Per non dimenticare

Sono passati cinquant'anni e finalmente è stato dato alla stampa un libro di denuncia ma soprattutto di memoria su uno dei disastri più terribili provocati da farmaco, che la storia della medicina ricordi. Più che di medicina, in realtà si dovrebbe parlare di industria farmaceutica, perché la catastrofe del Talidomide fu provocata per meri scopi commerciali e - a differenza di altri noti errori medici - poteva essere realmente evitata.
"Dark remedy: the impact of Thalidomide and its revival as a vital medicine", scritto a quattro mani dallo scrittore e storico Rock Brynner e dal ricercatore Trent Stephens, ripercorre le tappe che portarono alla diffusione su larga scala di questo tranquillante e alla nascita di migliaia di bambini deformi, senza braccia o gambe, figli di donne che in gravidanza avevano assunto il sedativo. La conseguente difficile battaglia in ogni singolo Paese per vietare dal mercato il farmaco, per ottenere il risarcimento da parte delle parti lese, ogni passo è descritto con perizia storica. In Australia, ad esempio, fu l'ostetrico William McBridead ad avere i primi dubbi su una possibile correlazione esistente fra l'assunzione del farmaco da parte delle sue pazienti e le numerose nascite di bambini deformi, e fu lui che dopo aver analizzato a fondo il problema, lo denunciò pubblicamente. Negli Stati Uniti invece, tutto partì da una semplice impiegata dell'organizzazione "US Food and Drug Administration", di nome Frances O. Kelsey.

Link:
Una pagina informativa sul farmaco a cura della US Food and Drug Administration.
Il sito della Thalidomide Victim Association canadese.