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Un
americano a Cannes
Tutti vogliono essere a Cannes, nonostante vinca sempre il film
sbagliato, i tedeschi non siano stati invitati e perfino Hollywood pensi
che sia troppo costoso. In questo lungo articolo, il critico americano
Kenneth Turan piega il perché, ripescando dai ricordi della sua
partecipazione al festival negli ultimi 30 anni.
The Guardian 10.5.2002
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L'arte
che mette sulla retta via
Richard Ankrom, un artista di Los Angeles, stanco di perdersi
sulle freeways del centro città, ha deciso di produrre dei segnali che
dessero informazioni più precise di quelli esistenti.
Le sue correzioni sono rimaste in loco per nove mesi prima che l'California
Department of Transportation provvedesse a rimuoverle.
Los Angeles Times 9.5.2002
Cezanne
e Degas raggiungono quotazioni record ma Gaugin resta invenduto
All'asta di Cezanne and Degas di mercoledì scorso, Cezanne e
Degas sono stati venduti alla quotazione record di 18 milioni di euro
ciascuno, ma un quadro di Gaugin non ha raggiunto il prezzo di riserva.
Anche un Matisse è stato venduto al di sotto della stima della casa
d'aste.
Il valore totale delle opere vendute all'asta è stato di 140 milioni di
euro.
BBC New 9.5.2002
Si
arresta il crollo della frequentazione delle sale cinematografiche
italiane
Dopo il crollo del 20% degli spettatori nei primi tre mesi
dell'anno, nel mese di aprile la diminuzione è stata di solo il 2%.
"Il dato negativo ha dato vita a un'ampia riflessione degli addetti
ai lavori. Ma a ben guardare la causa principale è da rintracciare nella
scarsezza dell'offerta cinematografica." Altri "imputano
l'assenza di spettatori all'apertura delle sale di Bingo, alla
grande offerta di calcio in tv e alle possibilità del cinema in casa, con
tutto il contorno di pirateria che domina questi settori."
Il Sole 24 Ore 9.5.2002
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A
Toby Paterson il premio Beck's Futures 2002
I 39mila euro del Beck's Futures 2002, il premio inglese per
l'arte contemporanea più ricco, sono andati all'artista scozzese Toby
Paterson. Il 29enne artista ha presentato all'ICA
di Londra tre opere intitolate We Fall Into Patterns Quickly,
Sunlit Emergency Exit e We Fall In Patterns Too Quickly che
prendono spunto da una facciata progettata dall'architetto Berthold
Lubetkin. La prima è costituita da un pannello di perspex lungo 21
metri che riproduce la scuola elementare di Hallfield costruita nel 1951,
la seconda è una pittura murale, mentre la terza è formata da un mucchio
di materiale da costruzione.
Peterson ha esposto tanto in Scozia quanto a New York e a Torino;
recentemente ha progettato una pista per skateboard a Glasgow nel
quartiere di Royston.
BBC News 8.5.2002
Primo
comperare, poi comunicare, quindi mostrare
Il piano proposto dal Film Council di spendere più di 27 milioni
di euro per il rinnovo delle attrezzature nelle sale destinate a
proiettare film di cultura e indipendenti potrebbe non essere la mossa
vincente per fronteggiare lo strapotere delle produzioni hollywoodiane.
Secondo le valutazioni espresse nell'articolo, i problemi che dovrebbero
essere affrontati sono di altro tipo: in primo luogo, per i distributori
inglesi è economicamente troppo rischioso l'acquisto e la distribuzione
di pellicole non in inglese; in secondo luogo, la pubblicità dei film di
cultura è di gran lunga inferiore a quella dei concorrenti americani, che
dispongono di budget destinati a questo scopo inavvicinabili da altri.
The Guardian 8.5.2002
La
crisi della pay-tv
Tre articoli su Liberation fanno il punto sulla crisi della tv a
pagamento che ha colpito, dopo le stazioni del tedesco Kirch e
l'accoppiata Stream-Tele + in Italia, anche la inglese ITV, sulla
situazione difficile di Vivendi-Universal
e sulla apertura agli stranieri della proprietà
dei media televisivi in Gran Bretagna, decisione che consentirebbe
a Murdoch l'accesso a quel mercato.
Liberation 8.5.2002
Un
milione di visitatori in meno al British Museum: crisi da troppa offerta
Con 5,6 milioni di ingressi, il British Museum era il luogo
pubblico ad ingresso libero più visitato della Gran Bretagna dopo la
spiaggia di Backpool. Questo invidiabile primato è ormai un ricordo del
passato.
Nell'ultimo anno, nonostante l'apertura della Great Court e della antica
sala di lettura della British Library, i visitatori del Brtish sono scesi
a solo 4,6 milioni. La cosa, di per sé preoccupante, causa la
diminuzione delle vendite di oggetti nei negozi e di servizi di
ristorazione all'interno del museo. I proventi di queste attività
commerciali collaterali sono decisivi per fare quadrare il bilancio che,
anche a causa del loro calo, segna un passivo di 8 milioni di euro per
ripianare il quale sono stati licenziati 150 lavoratori.
Se le ragioni di questa crisi devono essere ricercate nella scarsa
efficienza del management del museo, nella crisi del turismo seguita
alla diffusione dell'afta epizootica e all'attentato dell'11 settembre,
agli scarsi finanziamenti del governo, tuttavia non può essere nascosto
che l'offerta di musei a Londra è fortemente aumentata negli ultimi
due anni, in particolare dopo l'apertura della Tate Modern e delle British
Galleries al Victoria & Albert Museum.
In altre parole, la concorrenza tra musei nella capitale inglese sarebbe
talmente aumentata da mettere in difficoltà una istituzione che, come il
British, conta sulla attrattiva della propria paludata immagine
tradizionale.
Se quest'ultimo fattore si dimostrerà vero, l'attività del governo che
negli ultimi anni ha utilizzato a profusione i fondi provenienti dalla
lotteria nazionale per finanziare nuovi musei in tutto il paese dovrà
essere riconsiderata. Questo vorrebbe dire, infatti, che anche le molte
realizzazioni finanziate nel resto del paese potrebbero aver causato un
eccesso di offerta di musei.
In un libro uscito recentemente intitolato The Poetic Museum,
Julian Spalding, già direttore dei musei di Glasgow, mette in discussione
la possibilità che ci sia pubblico sufficiente per tutti i nuovi musei
costruiti in Gran Bretagna. Secondo i suoi calcoli, per raggiungere gli
ambiziosi obiettivi posti nei loro business plan, ogni inglese dovrebbe
passare 4 settimane all'anno nei musei, mentre attualmente essi dedicano
solo 4 giorni alla loro visita.
Per ovviare il possibile disastro che sembra aleggiare inesorabile sui
1.800 musei britannici, secondo Spalding, essi hanno bisogno di nuove idee
per combattere più efficacemente sul mercato del tempo libero, ripensando
il modo in cui essi comunicano le loro collezioni, rendendo più attraenti
ed interattive le esposizioni, raccontando storie ai visitatori che
spieghino il significato degli oggetti e non limitandosi ad esporli. In
questo, le nuove tecnologie possono avere un ruolo decisivo.
The Times 8.5.2002
Dure
critiche piovono sul National Museum of American History
La Blue Ribbon Commission on the National Museum of American
History, una commissione incaricata di esaminare la situazione del museo
dal consiglio di amministrazione della Smithsonian Institutions di
Washington, ha emesso un verdetto senza appello: nonostante il museo abbia
una importantissima collezione e nonostante la suo ruolo nel documentare
la cultura e la storia americana sia oggi più importante che mai, le sue
potenzialità sono ampiamente sotto utilizzate a causa della
disorganizzazione, anche degli spazi fisici, che lo caratterizza.
Il National Museum of American History è il terzo più visitato museo al
mondo, dopo altri due che fanno parte sempre della Sithsonian Institutions:
l'Air and Space Museum e il Museum of Natural History.
La pubblicazione del rapporto cade in un momento particolarmente delicato
della Smithsonian Institutions, scossa da un anno di polemiche seguite
alle radicali svolte gestionali del segretario Lawrence Small, accusato
dai ricercatori di accettare un orientamento delle collezioni in accordo
con i desideri dei finanziatori privati.
Washington Post 8.5.2002
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Incontro
di titani
Apre alla Tate Modern di Londra la mostra Matisse Picasso - fino
al 18 agosto.
Scrive Adrian Searle, critico d'arte per il Guardian: "Matisse
Picasso fa piazza pulita dell'illusione che possa esistere un grande
artista isolato, un gigante proteiforme. Dico subito che è una mostra
memorabile e straordinaria. In essa ci sono dipinti e disegni - di
entrambi gli artisti sono esposte opere che non avevo mai visto prima,
così come una antologia di quelle più famose - che mi hanno veramente
scosso. Ma il punto focale di Matisse Picasso non è tanto la presenza dei
capolavori di ciascuno, per quanto gratificanti essi possano essere.
Quello che la mostra rivela è il modo in cui l'arte dei due ha risuonato,
si è riflessa e ha battagliato, a volte a distanza di decenni, e come
questa loro relazione sia stata portatrice di risultati positivi, anche se
talvolta questi mostrano la reciproca opposizione."
The Guardian 7.5.2002
Berthe
Morisot, prima donna impressionista
Lille si ricorda di Berthe Morisot (Bourges 1841 - Parigi 1895)
organizzando al Palais des Beaux-Arts la prima mostra antologica della
pittrice impressionista allestita in Francia negli ultimi 40 anni.
Dimenticata forse perché donna, forse perché più famosa come modella
favorita di Manet - del quale era cognata, avendo sposato il fratello
Eugène nel 1874 - sta di fatto che per allestire la mostra della
Morisot 100 opere sono state chieste in prestito da istituzioni e
collezionisti negli USA, dove è da tempo riconosciuta tra le artiste
impressioniste insieme a Mary Cassatt.
Berthe e la sorella Edma, nonostante le origini borghesi, studiarono
arte ed ebbero Corot come maestro. Berthe conobbe Manet nel 1868 che
dipinse 11 suoi ritratti. Nel 1870 le sue opere furono accettate al
Salon des Refusés, e nel 1874 fu la prima donna ad esporre nella mostra
degli Impressionisti.
La mostra di Lille sarà allestita presso la Fondation Gianadda di
Martigny a partire dal 20 giugno.
The New York Times 7.5.2002
Dominique
Ziegler mette in scena i rapporti tra la Francia e il suo passato
coloniale
La visita di un dittatore africano ad un presidente francese si
trasforma momento ufficiale pubblico dove la cordialità la fa da padrona,
a scambio di colpi bassi nel retrobottega. Interessi finanziari e passioni
carnali del ex-colonizzatore salgono alla superficie prepotentemente in
una udienza a porte chiuse durante la quale le maschere cadono e sono
messi in campo i reali rapporti di forza. La comica distanza tra la faccia
pubblica e quella privata si rivela nella sua crudezza al pubblico.
Questa, in estrema sintesi, la sostanza della trama di N'Dongo est de
retour, la commedia con la quale Dominique Ziegler denuncia il
neocolonialismo francese, rivangando in chiave satirica i rapporti, non
sempre adamantini, trascorsi tra i capi di stato francesi e di alcuni
paesi africani. Ad esempio, come dimenticare l'elogio fatto da Jacques
Chirac rivolgendosi a Mobutu in questo modo: "Il presidente Mobuto è
per me un saggio al quale domando consiglio in caso di difficoltà."
In scena al Théâtre de la Main d'or di Parigi fino al 18 maggio.
Liberation 7.5.2002
Play
with fire
Tony Kusher è l'autore di Homebody/Kabul, una commedia
ambientata nell'Afghanistan dei Talebani scritta prima dell'11 settembre,
il cui debutto è previsto a Londra per il 22 maggio al teatro Young Vic.
L'attacco alle Torri gemelle, gli eventi che ne sono seguiti e il pesante
clima culturale che li ha accompagnati, hanno messo Kusher nella posizione
di dover in qualche modo spiegare, se non giustificare, la sua commedia,
prima ancora che essa debutti sulla scena.
Scrive dunque Kusher: "Homebody/Kabul è una commedia
sull'Afghanistan e la relazione passata e presente dell'Occidente con
questo paese. È anche una commedia sul viaggio, sulla conoscenza e il
comprendere attraverso la ricerca della diversità, sul cercare di fuggire
l'infelicità della nostra vita con l'incontro dell'alterità. Se alcune
battute di Homebody/Kabul sembrano premonitrici, questa non è che una
indicazione di come le informazioni necessarie per prevedere i guai
puntualmente accaduti fossero così abbondanti che anche un commediografo
le ha potute trovate."
The Times 7.5.2002
Ecco
le nomiation al Tony Awards
Rese note le nomiation per i Tony Awards, l'equivalente nel
settore del teatro di ciò che l'Oscar rappresenta per il cinema.
Il musical Thoroughly Modern Millie, tratto dal film Millie
del 1967, ha fatto la parte del leone con 11 nomination, ottenute
nonostante la critica avesse recensito lo spettacolo con scarso
entusiasmo.
Per quanto riguarda la categoria commedie, le nomination sono state: The
Goat or Who Is Sylvia; Fortune's Fool; Metamorphoses; Topdog/Underdog,
L'autrice di quest'ultima commedia, Suzan-Lori Parks, è stata la
prima donna afro-americana a ricevere il Pulitzer Prize nel
settore del teatro.
The New York Times 7.5.2002
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