Atlanti Celesti 1500/1800: una mostra
http://www.lhl.lib.mo.us/pubserv/hos/stars/welcome.htm

Lo studio e l'osservazione del cielo affascinano l'umanità da migliaia di anni. E da migliaia di anni l'uomo ha cercato di rappresentare i corpi celesti in forme utilizzabili per il loro studio o per motivi didattici, o più semplicemente per motivi artistici o estetici. Fra la metà del 1500 e gli inizi del 1800, la produzione di atlanti celesti coniuga il "rigore" scientifico con l'espressione artistica. Il risultato è la produzione di oggetti di incomparabile valore.
Questa "Età d'oro" delle rappresentazioni del cielo è ben rappresentata in "Out of this World", catalogo di una mostra tenutasi un paio d'anni addietro all'americana Linda Hall Library.
Il web contiene forse la più bella raccolta (online) di immagini tratte da queste opere. Una quarantina di atlanti vengono presentati con brevi note esplicative e alcune fra le immagini più belle. Molte le cose notevoli.
Un paio, giusto per stuzzicare la curiosità:

"De le stelle fisse" di Alessandro Piccolomini, pubblicato in Venezia nel 1540. Viene considerato il primo atlante celeste "moderno". A differenza di tutti gli altri, le carte riportano solo le stelle, senza linee che le congiungano per mostrare le note figure delle costellazioni, né disegni di personaggi mitologici o leggendari.

"Coelum stellatum Christianum" di Julius Schiller, pubblicato in Augsburg nel 1627 e "Harmonia macrocosmica" di Andreas Cellarius, pubblicato in Amsterdam nel 1661. Tentativi rimasti unici, e non più seguiti, di sostituire con nomi "cristiani" le denominazioni di origine "pagana" delle costellazioni. Così Cassiopeia diventa Maria Maddalena, Auriga S.Gerolamo, Perseo S. Paolo, ecc.