Speciale televisione interattiva

iTV, idTV, eTV, nextTV, HDTV: non è facile districarsi nel complesso mondo di quella che per comodità indicheremo qui semplicemente come televisione digitale. Le sigle che abbiamo appena citato sono solo alcune delle decine e decine di nomi che vengono dati a diversi modi di intendere la rivoluzione digitale in campo televisivo: in alcuni casi l’enfasi è posta sull’aspetto qualitativo dell’immagine (HDTV, ovvero High Definition TV), in altri sulla creazione di un rapporto stretto tra televisione e Internet (eTV), in altri ancora sull’interattività (iTV e idTV, interactive TV e interactive digital TV) e così via. Dopo i tentativi falliti di portare con una certa brutalità Internet sugli schermi televisivi (si pensi in Italia al caso Freedomland e alle vicissitudini tipicamente new economy della sua entrata in borsa) l’attenzione dei produttori di contenuti e formati per la televisione digitale si è però concentrata sull’interactive TV. La Cable & Telecommunications Association for Marketing, un’ente no-profit americano, ha recentemente condotto per la FCC (Federal Communications Commission) una ricerca in cui si indica che almeno l’80 per cento degli utenti statunitensi di televisioni digitali via cavo e il 55 per cento degli utenti di televisioni via cavo analogiche desidererebbero fruire di servizi interattivi, con una particolare propensione per servizi come la videoregistrazione personale, il video-on-demand e l’accesso a Internet. Il che riassume ciò che perlopiù si intende oggi quando si parla di televisione digitale interattiva: la gestione tramite un apparecchio televisivo connesso a banda larga con servizi come la posta elettronica, la navigazione (più o meno aperta alla rete, lo vedremo in seguito) di contenuti multimediali, la possibilità per gli spettatori di comunicare tra loro mentre guardano un programma o di interagire con i contenuti o le pubblicità. È stato previsto che entro il 2003 34,4 milioni di case americane e 33 milioni di case europee siano collegate a servizi di televisione interattiva, e nei prossimi due anni diventeranno assolutamente critici elementi come la scelta del formato utilizzato e quella dei contenuti proposti.

“Cinque anni fa ci si chiedeva se la televisione interattiva avesse un futuro. Ora non è più così. Nessun operatore televisivo penserebbe di lanciare un servizio senza prendere in considerazione l’interattività. Ma anche se sappiamo che il futuro è roseo, non possiamo essere certi di quanto tempo impiegherà la televisione digitale a soppiantare quella analogica. In Gran Bretagna BSkyB è stata molto proattiva nello spingere la televisione digitale, portando a un decollo molto veloce dell’interattività. Questo dimostra che l’atteggiamento degli operatori di rete e le loro strategie di marketing sono estremamente importanti.”
Regis Saint Girons, direttore di OpenTV Europa

 

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