|
Cambio
nella politica di assegnazione dei fondi della lotteria nazionale inglese
Dopo aver utilizzato i proventi derivanti dalla lotteria nazionale
per finanziare lotteria la costruzione di grandi musei e grandi
istituzioni culturali, il governo inglese è stato costretto dalla
diminuzione della vendita dei biglietti a cambiare la propria politica di
assegnazione dei fondi.
Secondo le previsioni, le disponibilità sono destinate a calare da quasi
490 milioni di euro nel 2002 a 425 milioni di euro nel 2007.
Pur non rinunciando ai grandi interventi, il governo ha deciso di
assegnare il 75% della cifra al finanziamento di piccoli progetti
orientati allo sviluppo culturale e sociale delle comunità locali,
chiedendo a queste di partecipare alla realizzazione attraverso risorse
proprie pari al 25% del budget totale.
Contemporaneamente è prevista la costituzione di uffici decentrati della
struttura amministrativa che gestisce i fondi della lotteria, creati per
meglio seguire i progetti sul territorio. Questo comporterà un aggravio
dei costi amministrativi del 30%, ma questi rimarranno comunque al di
sotto del 7% del budget totale a disposizione.
The Guardian 17.5.2002
Autodafé
Stéphane Breitwieser, un cameriere francese di 31 anni, per anni
ha rubato oggetti d'arte dai musei di Francia, Svizzera Germania, Belgio e
Olanda. Secondo la valutazione della polizia, il ladro ha agito in almeno
40 musei, prevalentemente di piccole dimensioni, dai quali, approfittando
della mancanza di sistemi di sicurezza, ha agevolmente rubato almeno 60
quadri e 112 oggetti, anche se non è possibile stilare ancora un elenco
completo.
Breitwieser non rubava per rivendere o per sete di denaro, ma
semplicemente per possedere, nascondendo nella casa della madre a Mulhouse
una straordinaria collezione.
La sua carriera è terminata nel novembre scorso a Lucerna, quando in un
museo è stato colto sul fatto.
Fin qui niente di nuovo, ma quello che è straordinario è ciò che è
successo in seguito.
Dopo l'arresto di Stéphane, la madre Mireille Breitwieser, forse per
nascondere le prove dei furti ma lei dice in preda ad una crisi di
rabbia, ha bruciato tutto il bruciabile e gettato in un canale tutto il
resto del bottino. Sono andati così persi quadri di Pieter Brueghel il
Giovane, Lucas Cranach il Vecchio, Corneille de Lyon e Watteau, insieme a
strumenti musicali antichi, porcellane, oggetti diversi per un valore
stimato intorno a 1,5 miliardi di euro.
The New York Times 17.5.2002
Gerhard
Richter e Andy Warhol star del mercato a New York
I due artisti hanno raggiunto quotazioni record dopo aver
beneficiato entrambi di importanti e visitatissime retrospettive che hanno
incontrato i favori dei collezionisti e dei critici - Richter al Museum of
Modern Art di New York ha attratto 300.000 visitatori, Warhol è stato
alla Tate Modern di Londra e è ora al Museum of Contemporary Art di Los
Angeles.
Due opere di Richter sono state vendute per 4,3 milioni di euro, mentre
tra i numerosi lavori di Warhol in vendita il più conteso dai compratori
è stato un autoritratto che ha raggiunto la quotazione di 3,3 milioni di
euro.
Tra le sorprese positive dell'asta tenuta da Sotheby's, la vendita di una
scultura di Alexander Calder per 2,1 milioni di euro; tra le negative un
quadro di Francis Bacon, valutato tra 2,8 e 3,9 milioni di euro, non ha
trovato compratori.
The New York Times 16.5.2002
Vivendi
rinuncia ad acquistare Stream
Il gruppo francese ha rinunciato ad acquistare il canale
satellitare Stream di proprietà di Telecom e News Corp di Rupert Murdoch,
giudicando troppo onerose le condizioni poste dall'Antitrust per la sua
fusione con Tele+, canale televisivo già proprietà di Vivendi.
News Corp ha annunciato la sua intenzione di adire a vie legali nei
confronti di Vivendi
Il Sole 24 Ore 16.5.2002.
Duchamp
in saldo
La collezione di 14 ready made, l'ultima rimasta dei set che
Marcel Duchamp aveva creato nel 1964 per Arturo Schwarz replicando gli
oggetti da lui proposti come opere d'arte tra il 1913 e il 1919, in
vendita all'asta a New York ha raggiunto una quotazione di solo 8,5
milioni di euro, molto al di sotto delle aspettative comprese tra i 14 e i
20 milioni di euro.
Durante l'asta, Bacon, Ruscha, Judd e Mariko Mori hanno invece raggiunto
prezzi al di sopra delle aspettative.
Secondo i commentatori, si è manifestata una certa cautela da parte dei
compratori, che hanno puntato solo su i pezzi di maggiore qualità.
Da segnalare, infine, che un Dubuffet è rimasto invenduto.
The New York Times 15.5.2002
Basquiat
record
Il dipinto Profit I di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) è
stato venduto a New York ad un'asta di arte contemporanea organizzata da
Christie’s per 6,3 milioni di euro, segnando un record mondiale per
l'artista.
KW Art 15.5.2002
La
generazione del dopo Herbert von Karajan
Claudio Abbado, pur permettendosi la capricciosa saggezza di
dimettersi dal suo incarico, ha fatto molto per la Filarmonica di Berlino
nei 12 anni durante i quali ne è stato il direttore. Ci vorrà del tempo
per capire le conseguenze di come ha dato forma, cambiato e promosso
l'orchestra. Quello che tuttavia è chiaro fin da subito è che a Berlino
ha trovato posto una nuova e solida generazione di direttori post Herbert
von Karajan.
Frankfurter Allgemeine Zeitung 15.5.2002 Nuovi
ambiziosi programmi per il Barbican Centre
Il direttore artistico del Barbican Centre di Londra, Graham
Sheffield, ha annunciato i nuovi programmi per il teatro londinese, già
storica sede della Shakespeare Company nella capitale inglese che da
quest'anno ha scelto di non avervi una sede fissa.
Per riempire gli spazi lasciati liberi dalla RSC, prosa, danza e opera
saranno i protagonisti della prossima stagione, .
Tra le produzioni che saranno messe inscena figurano la nuova opera di
Philip Glass basata sulla vicenda di Galileo Galilei, il debutto in Gran
Bretagna della regista americana Mary Zimmerman, la premiere del lavoro
del coreografo USA Merce Cunningham creato per celebrare il 50esimo
anniversario della sua compagnia, e un pezzo di Pina Bausch creato
appositamente per danzatori over 65.
The Guardian 15.5.2002
Divorzio
con recriminazioni
Durante la presentazione della nuova stagione del Barbican Centre, il
suo direttore artistico Graham Sheffield non è stato certo tenero verso
la Royal Shakespeare Company e l'Arts Council.
Sheffield ha accusato la RSC di aver abbandonato il centro dopo che i
suoi palcoscenici sono stati costruiti rispettando le specifiche della
compagnia, e ha sottolineato come l'Arts Council, l'istituzione
governativa responsabile della maggioranza dei finanziamenti alla RSC,
abbia rinunciato a far prevalere il buon senso, preferendo non valutare
le potenzialità della collaborazione di un centro culturale di
rinomanza mondiale come il Barbican con la compagnia teatrale simbolo
della cultura inglese.
Infine, Sheffiel non ha mancato di stigmatizzare il comportamenti di
Adrian Noble, direttore dimissionario della RSC, che ha rinunciato al
suo incarico dopo aver prodotto la rottura, evitando di portare a
compimento il piano da lui concepito.
The Independent 15.5.2002
Jean_Jacques
Aillagon, ministro della cultura francese, si presenta
Lunga intervista concessa dal neo ministro a Le Monde in occasione
della inaugurazione del Festival di Cannes, sua prima uscita pubblica.
Tra gli argomenti affrontati, la preoccupazione per la difesa della
diversità culturale minacciata dalla concentrazione nelle mani di grandi
società multinazionali di produzione e distribuzione del prodotto
culturale, film ed editoria in primo luogo.
Per fare fronte a questo problema, Aillagon propone di concordare una
politica a livello europeo, vista anche l'interesse della Germania ad
adottare un modello di tipo francese per il sostegno della produzione
cinematografica.
Su questa eventualità, tuttavia, incombe il destino di Vivendi Universal
che attualmente, in forza degli accordi stipulati con il governo, è la
fonte di finanziamento privata più significativa del cinema francese. Le
difficili condizioni finanziarie del colosso francese incombono sulla
possibilità di continuare a dirottare risorse derivanti dalle
trasmissioni televisive via satellite verso il cinema.
Le Monde 15.5.2002
|
|