Le
lettere di Bohr a Heisenberg sull'incontro di Copenhagen
Che sia
stato il successo, riscosso in tutti i Paesi nei quali è stato
rappresentato, dello spettacolo Copenhagen di Michael Frayn
ad "accelerare i tempi" non lo si può affermare con
estrema sicurezza, però, quello che è certo è
che (salvo imprevisti) alla fine di quest'anno, i documenti scritti
da Bohr a proposito del famoso incontro con Heisenberg del 1941, saranno
resi pubblici. Conservati nell'Archivio Niels Bohr di Copenaghen,
gli undici scritti del fisico danese avrebbero dovuto restare sotto
silenzio ancora fino al 2012, anno in cui passeranno i 50 anni dalla
morte, che era il periodo inizialmente scelto dai familiari di Bohr
come limite per la pubblicazione delle sue lettere. Alla fine di settembre
di quest'anno però la famiglia Bohr ha deciso di anticipare
la pubblicazione di quei documenti rimasti finora segreti e che farebbero
luce su quanto accadde fra i due scienziati; i documenti non sono
vere e proprie lettere, perché non furono mai spedite, ma sono
solo "appunti", di quel tipo che Bohr era solito prendere
per annotare la propria attività scientifica. Finn Aaserud,
il direttore dell'Archivio, sta lavorando con un gruppo di altri studiosi
per decifrare la difficile calligrafia di Bohr e per tradurre i suoi
scritti in inglese: le previsioni sono per una pubblicazione entro
la fine del 2001.
La
famiglia Bohr ha giustificato questa scelta per evitare una volta
per tutte ulteriori equivoci o incomprensioni a proposito dei contenuti
di quella breve conversazione avvenuta a casa dello scienziato danese
e che divenne famosa perché fu la causa della rottura definitiva
della sua amicizia con Heisenberg.
Fino a ora solo pochi privilegiati hanno avuto accesso a questi scritti,
come ad esempio lo storico Gerald Holton della Harvard University,
che ha dichiarato che lo spettacolo di Frayn dava un po' troppo credito
all'interpretazione del giornalista Thomas Power, secondo il quale
il giovane scienziato tedesco avrebbe avuto delle remore morali e
avrebbe osteggiato di proposito la creazione della bomba. D'accordo
con Holton, lo storico Paul Rose della Penn State University sottolinea
il fatto che Heisenberg all'epoca era in veste di rappresentante ufficiale
del partito nazista e che non ci sarebbe stata nessuna dimensione
morale in quell'incontro.
Per risolvere la questione, si spera, basterà aspettare qualche
settimana.
Resta il fatto che il valore dello spettacolo di Frayn resterà
immutato, e per chi ha dubbi a questo proposito, basterà citare
Pirandello e il suo "così è se vi pare" o
ascoltare lo stesso Frayn che, nella prefazione del suo spettacolo
scrive: "I pensieri e le intenzioni, anche le proprie, rimangono
ambigue e sfuggenti. Non esiste nessun pensiero o intenzione che possa
essere definito con assoluta precisione".
Per una
scheda dello spettacolo si veda la seguente
nello speciale "Teatro e Scienza" di erewhon.
L'immagine in questa pagina è un momento dello spettacolo rappresentato
al Piccolo Teatro di Milano.
Per aggiornarsi
sugli sviluppi, consigliamo il sito del Niels
Bohr Archive.