Nuovi autori dall'India, in lingua inglese

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La narrativa indiana comincia ad essere presente in forze nei cataloghi degli editori italiani. Alcuni scrittori di fama, come Salman Rushdie, hanno aperto la strada a nuovi autori e autrici, che hanno una cosa in comune: la lingua inglese.
Scrivono in questa lingua per descrivere un paese ricco di fermenti e contraddizioni, alla ricerca di un difficile equilibrio tra passato e futuro, tra città e campagna, tra oriente e occidente. Spesso le vite di questi autori e autrici sono emblematiche di questa faticosa ricerca: studi in occidente, vite divise tra India e America o Europa, ritorni nei paesi di origine alternati a frequenti soggiorni all'estero per motivi professionali.
Può stupire che un paese che ha impiegato decenni a ritrovare la propria identità culturale, affrancandosi dalle eredità del colonialismo, abbia una produzione letteraria in una lingua "altra". Il fenomeno e' spiegato in modo molto esauriente in un lungo articolo di Maria Antonietta Saracino, pubblicato sulla rivista Effe e on line sul sito Feltrinelli. E' accompagnato da una ampia bibliografia, corredata di case editrici e prezzi, una guida alla lettura e all'acquisto di grande interesse.