Lo scacchista Turco

La sfida uomo - macchina sul campo di gioco degli scacchi iniziò con una colossale burla. Nel 1770 infatti, il barone ungherese e famoso ingegnere Wolfgang von Kempelen realizzò su ordine della regina Maria Teresa d'Austria un "automa" in grado non solo di giocare a scacchi, ma di essere addirittura invincibile.
Questa portentosa "macchina" (nata in soli sei mesi), che era chiamata il "Turco" perché consisteva in un manichino abbigliato con vesti arabe, fu protagonista di partite storiche, come quella del 1809 contro Napoleone o quella del 1783 contro Benjamin Franklin, entrambi perdenti.
All'inizio di ogni esibizione, si mostrava al pubblico l'interno del Turco, per dimostrare che la macchina non era manovrata da esseri umani; in realtà, grazie a un'illusione ottica, il barone Kempler era riuscito a ricavare un piccolo vano nel quale si nascondeva un maestro di scacchi.
Il Turco viaggiò in tournée per tutta Europa e Russia e, alla morte di von Kempelen, fu acquistato dal musicista Johann Nepomuk Maelzel e fu portato negli Stati Uniti nel 1826.
Lo scrittore Edgar Allan Poe lo vide a Richmond in 1835 e si sentì in dovere di smascherare il trucco con un lungo articolo. Anche il famoso mago illusionista Houdini pubblicò una sua spiegazione del trucco attribuendola a un polacco con un braccio amputato, nascosto dentro al manichino, ma che per fortuna non era corretta.
Gli ultimi giorni dello "scacchista" passarono in un museo di Filadelfia, fino a quando, nel 1854, un incendio lo distrusse. Il suo posto fu preso nel 1876 da un altro pseudo-automa chiamato Mephisto e creato da un fabbricante inglese di arti artificiali di nome Gumpel.
Il diretto discendente del Turco era però di un'altra pasta: non più trucchi ottici per nascondere alla vista l'essere umano che lo manovrava, ma un semplice telecomando elettrico che lo comandava a distanza.

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Trovate tutti i passi della famosa partita contro Napoleone in questa pagina web, mentre qui potete leggere una cronologia di tutte le partite giocate dal Turco.
Sono in Internet anche l'articolo di Edgard Allan Poe http://www.rampling.net/kempelen/Poe.htm
e quello di Houdini
http://www.rampling.net/kempelen/Houdin.htm