Da tempo
per cercare sorgenti "intelligenti" nell'universo si parte dal presupposto
che una civiltà evoluta presente su un altro pianeta dovrebbe produrre
segnali radio. Dalla Terra, con tutte le trasmissioni che produciamo,
esce certamente una valanga di segnali. I radiotelescopi puntati verso
la spazio sono gli strumenti usati per andare a caccia di frequenze
radio. Frequenze che, se provenienti da una sorgente artificiale e
cioè prodotte da una civiltà che comunica via radio, dovrebbero essere
di un tipo particolare, per l'esattezza "a banda stretta". Più è ampio
lo strumento per cacciare le frequenze, maggiori sono le probabilità
di captarle. L'idea che è venuta ai ricercatori del radiotelescopio
di Arecibo consiste nell'utilizzare decina di migliaia di personal
computer presenti nelle famiglie sparse sul pianeta. Funziona così:
un salvaschermo che si può installare sul proprio PC è in realtà un
piccolo sofisticato software che, quando poi ci si collega alla rete
per visitare siti web o fare altre cose, automaticamente invia dei
dati a Arecibo. E' questo software che è in grado di captare, utilizzando
il computer, le emissioni a banda stretta. Il risultato è una estensione
planetaria del radiotelescopio di Arecibo. Il progetto prevede di
collegare 50 mila PC. Chi vuole partecipare all'impresa si deve collegare
al sito di cui abbiamo dato l'indirizzo e seguire le istruzioni (sono
disponibili in tante lingue, compreso l'italiano) per prelevare il
salvaschermo.