Elefanti
"marini"

Gli elefanti
hanno una memoria di ferro, ma chissà se arriva fino ai tempi
in cui i loro antenati vivevano negli oceani… quest'ultima affermazione
(o pressappoco!) è la tesi di John
West, un fisiologo dell'Università della California di
San Diego, che dall'analisi dei polmoni di questi pachidermi, ha dedotto
la loro possibile origine marina.
I polmoni degli elefanti infatti - unici fra i mammiferi - non
possiedono la cavità pleurale, uno spazio presente fra
i polmoni e la cassa toracica, che fa in modo che i polmoni si possano
espandere uniformemente, proprio come un palloncino, all'interno delle
forme irregolari del torace. Al contrario di quelli di tutti gli altri
mammiferi, i polmoni degli elefanti sono invece circondati da un tessuto
connettivo. Questo fatto, osservato già dal 1682, era rimasto
inspiegato fino ad ora. All'ultimo Congresso dell'International Union
of Physiological Sciences, tenutosi a Christstchurch in Nuova Zelanda,
John West ha presentato la sua teoria, sottolineando che se gli elefanti
possedessero una cavità pleurale, non potrebbero nuotare a
lungo sott'acqua, come invece fanno, a causa della differenza di pressione
che si verrebbe a creare fra l'interno dei polmoni e l'interno dei
sottili vasi sanguigni posti tra le membrane che "foderano"
la cavità.
Ecco quindi un ulteriore passo verso la teoria dell'origine marina
di questi animali, che si aggiunge agli studi di paleontologia e alle
analisi molecolari che suggeriscono una stretta parentela fra gli
elefanti, i lamantini
e i dugongo.
I feti degli elefanti, infine, hanno delle particolari strutture,
chiamate "nefrostomi", che sono presenti nei vertebrati
acquatici e non in quelli terrestri.
Vi consigliamo
una pagina
del WWF sugli elefanti e un altro sito
dedicato a questi animali, molto fornito.
