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In America

L'inizio di una fotografia sociale in America si può far risalire al lavoro di Jacob A.Rijs, un immigrato olandese che lavorò come cronista di nera prima di pubblicare il libro che lo rese famoso, "How the Other Half Lives", uscito nel 1890 e illustrato con le foto riprese dallo stesso autore nei quartieri poveri di New York, come quella riprodotta a lato.

Tra il 1908 1 il 1912 è il lavoro di Lewis W. Hine sulla vita degli immigrati e soprattutto quello sul lavoro minorile a scuotere la coscienza sociale d'America. Hine, un sociologo approdato alla fotografia, svolse il suo lavoro di documentazione sullo sfruttamento dei bambini nelle fabbriche e nelle miniere per conto del National Child Labor Committee e il suo dossier contribuì a far passare le prime leggi a protezione dei minori. In questa foto Hine è ripreso accanto a un venditore di giornali di 8 anni.

La foto documentaria in America ebbe poi un grande sviluppo grazie ai fotografi della Farm Security Administration, voluta dal presidente Franklin D. Roosevelt nel piano di riforme del New Deal. Nella seconda metà degli anni Trenta, sotto la guida del sociologo ed economista Roy E.Stryker, fu realizzato un reportage fotografico che documentava la vita delle popolazioni rurali in tutto il paese. Tra i nomi più famosi di questo gruppo spiccano quelli di Dorothea Lange e Walker Evans.

Nella Russia Sovietica

In Russia, dove la fotografia aveva rivolto il suo interesse al sociale nei primi anni della rivoluzione, tra gli anni Venti e Trenta divenne uno dei principali strumenti di informazione, educazione e propaganda. La fotografia documenta le rivolte operaie, i soldati dell'Armata Rossa, i progressi tecnologici e la vita quotidiana di studenti e contadini, e comunica non solo tramite le riviste ma dalle piazze, dalle fabbriche e dai luoghi di riunione. Tra i pionieri del fotogiornalismo, Piotr Ocup, famoso oltre che per i suoi reportages per i ritratti di Lenin, Jakob Steinberg, Viktor Bulla, Pavel Zukov, Abram Sterenberg, Boris Ignatovic, Aleksandr Rodcenko. Pur venendo da una formazione artistica, quest'ultimo fu tra i grandi fotografi a rivalutare e rivoluzionare il fotogiornalismo, fino allora considerato meno "nobile" delle fotografie d'arte riprese in studio. Molte delle sue ardite inquadrature di strade e piazze fanno parte di un progetto per un film mai realizzato.

La distanza tra fotogiornalismo e fotografia artistica si annulla con i grandi reportages di Max Alpert e Arkadij Sajchet, ricchi di contenuto sociale. Insieme ad altri fotografi tra cui Georgij Zelma e Dmitrij Debabov essi documentarono anche usi e costumi delle diverse popolazioni del vasto territorio russo, dalla vita dei pescatori del Volga alle tradizioni nuziali delle popolazioni kirghise, ben rappresentate dalla cavallerizza nella foto accanto.

"L'URSS in costruzione"
, la rivista che uscì dal 1930 al 1941, raccolse intorno a sé sia scrittori di talento che i nomi più famosi del fotogiornalismo e dell'avanguardia artistica. La foto di questo giovane operaio alla ruota, pubblicata dalla rivista, è anche quella che fa da copertina al catalogo della mostra organizzata nel 1983 dal Comune di Roma e intitolata ai "Pionieri della fotografia sovietica 1917-1940", edizioni Idea Books, con introduzione di Grigorij Sudakov e alcune note alle foto di Aleksandr Lavrentiev, nipote di Rodcenko.