Ken Saro-Wiwa

http://www.scholars.nus.edu.sg/landow/post/sarowiwa/sarowiwaov.html

Abitare sul delta del Niger, nell'area sudorientale della Nigeria, può significare una scommessa con la morte. Qui non ci sono mine antiuomo pronte a esplodere, ma solo petrolio. Molto petrolio. La sua scoperta risale al 1958, anno in cui la Shell inizia a trivellare con successo l'Ogoniland, un territorio abitato da mezzo milione di Ogoni, che a partire da quel momento vedono il proprio ambiente devastato dall'azione intrusiva delle multinazionali e diventano sempre più poveri nonostante l'immane ricchezza sotto ai loro piedi. (Un paradosso, quest'ultimo, ormai tristemente assurto a paradigma della "malaglobalizazione".)
Un uomo, lo scrittore Ken Saro-Wiwa, decide di denunciare il degrado ambientale, l'esodo obbligato degli Ogoni privati della propria terra, lo strapotere della Shell, appoggiata dalla dittatura di turno. Ma il "patto scellerato" a tutela del profitto e del reciproco sostegno, chiaramente, tiene botta, persino alla marcia di trecentomila Ogoni all'inizio del 1993, fomentati da Ken Saro-Wiwa, per protestare contro la Shell e i gerarchi nigeriani. Lo scrittore è ben cosciente del rischio che corre. Segue la sua incarcerazione, la lotta dal carcere, fino all'impiccagione il 10 novembre del 1995. Stessa sorte subiscono gli altri otto attivisti del MOSOP, il movimento per la sopravvivenza degli Ogoni.
Il sito segnalato, curato da Landow, è dedicato all'opera letteraria di Ken Saro-Wiwa, finora mai tradotta in italiano. Sebbene alcune pagine non siano più disponibili, vale come invito alla conoscenza della testimonianza artistica e umana consegnataci dall'autore alla sua morte.