambio, per aiutare le economie esteuropee e ospitare basi
militari Usa e Nato. Vi siete impegnati a scoraggiare i nostri intenti, a rallentare
il nostro percorso a metterci l'uno contro l'altro. Dopo Osama bin Laden e Saddam
Hussein, dopo i paesi dell' "Asse del Male" ecco gli europei come simboli
infidi. Siamo rappresentati come coloro che, dimenticato il bene ricevuto, osano
contrapporre le proprie ambizioni alla strategia del grande paese, che ha assunto
le fattezze della superpotenza solitaria che persegue il proprio interesse nazionale
con la forza e l'inganno>.
All'indomani della vittoria di Bush, molti
in Europa hanno sostenuto essere arrivato il momento di ricucire lo strappo con
gli Usa sulla guerra in Iraq, senza specificare su quali basi ma, chi chiederà
agli Usa di ricucire lo strappo atlantico?
<Solo gli americani - conclude
la di Leo - che hanno anche loro paura della politica del loro paese e quei politici
contrari all'ostilità verso l'Europa, possono ricucire, su basi nuove,
lo strappo atlantico e noi europei li dobbiamo aiutare, per aiutare noi stessi>.
Conclusioni queste di un'analisi coraggiosa e lucida di chi sa che tocca
agli Usa, data la loro posizione nel mondo, guidarci nel cambiamento radicale
della convivenza, dell'economia, della cultura, ma che tocca all'Europa aiutarli
a intraprendere tale strada. Strada che, sicuramente, la vittoria di Bush, anche
sui problemi di convivenza interna, rende ancora più ardua e difficile.
"Lo strappo
atlantico - America contro Europa" Rita di Leo Ed. Laterza - 2004 pag. 246
€ 10,00