Quando scienza e fantascienza si confondono

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Che, per essere "buona", la fantascienza debba fondarsi su solide basi scientifiche, è una tesi contestata dai critici del genere, che danno più importanza alla coerenza degli eventi in relazione alle "leggi" del mondo immaginario inventato dall'autore e al valore letterario dell'opera. Tuttavia, ciò non implica affatto che la fantascienza che esplora mondi possibili a partire dalle teorie e dalle scoperte della "vera" scienza debba essere noiosa. A dimostrare il contrario, basterebbe il successo di critica e di pubblico ottenuto dallo scrittore australiano Greg Egan, astro nascente del genere cyberpunk e valido esponente della computer science. L'Url che segnaliamo corrisponde ad una sezione della sua Home Page (http://www.netspace.net.au/~gregegan) che raccoglie i testi di una serie di saggi pubblicati sulla rivista Eidolon, nei quali Egan analizza il modo in cui le teorie scientifiche del ventesimo secolo hanno influenzato la narrativa di fantascienza.
Tuttavia, per avere un'idea più precisa di come lo scrittore usi le proprie conoscenze (filosofiche oltre che scientifiche) allo scopo di rendere più avvincenti i suoi prodotti letterari, conviene dare un'occhiata al resto del sito, dove si trovano saggi, articoli, interviste e, soprattutto, una serie di racconti "illustrati" da complesse immagini grafiche in movimento.